Dichiarazione dei Redditi per Badanti Stranieri: Una Guida Completa
Assumere una badante straniera in Italia comporta una serie di adempimenti legali e fiscali, sia per il datore di lavoro che per la lavoratrice stessa. La dichiarazione dei redditi, in particolare, rappresenta un aspetto cruciale che richiede attenzione e conoscenza delle normative vigenti. Questo articolo si propone di fornire un quadro esaustivo su come le badanti straniere devono affrontare la propria posizione fiscale in Italia, analizzando i requisiti per l'assunzione, le modalità di dichiarazione dei redditi e le recenti disposizioni in materia di emersione dal lavoro irregolare.
Requisiti per l'Assunzione di Lavoratori Domestici Stranieri
Per assumere una badante straniera, il datore di lavoro deve dimostrare una solida capacità economica. Il Ministero del Lavoro, con la circolare 1/05, ha stabilito che il reddito annuo del datore di lavoro debba essere almeno doppio rispetto all'ammontare annuale dovuto al lavoratore, inclusi i costi connessi. Questa indicazione ministeriale si applica specificamente al lavoro domestico, dove i lavoratori non producono reddito per la famiglia ospitante. Per l'assunzione di colf e badanti stranieri, il datore di lavoro deve quindi possedere un reddito sufficiente a coprire non solo la retribuzione pattuita, ma anche le spese per vitto e alloggio e la contribuzione dovuta all'ente previdenziale.

La capacità reddituale del datore di lavoro domestico può derivare anche dal cumulo dei redditi dei parenti di primo grado, anche non conviventi. In mancanza di altri soggetti tenuti legalmente all'assistenza, questa condizione può essere provata tramite autocertificazione.
Nel caso di imprenditori agricoli, la determinazione del reddito del datore di lavoro può basarsi su indici di capacità economica analitici, riferendosi ad altri ambiti tributari, poiché il semplice rinvio al reddito agrario potrebbe risultare inadeguato.
La Dichiarazione dei Redditi per le Badanti
A differenza dei dipendenti che beneficiano della figura del sostituto d'imposta (il datore di lavoro che gestisce trattenute e versamenti fiscali), le badanti sono tenute a pagare le tasse in autonomia. Per effettuare la dichiarazione dei redditi, le lavoratrici hanno a disposizione principalmente due modelli: il modello ‘Redditi’ e il classico ‘730’.
Entrambi i modelli possono essere scaricati dal sito dell'Agenzia delle Entrate e presentati telematicamente o tramite un intermediario abilitato, come CAF o associazioni di categoria. Indipendentemente dal modello scelto, è necessario consegnare il CU (Certificazione Unica) che attesta tutti i pagamenti effettuati.
Nel caso in cui una lavoratrice extracomunitaria presenti la dichiarazione dei redditi tramite il modello ‘Redditi’, è necessario essere in possesso dello stato di famiglia. Se i figli sono residenti in Italia, si utilizzerà lo stato di famiglia italiano. Se, invece, i figli risiedono in un paese estero, occorrerà procurarsi la documentazione equivalente rilasciata dal paese natale.
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Emersione dal Lavoro Irregolare: Procedure e Contributi
Un aspetto fondamentale riguarda le procedure di emersione dal lavoro irregolare per i lavoratori stranieri impiegati nel settore domestico. A partire dal 21 agosto, è stato possibile scaricare dai siti ministeriali il modello F24 per il pagamento del contributo forfettario di 500 euro. Il programma per la compilazione dell'istanza e il modulo stesso sono stati resi disponibili successivamente, con la procedura online attiva per un periodo limitato.
È importante notare che il modello F24 può essere utilizzato per regolarizzare la posizione contributiva di uno o più lavoratori, compilando una riga del modulo per ogni lavoratore dichiarato. Il contributo di 500 euro copre l'assistenza e la previdenza per un trimestre specifico (ad esempio, il secondo trimestre 2009). Per periodi precedenti, i datori di lavoro che hanno indicato una data di inizio del rapporto di lavoro antecedente a tale periodo, saranno invitati dall'INPS a compilare un apposito modulo (mod. LD15-ter).
