Azione di Surrogazione INAIL: Chi Paga e Come Funziona
L'azione di surrogazione INAIL è un meccanismo giuridico che permette all'Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro di recuperare le somme erogate a titolo di indennizzo al lavoratore infortunato, rivalendosi sui soggetti terzi responsabili del danno. Questo diritto nasce quando un lavoratore subisce un infortunio sul lavoro, anche se questo si verifica durante il tragitto casa-lavoro (infortunio in itinere) e non è imputabile a sua colpa. L'INAIL, intervenendo per coprire il danno patrimoniale subito dal lavoratore, come la perdita di parte della retribuzione dovuta all'assenza dal lavoro, acquisisce il diritto di subentrare nei diritti del lavoratore nei confronti del responsabile civile.

La Surrogazione: Un Meccanismo di Rimborso
La surrogazione, o surroga, può essere definita come un vero e proprio rimborso o rivalsa. Quando un ente assicuratore, come l'INAIL, eroga un'indennità a un danneggiato, acquisisce la facoltà di esercitare il diritto di surroga. Questo significa che l'ente assicuratore "si surroga nei diritti dell'assicurato verso i terzi responsabili del fatto dannoso". Nel contesto degli incidenti stradali che causano infortuni sul lavoro, la rivalsa avviene molto spesso nei confronti della compagnia di assicurazione del veicolo responsabile della circolazione stradale (assicurazione obbligatoria RCA) di chi ha provocato i danni.
L'INAIL e l'Indennizzo del Danno Patrimoniale
L'INAIL, come noto, indennizza uno specifico danno patrimoniale: la perdita di salario dovuta all'infermità generata dall'infortunio. La corresponsione di tale indennizzo avviene in presenza di un fatto - l'assenza dal lavoro - che costituisce un pregiudizio civilisticamente rilevante, del quale la vittima ha diritto di essere risarcita. Una volta erogata la prestazione, l'INAIL acquisisce il diritto di surrogarsi nel diritto dell'infortunato al risarcimento del danno da perdita della retribuzione.
È importante sottolineare che l'INAIL è sempre surrogato nel diritto della vittima verso il responsabile, indipendentemente dal fatto che la vittima stessa abbia percepito di aver subito quello specifico danno patrimoniale o ne abbia richiesto il risarcimento al responsabile. L'Istituto, attraverso il pagamento dell'indennità giornaliera per il danno patrimoniale da perdita della retribuzione nel periodo di assenza dal lavoro, subentra alla vittima nella titolarità del diritto al risarcimento di tale specifico pregiudizio. La surrogazione, infatti, costituisce una successione a titolo particolare nel diritto al risarcimento del danno sorto in capo alla vittima per effetto del fatto illecito.
Limiti all'Azione di Surroga dell'INAIL
Tuttavia, il diritto di surroga dell'INAIL non è illimitato. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'azione surrogatoria esercitata dall'INAIL incontra un preciso limite, oltre all'ammontare del risarcimento dovuto dal terzo responsabile, anche nella tipologia delle varie componenti di danno liquidate a carico dell'INAIL. È necessario distinguere tra le voci di danno coperte dall'assicurazione sociale e quelle ad essa estranee.
In altri termini, il diritto di surroga dell'INAIL non può estendersi al danno non coperto dalla garanzia assicurativa. Dopo il Decreto Legislativo n. 38/2000, che ha introdotto la "socializzazione" del danno biologico, l'azione di surroga può avere ad oggetto solo le somme corrisposte a titolo di danno patrimoniale e di danno biologico permanente. Non può, invece, estendersi alle somme corrisposte a titolo di danno non patrimoniale di diversa specie, come il danno biologico temporaneo e il danno morale.
Di conseguenza, l'istituto assicuratore non può esercitare verso il responsabile un diritto diverso da quello nella cui titolarità è subentrato, aggredendo, attraverso l'azione surrogatoria, somme liquidate alla vittima a titolo di risarcimento di un pregiudizio non coincidente con quello indennizzato. Presupposto necessario della surrogazione è, infatti, che l'assicuratore sociale abbia indennizzato il medesimo pregiudizio patito dalla vittima e non pregiudizi diversi.
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Surrogazione Legale e Surrogazione Assicurativa
La surrogazione legale, prevista in via generale dall'articolo 1203 del Codice Civile, opera di diritto a vantaggio di colui che, essendo tenuto con altro o per altri al pagamento del debito, aveva interesse di soddisfarlo. Con riferimento al meccanismo di surrogazione previsto in ambito assicurativo, la surroga dell'assicuratore nei diritti dell'assicurato verso il responsabile del danno, ai sensi dell'articolo 1916 del Codice Civile, costituisce un principio fondamentale.
In linea di principio, il diritto di surroga dell'INAIL non può estendersi al danno non coperto dalla garanzia assicurativa. Tuttavia, dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, che ha disposto la cosiddetta "socializzazione" del danno biologico, può avere ad oggetto soltanto le somme corrisposte a titolo di danno patrimoniale e di danno biologico permanente. Non può, invece, avere ad oggetto quelle corrisposte a titolo di danno non patrimoniale di diversa specie (danno biologico temporaneo, danno morale ecc.), le quali integrano componenti del complessivo risarcimento liquidato in favore del danneggiato che non possono formare oggetto di indennizzo in sede previdenziale.
L'Esonero dalla Responsabilità Civile del Datore di Lavoro
L'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro nasce per garantire una sorta di transazione sociale. Con il pagamento dei contributi, il datore di lavoro si libera dalla responsabilità risarcitoria nei confronti dei propri dipendenti. Il lavoratore, a fronte di questo sacrificio, ottiene un indennizzo dall'INAIL, anche quando l'infortunio sia avvenuto per caso fortuito, forza maggiore e persino per sua colpa.
