Giovani e Dipendenze: Un Fenomeno Complesso tra "Vecchie" e Nuove Fragilità
Il tema delle dipendenze tra i giovani è un argomento di crescente preoccupazione per la società contemporanea, che si trova ad affrontare un panorama in continua evoluzione, caratterizzato dall'emergere di nuove forme di dipendenza comportamentale accanto a quelle tradizionali legate all'uso di sostanze. Le sfide poste da questo fenomeno richiedono un approccio multidisciplinare e una profonda comprensione delle dinamiche che coinvolgono le giovani generazioni, spesso in un "limbo di eterno presente" in cui le paure e gli allarmismi rischiano di offuscare la necessità di una conoscenza approfondita.
L'Evoluzione delle Dipendenze Giovanili
Le dipendenze che affliggono i giovani si estendono oggi ben oltre il consumo di droghe e alcol, abbracciando una vasta gamma di comportamenti che possono compromettere il benessere psicofisico e l'integrazione sociale. Tra le "nuove dipendenze" che destano particolare allarme vi sono quelle legate all'uso della rete, dei videogiochi e dei social network. Queste forme di dipendenza comportamentale, spesso definite "New Addiction", si manifestano come un bisogno compulsivo di connettersi, giocare, o interagire online, portando a fenomeni di isolamento sociale, disturbi del sonno, calo del rendimento scolastico e, nei casi più gravi, a una progressiva alienazione dalla realtà circostante.
A queste si aggiungono altre forme di dipendenza che riguardano la sfera del comportamento e dell'autocontrollo: la dipendenza dalla pornografia, il gioco d'azzardo patologico, l'abuso di smartphone e videogiochi, e persino comportamenti autolesionistici. La loro pervasività è tale che, come sottolineato da alcuni esperti, "la droga e le cosiddette dipendenze comportamentali quali il gioco d’azzardo, le dipendenze tecnologiche, da internet e da social sono una piaga che non si è fermata neanche col Covid, anzi, come le droghe, sono entrate nelle nostre case, nel quotidiano, sono online e spesso sotto gli occhi di tutti".

Il Contesto Post-Pandemico e l'Aggravarsi del Fenomeno
La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un fattore di accelerazione per molte di queste tendenze. L'aumento del tempo trascorso in casa, la restrizione delle attività sociali e la maggiore dipendenza dalla tecnologia per studio, lavoro e svago hanno creato un terreno fertile per lo sviluppo e il consolidamento di comportamenti problematici. L'accesso alle sostanze stupefacenti, così come ai contenuti online e ai giochi, è diventato "immediato", rendendo più difficile il controllo e l'intervento da parte di genitori ed educatori. Non è un caso che si registri un preoccupante dato: "I minori con problemi di dipendenza sono raddoppiati negli ultimi anni".
Questo scenario post-pandemico richiede un'analisi approfondita e uno sguardo "profondo nello scenario giovanile post pandemia", come auspicato dagli organizzatori di iniziative dedicate al tema. La necessità di comprendere queste fragilità sociali e le realtà "spesso invisibili della contemporaneità" diventa ancora più impellente.
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Un Approccio Multidisciplinare per la Comprensione e il Contrasto
Affrontare il complesso fenomeno delle dipendenze giovanili richiede un approccio che integri diverse prospettive: medico-scientifica, psicologica, giuridica, legale, etica e spirituale. Come evidenziato da don Paolo Tonghini, presidente della Commissione Bioetica “Save the Life”, si tratta di "sofferenze interiori ed esteriori che toccano l’integralità della persona umana, fatta di corpo, anima e spirito".
Numerose iniziative culturali e giornate di studio sono promosse per affrontare questo tema. Ad esempio, il ciclo di appuntamenti culturali promossi da "La Lanterna di Diogene - Università del Sapere Permanente" ha visto incontri dedicati a "Nuove dipendenze: hikikomori, I.A.D. e social media", con relatori esperti nel campo.
Un'altra importante iniziativa è stata la giornata di studio "Antiche e nuove dipendenze… e non solo!", promossa dall'organizzazione di volontariato New Tabor, che ha visto la partecipazione di un panel di relatori di altissimo profilo:
- Nicolò Antonio Pisanu: pedagogista, psicologo e psicoterapeuta esperto in dipendenze patologiche e docente universitario.
- Giuseppina Marra: direttore dell’UOCSERD di Caserta.
- Tiziana Manigrasso: psicologa, psicoterapeuta EMDR, esperta nel trattamento delle New Addiction e collaboratrice con il Serd di Cremona e associazioni a livello nazionale.