Per quanto riguarda la compilazione del modello F24, in caso di numerazione del documento inferiore a 17 caratteri, si deve riportare la numerazione reale senza aggiunte. Se il lavoratore extracomunitario è privo di passaporto, è possibile indicare il numero di un altro documento equipollente valido per l'ingresso in Italia, purché sia lo stesso che verrà indicato nel modulo di dichiarazione di emersione. Documenti equipollenti includono documenti di viaggio per apolidi, rifugiati, titoli di viaggio per stranieri, lasciapassare delle Nazioni Unite, documenti rilasciati da quartier generali NATO, libretti di navigazione, documenti di navigazione aerea, carte d'identità valide per l'espatrio per cittadini UE, e carte d'identità di Stati aderenti all'Accordo Europeo sull'abolizione del passaporto. Se il lavoratore è privo di documenti idonei, non può essere regolarizzato.
Per la determinazione del reddito richiesto in caso di sostegno al lavoro familiare, si considera il reddito imponibile (al lordo delle imposte). Possono essere incluse anche altre fonti di reddito non soggette a dichiarazione annuale o CUD, come assegni di invalidità, purché certificate.
Il cumulo dei redditi per dimostrare la capacità economica è previsto solo per il nucleo familiare, inteso come i familiari con la medesima residenza.
Casi Particolari e Esenzioni dal Requisito Reddituale
In alcune circostanze, il requisito reddituale del datore di lavoro non è richiesto. Per regolarizzare badanti che assistono persone anziane non autosufficienti, non è necessario certificare un reddito, ma solo esibire, al momento della convocazione presso lo Sportello Unico, un certificato medico che attesti la limitazione dell'autosufficienza. Questo vale anche se la badante assiste un familiare che vive in una città diversa dal richiedente.

La domanda di emersione può essere presentata anche da cittadini stranieri in possesso della ricevuta di richiesta di rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno).
È necessario esibire un documento d'identità in corso di validità (passaporto o altro documento equipollente) al momento della stipula del contratto di soggiorno. Se il documento indicato nella domanda scade nelle more della procedura, una copia dello stesso dovrà essere esibita alla convocazione.
Per ciascun congiunto da assistere, dovrà essere presentato un certificato medico attestante la non autosufficienza.
In caso di decesso dell'assistito prima della firma del contratto, la domanda viene rigettata, salvo la possibilità per i familiari di subentrare nell'assunzione.
Chi è impossibilitato a sottoscrivere il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l'Immigrazione può essere sostituito dal coniuge, figli o altri parenti fino al terzo grado, o tramite delega notarile.
Va pagata una marca da bollo di euro 14,62, il cui numero di codice a barre va indicato nella domanda e esibito alla convocazione.
Sono esclusi dalla regolarizzazione gli stranieri espulsi per motivi di ordine e sicurezza dello Stato, appartenenti a categorie indicate nell'art.13, c. 2, lett c) del Testo Unico sull'Immigrazione, o condannati per specifici reati.
È possibile l'assunzione da parte di un unico datore di lavoro per orari di lavoro settimanali non inferiori a 20 ore. Non è possibile presentare domanda di emersione per un lavoratore straniero domestico regolarmente soggiornante ma non abilitato al lavoro o con permesso di soggiorno scaduto da più di 60 giorni se il rinnovo non è stato richiesto nei termini. La domanda di emersione può essere presentata anche per stranieri regolarmente presenti ma privi del titolo di soggiorno che li abilitasse al lavoro (turismo, cure mediche, studio, motivi religiosi, ecc.).
Per certificare che un lavoratore clandestino è alle dipendenze da più di tre mesi alla data del 30 giugno, il modulo di domanda di emersione stesso costituisce un'autocertificazione. La presentazione di false dichiarazioni o l'uso di documenti contraffatti costituisce reato.
La ricevuta di presentazione della domanda di emersione sarà scaricabile dal sito del Ministero dell'Interno entro 72 ore dall'invio.
Operatori di associazioni con protocolli d'intesa con i Ministeri competenti non necessitano di un nuovo accreditamento per supportare i datori di lavoro in questa procedura.
