La Vicenda della RSA "Sacro Cuore" di Dizzasco: Un Caso di Maltrattamenti e le Sue Implicazioni

La casa di riposo "Sacro Cuore" di Dizzasco, gestita dall'Associazione Il Focolare di Santa Maria di Loreto, è al centro di un'indagine dei carabinieri che ha portato all'arresto di sette dipendenti, accusati di ripetuti episodi di maltrattamenti nei confronti degli ospiti della struttura. La vicenda, emersa grazie alla coraggiosa denuncia di un ex operatore sanitario, Pasquale Moretti, getta luce su presunte condotte inaccettabili e solleva interrogativi sulla gestione e sulla tutela dei soggetti fragili all'interno delle strutture assistenziali.

Casa di riposo

L'Innesco dell'Indagine: La Denuncia di Pasquale Moretti

L'inchiesta dei carabinieri ha preso avvio nell'agosto scorso, a seguito di una denuncia presentata da Pasquale Moretti, un operatore sanitario che aveva lavorato presso la RSA "Sacro Cuore" di Dizzasco dal febbraio 2022. Moretti ha dichiarato di aver assistito a episodi "al limite del maltrattamento" e di essersi sentito a disagio in un ambiente che descrive come "ostile nei confronti di persone del Paese che conoscevo, tutti vecchietti o quasi".

Moretti ha raccontato di aver notato fin dai primi mesi di lavoro, nel 2022, comportamenti inappropriati, tra cui "schiaffi, carrozzine lanciate, urla". Un episodio in particolare lo avrebbe scosso profondamente: una mattina, entrando in una stanza, avrebbe trovato un'ospite in lacrime, la quale gli avrebbe riferito di essere stata picchiata e di averle strappato i capelli, con ciocche trovate a terra.

Inizialmente, Moretti avrebbe segnalato l'accaduto alla sua responsabile, che gli avrebbe detto di tacere in quanto avrebbe parlato con il direttore. Tuttavia, scoprendo che nulla era stato fatto, decise di sporgere denuncia direttamente alle forze dell'ordine. Da quel momento, ha iniziato a raccogliere prove, tra cui foto e audio, che sono confluite nella sua nuova denuncia nell'agosto 2024.

Carabinieri in azione

Le Prove Raccolte e le Dichiarazioni

A sostegno della sua denuncia, Pasquale Moretti ha consegnato alle forze dell'ordine un audio, di cui La Stampa ha ottenuto l'esclusiva. La voce nell'audio sarebbe quella di un collega di Moretti, operante in un'altra struttura per anziani della zona gestita anch'essa dall'Associazione il Focolare di Santa Maria di Loreto. Questo collega, sentito dai carabinieri come "persona interessata dai fatti", avrebbe confermato un "ambiente ostile" e episodi "al limite del maltrattamento".

I carabinieri, pur smentendo indagini in corso sull'altra RSA menzionata, hanno confermato che l'indagine sulla struttura di Dizzasco è proseguita per sei mesi, raccogliendo materiale probatorio, incluse immagini e intercettazioni audio, che hanno portato agli arresti.

Il presidente dell'Associazione Il Focolare, Giambattista Mazzoleni, ha negato la versione di Moretti, definendola "diffamazione". Tuttavia, i vertici della casa di riposo hanno rilasciato una nota in cui esprimono "sgomento e assoluto dispiacere" per i provvedimenti cautelari, affermando che la loro è un'associazione non profit che opera da 35 anni nel settore dell'assistenza ai soggetti fragili. Hanno inoltre dichiarato di non aver mai ricevuto segnalazioni di condotte inappropriate da ospiti, parenti o personale, nonostante siano attivi plurimi sistemi di segnalazione.

La Gestione della Situazione e le Conseguenze

La direzione della RSA "Sacro Cuore" ha dichiarato di aver disposto "l'immediata sospensione dal servizio dei dipendenti coinvolti nell’inchiesta per l’assunzione dei doverosi provvedimenti disciplinari per la cessazione dei rapporti di lavoro". Hanno inoltre manifestato la ferma determinazione dell'azienda a "costituirsi parte civile nel futuro procedimento penale".

Dalle prime verifiche, sembrerebbe che gli episodi contestati ai dipendenti siano avvenuti prevalentemente durante i turni notturni, ma Pasquale Moretti ha smentito questa versione, affermando di aver assistito a tali comportamenti anche durante il giorno. Moretti, che all'epoca dei fatti lavorava come inserviente, ha dichiarato di aver svolto anche ruoli non di sua competenza, come nel reparto di malattie infettive, senza una qualifica specifica.

Illustrazione di un anziano assistito

Il Supporto Sindacale e l'Appello per una Riforma

La vicenda ha suscitato la solidarietà del sindacato Uil del Lario e della Uil Funzione Pubblica Lario Brianza, che hanno lanciato un appello a sostegno di Pasquale Moretti, definendolo "l'unico che ha avuto il coraggio di denunciare". Il sindacato ha sottolineato come, dopo la scadenza del suo contratto a tempo determinato nel 2022, Moretti non abbia più trovato lavoro, arrivando a soffrire di depressione.

Dario Esposito e Massimo Coppia, rispettivamente coordinatore della Uil del Lario e segretario generale Uil Funzione pubblica Lario-Brianza, hanno dichiarato: "Pasquale e i tanti come lui che nel 2025 pongono i principi etici e professionali al primo posto, merita sostegno e a tal fine lanciamo un appello al territorio affinchè l’esempio civico di questo lavoratore non vada a discapito del suo futuro professionale".

Il sindacato ha inoltre lanciato un appello alla riforma del settore socio-assistenziale, affermando: "basta considerare le RSA posti di serie B, bisogna riformare gli accreditamenti del socio-assistenziale a fronte di una popolazione di anziani pluripatologici e fragili".

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Il Percorso Giudiziario

L'inchiesta ha portato all'arresto di sette ex dipendenti della RSA "Sacro Cuore" di Dizzasco, accusati di maltrattamenti. Il Pubblico Ministero Alessandra Bellù ha sollecitato condanne per oltre trenta anni di carcere complessivi, a seconda della gravità dei comportamenti contestati. Le richieste di condanna variano da sei anni per i casi più gravi a due anni e mezzo per altri imputati.

La vicenda era esplosa nel febbraio dell'anno precedente con un'indagine che aveva portato i carabinieri ad eseguire ordinanze di custodia cautelare. Nell'udienza preliminare, il PM ha chiesto le condanne, alcune delle quali ridotte per la scelta del rito abbreviato. La parola passa ora alla difesa, i cui legali interverranno in un'udienza prevista a febbraio, prima della sentenza di primo grado.

La vicenda di Dizzasco solleva questioni cruciali sulla dignità e la sicurezza degli anziani nelle strutture di accoglienza, evidenziando la necessità di un controllo rigoroso, di una formazione adeguata del personale e di meccanismi di tutela efficaci per i residenti e per coloro che, come Pasquale Moretti, hanno il coraggio di segnalare abusi e maltrattamenti. La provincia di Como, come sottolineato dal sindacato, non può permettersi di perdere professionisti che mettono l'etica al primo posto, e la società nel suo complesso deve affrontare la questione delle RSA come luoghi che richiedono la massima attenzione e cura.

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