L'articolo 10 del Testo Unico (T.U.) n. 1124 del 1965 prevede il principio generale dell'esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro. Normalmente, né il lavoratore può agire nei suoi confronti per il risarcimento del danno subito in occasione di lavoro, né l'INAIL può esercitare l'azione di rivalsa per il recupero delle prestazioni erogate in conseguenza di eventi infortunistici.
Tuttavia, la Corte Costituzionale ha chiarito che l'esonero opera all'interno dell'oggetto dell'assicurazione. Laddove la copertura assicurativa non interviene per mancanza dei presupposti, non opera l'esonero: e pur trovando il danno origine dalla prestazione di lavoro, la responsabilità è disciplinata dal Codice Civile, senza i limiti posti dall'art. 10 del T.U. del 1965. Se non si fa luogo alla prestazione previdenziale, non vi è assicurazione; mancando l'assicurazione, cade l'esonero.

Eccezioni all'Esonero: L'Azione di Regresso dell'INAIL
L'esonero dalla responsabilità civile del datore di lavoro non opera quando l'infortunio o la malattia professionale siano conseguenti a un reato perseguibile d'ufficio addebitabile al datore di lavoro o a tutti coloro sui quali gravano specifici obblighi di prevenzione e di sicurezza a favore del lavoratore. In questi casi, l'infortunato può agire contro tali soggetti per il risarcimento e l'INAIL per il recupero del costo delle prestazioni erogate.
Il reato perseguibile d'ufficio si ha in tutte le ipotesi in cui l'evento produca la morte del lavoratore, lesioni volontarie con inabilità temporanea superiore a venti giorni e/o con postumi, o lesioni colpose gravi con inabilità temporanea superiore a quaranta giorni e/o con postumi, quando derivino da violazioni di norme antinfortunistiche, oppure una malattia professionale.
Ai fini dell'azione di regresso dell'INAIL, non è più necessario che il datore di lavoro sia stato penalmente condannato, ma è sufficiente che l'accertamento del fatto di reato sia compiuto dal giudice civile. Di fatto, per l'azione ex artt. 10 e 11 del T.U. è venuta meno la pregiudizialità penale, secondo un principio di indipendenza tra accertamento penale ed accertamento civile.
La Responsabilità del Datore di Lavoro ai Sensi dell'Art. 2087 c.c.
Il dovere dell'imprenditore di "adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro", di cui all'art. 2087 c.c., comporta una responsabilità molto estesa. Tale responsabilità ha natura contrattuale, non solo nei confronti del lavoratore, ma anche nei confronti dell'INAIL.
In presenza della prova del danno subito dall'assicurato in occasione o a causa dell'attività lavorativa, spetta al datore di lavoro l'onere di dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie per la tutela dell'integrità psico-fisica del proprio dipendente e di aver adempiuto agli obblighi di formazione, informazione e controllo.
Tuttavia, la responsabilità di cui all'art. 2087 c.c. non è una responsabilità oggettiva. Non si può esigere che l'imprenditore predisponga misure idonee a fronteggiare ogni causa di infortunio, comprese quelle imprevedibili. È necessario che la lesione del bene tutelato derivi causalmente dalla violazione di determinati obblighi di comportamento imposti dalla legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche in relazione al lavoro svolto.
La Cassazione Civile e i Casi Specifici
La giurisprudenza della Corte di Cassazione offre numerosi chiarimenti in merito all'azione di surrogazione dell'INAIL. In un caso specifico, la Cassazione ha affrontato la questione della surroga dell'INAIL nei confronti dell'Assessorato agricoltura e foreste della Regione Siciliana e del conducente di un veicolo coinvolto in un incidente stradale.
La Corte ha stabilito che la rendita corrisposta dall'INAIL ha un contenuto indennitario a copertura del pregiudizio subito dal lavoratore. Essa soddisfa la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria del terzo autore del fatto illecito. Pertanto, l'assicuratore che ha pagato l'indennità è surrogato nei diritti dell'assicurato verso il terzo autore del danno.
Tuttavia, la Corte ha anche evidenziato che l'azione di surroga dell'INAIL può essere rigettata se non si accerta che il massimale assicurativo sia stato distribuito nel rispetto dei criteri riduttivi di legge e se non si dimostra che tale massimale fosse insufficiente a coprire tutto il danno cagionato. La mancata conoscenza dei criteri seguiti dall'assicuratore nel liquidare la somma al danneggiato può comportare il rigetto della domanda di surroga.
Inoltre, la Cassazione ha chiarito che il credito vantato dall'assicuratore contro i danni, che si sia surrogato al proprio assicurato nei diritti di quest'ultimo verso il terzo responsabile, ha natura di obbligazione di valore e non di valuta. Come tale, è suscettibile di aggiornamento nel corso del processo attraverso la semplice elevazione della domanda, senza necessità di instaurare un diverso ed autonomo giudizio in merito alla sua quantificazione.
In Sintesi: Chi Paga nell'Azione di Surrogazione INAIL
L'azione di surrogazione INAIL mira a recuperare le somme erogate ai lavoratori infortunati, rivalendosi sui terzi responsabili del danno. L'INAIL agisce nei limiti delle somme effettivamente pagate e per i danni che rientrano nella copertura assicurativa, escludendo quindi il danno non patrimoniale di diversa specie. Il datore di lavoro è generalmente esonerato dalla responsabilità civile, salvo nei casi di reato perseguibile d'ufficio o di violazione degli obblighi di sicurezza. La giurisprudenza della Cassazione chiarisce costantemente i limiti e le modalità di esercizio di tale azione, garantendo un equilibrio tra la tutela del lavoratore e la responsabilità dei soggetti coinvolti.
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