Il contributo forfettario di 500 euro può essere pagato in qualsiasi momento fino al 30 settembre.
Cosa si Intende per Non Autosufficienza
La limitazione dell'autosufficienza, in caso di datore di lavoro affetto da patologie o disabilità, non corrisponde necessariamente al riconoscimento dell'invalidità civile. Può essere attestata dal medico di base convenzionato con il SSN o da una struttura pubblica. L'asseverazione reddituale non è richiesta per datori di lavoro affetti da patologie o disabilità che presentano istanze di nulla osta al lavoro per un lavoratore addetto alla loro assistenza.
Aspetti Contrattuali e Contributivi
Il rapporto di lavoro domestico è disciplinato dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento, che regola gli aspetti economici e normativi. Al lavoratore spettano, oltre alla retribuzione minima, la tredicesima mensilità, ferie, permessi retribuiti per visite mediche e assenze giustificate per malattia e maternità, con specifiche indennità e periodi di conservazione del posto di lavoro.
Il contratto di soggiorno per lavoro subordinato, stipulato tra datore di lavoro e lavoratore extracomunitario, garantisce la disponibilità di un alloggio idoneo e l'impegno al pagamento delle spese di viaggio per il rientro definitivo del lavoratore.
Per ogni lavoratore domestico deve essere aperta una posizione assicurativa presso l'INPS. I contributi devono essere versati trimestralmente, entro il giorno 10 del primo mese successivo al termine del trimestre solare. I contributi versati comprendono anche una quota per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).
Il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta e non deve operare trattenute fiscali sulla retribuzione erogata. Al lavoratore dovrà essere rilasciata la certificazione delle retribuzioni erogate, al netto delle eventuali trattenute previdenziali.
Abitazione e Garanzie
Per dimostrare la disponibilità di un alloggio, si può fare riferimento al contratto di locazione o comodato, o a una dichiarazione di ospitalità con esibizione dell'atto di possesso dell'alloggio. Il datore di lavoro si impegna a garantire un alloggio idoneo.
Arretrati e Assunzioni
La contribuzione dovuta per periodi di lavoro antecedenti la regolarizzazione è gestita con modalità specifiche, talvolta con versamenti forfettari. Per assumere un lavoratore straniero residente all'estero, il datore di lavoro deve attendere l'adozione del decreto flussi. La domanda di assunzione va depositata presso lo sportello unico per l'immigrazione.
Deduzioni e Crediti d'Imposta
I contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici sono deducibili dal reddito fino a un importo annuale massimo. Il credito d'imposta previsto per assunzioni a tempo indeterminato può spettare anche ai datori di lavoro domestico, sebbene i fondi per determinati periodi potessero essere esauriti.
Immigrazione e Settore dell'Assistenza Familiare
Il Decreto Legge n. 145/24 ha previsto per il 2025 l'ingresso di 10.000 lavoratori stranieri per l'assistenza familiare e socio-sanitaria, destinati a grandi anziani o persone con disabilità. Questi ingressi si aggiungono alle quote del decreto flussi, ma con una procedura differente.
Le cooperative sociali possono assumere lavoratori domestici, operando come agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro o nel settore dell'assistenza socio-sanitaria, previa autorizzazione.
È possibile presentare una nuova richiesta con il nuovo decreto flussi anche per lavoratori per i quali è ancora in istruttoria una pratica precedente.
La regolarizzazione per colf e badanti è aperta a chiunque abbia occupato personale extracomunitario irregolarmente presente in Italia. I destinatari della regolarizzazione includono stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno, titolari di permessi per motivi non lavorativi, o con permessi per studio, lavoro stagionale o ingressi fuori quota.
Una volta regolarizzato, il lavoratore extracomunitario è sottoposto alle stesse disposizioni dei lavoratori con regolare permesso di soggiorno per lavoro. Può essere licenziato o dimettersi, con possibilità di iscrizione alle liste di collocamento per il periodo residuo del permesso.
Al termine del rapporto di lavoro, il datore di lavoro non ha più obbligazioni economiche o contributive, salvo provvedere ai costi del rientro nel paese di provenienza se resta "ultimo datore di lavoro".
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