- Massimo Gandolfini: neurochirurgo e psichiatra, operante nel Dipartimento Politiche Antidroga, Consiglio dei Ministri.
- Monsignor Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu: canonico vaticano, esperto di Bioetica e di Pastorale della Salute, già segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute (Santa Sede).
- Luciano Squillaci: avvocato, presidente F.I.C.T. (Federazione italiana comunità terapeutiche).
- Giovanni Paganini: incaricato Regionale della Pastorale della Salute della CEL (conferenza episcopale lombarda), specialista in oncologia medica.
Questo tipo di eventi, "particolarmente rivolti a medici, farmacisti, infermieri, operatori tecnici e sanitari, volontari, educatori professionali, cittadini", mira a fornire strumenti conoscitivi per "capire e aiutare senza farci prendere da paure e allarmismi". L'accreditamento con ECM per i professionisti sanitari sottolinea l'importanza di un aggiornamento continuo su queste tematiche cruciali.
Il Ruolo dei Servizi Socio-Sanitari e delle Politiche di Prevenzione
La risposta al fenomeno delle dipendenze giovanili non può prescindere da un potenziamento dei servizi socio-sanitari e dall'implementazione di politiche di prevenzione efficaci. La "Legge Quadro per la realizzazione del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali" n.328/00, ad esempio, promuove la pianificazione locale attraverso i Piani di Zona, strumenti che mirano a riordinare, potenziare e mettere in rete gli interventi e i servizi sociali e socio-sanitari.
Nel Comune di Bologna, il Piano di Zona triennale per la Salute e per il Benessere sociale, insieme al Programma Attuativo Annuale, definisce le priorità strategiche e le attività da intraprendere, attingendo a diverse fonti di finanziamento, tra cui il Fondo Sociale Regionale e il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA). Questi piani integrati, elaborati attraverso un lavoro di gruppo che coinvolge diverse professionalità e enti, coprono aree tematiche quali minori, disabili, anziani, adulti, immigrati, giovani e dipendenze, e povertà ed esclusione sociale.

La prevenzione delle dipendenze, in particolare per i giovani, deve partire da un contesto familiare e sociale supportivo, dove la comunicazione sia aperta e la consapevolezza dei rischi sia diffusa. Il "taglio" di studio e approfondimento deve essere "sicuramente, oltre che medico-scientifico, psicologico, giuridico e legale, è anche etico e spirituale", per poter intervenire sull'integralità della persona.
La Povertà e l'Esclusione Sociale: Fattori di Vulnerabilità
È fondamentale considerare come la povertà e l'esclusione sociale possano agire come fattori di vulnerabilità nell'insorgenza delle dipendenze. I dati ISTAT, pur riferendosi a periodi antecedenti alla recente crisi pandemica, evidenziano come una parte significativa della popolazione sia a rischio di povertà o esclusione sociale. Nel 2012, ad esempio, il "29,9% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale".
Il "progetto regionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale", ideato e promosso dal volontariato dell’Emilia-Romagna, rappresenta un esempio di come le buone pratiche possano essere messe in campo per far fronte ai bisogni, "mettendo al centro le singole persone e le loro famiglie". Queste esperienze "rappresentano un bene prezioso messo a disposizione della comunità e di chi le vorrà replicare e trasferire in altri contesti".
Le statistiche sull'impatto della disabilità sulle condizioni economiche delle famiglie sono altrettanto significative. L'indagine Istat ha rilevato che "oltre il 21% delle “famiglie con disabilità” in Italia è a rischio povertà, contro il 18% circa delle famiglie senza componenti disabili". Questa disparità evidenzia come la disabilità possa comportare un peso economico maggiore, accrescendo la vulnerabilità generale.
L'Importanza della Conoscenza e del Supporto
In conclusione, la lotta contro le dipendenze giovanili, sia quelle tradizionali che le nuove forme emergenti, richiede un impegno collettivo e una profonda comprensione del fenomeno. "Conoscere è l’azione migliore che possiamo mettere in campo", come affermano gli organizzatori della Lanterna di Diogene, per poter "capire e aiutare" efficacemente. La condivisione di informazioni, la promozione di percorsi di sensibilizzazione e il potenziamento dei servizi di supporto psicologico e sociale sono passi fondamentali per offrire ai giovani gli strumenti necessari per affrontare le sfide della contemporaneità e costruire un futuro più sano e consapevole.
La complessità del tema impone di superare visioni semplicistiche e di abbracciare un approccio olistico che consideri le interconnessioni tra fattori individuali, sociali, economici e ambientali. Solo attraverso una sinergia di intenti e azioni sarà possibile contrastare efficacemente la piaga delle dipendenze e promuovere il benessere delle nuove generazioni.
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