La Chiusura dell'Infortunio INAIL: Tempistiche, Procedure e Implicazioni
La gestione di un infortunio sul lavoro richiede competenza e attenzione per evitare errori o sanzioni. L'INAIL, l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, svolge un ruolo centrale nella tutela dei lavoratori e nell'indennizzo degli eventi traumatici che si verificano in occasione di lavoro. Una fase cruciale di questo processo è la chiusura dell'infortunio, un adempimento obbligatorio che definisce la conclusione del periodo di inabilità temporanea e il reintegro del lavoratore nel proprio contesto lavorativo. Comprendere le tempistiche, le procedure e le implicazioni legate alla chiusura dell'infortunio INAIL è fondamentale sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

Cosa si intende per Infortunio sul Lavoro e Malattia Professionale
Prima di addentrarci nelle specificità della chiusura, è essenziale definire cosa si intende per infortunio sul lavoro e malattia professionale. L'infortunio sul lavoro è un evento nefasto, caratterizzato da una "causa violenta" occorso "in occasione di lavoro", che provoca un danno all'integrità psico-fisica di un lavoratore, da cui può derivare la morte, un'inabilità permanente (assoluta o parziale) o un'inabilità temporanea assoluta che comporti l'astensione dal lavoro per più di tre giorni. La "causa violenta" si riferisce a un'interferenza esterna repentina e diretta, mentre l'"occasione di lavoro" abbraccia il nesso causale tra l'attività lavorativa svolta e l'incidente.
La normativa di riferimento è storicamente consolidata, partendo dalla Legge n. 80 del 17 marzo 1898, proseguendo con il Regio Decreto n. 928 del 13 maggio 1929 per le malattie professionali, e cristallizzandosi nel Testo Unico (T.U.) delle disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria (DPR 30 giugno 1965 n.1124), successivamente modificato dal D.lgs. n. 38/2000 e da altre disposizioni. Questo corpus normativo si è preoccupato principalmente di regolare il rischio professionale, ovvero il rischio correlato all'attività lavorativa, riconoscendo l'importanza fondamentale dell'integrità fisica del lavoratore per l'individuo e per l'azienda.
Gli Obblighi del Lavoratore e del Datore di Lavoro
In caso di infortunio, il lavoratore ha l'obbligo di informare immediatamente il datore di lavoro o il preposto. Se necessario, deve rivolgersi al medico aziendale, al proprio medico curante o al pronto soccorso. Il medico o la struttura sanitaria che presta le cure ha l'obbligo di inviare il "certificato medico" di infortunio sul lavoro all'INAIL per via telematica.
Il datore di lavoro, una volta appreso dell'infortunio, ha specifici obblighi di comunicazione e denuncia all'INAIL. L'obbligo deriva dall'art. 53 del T.U. e dall'art. 18 del D.lgs. n. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro. La comunicazione o denuncia deve essere presentata entro due giorni da quando il lavoratore ha fornito notizia dell'evento, corredata dai riferimenti al certificato medico telematico.

Tempistiche per la Denuncia di Infortunio
Le tempistiche per la denuncia di infortunio sono un aspetto cruciale e sono state oggetto di chiarimenti da parte dell'INAIL, in particolare con la Circolare n. 24 del 9 settembre scorso.
Infortuni con prognosi non guaribili entro tre giorni: Il datore di lavoro deve denunciare all'INAIL gli infortuni prognosticati non guaribili entro tre giorni. La denuncia deve essere presentata entro due giorni da quello in cui il datore di lavoro ne ha avuto notizia. Questa tempistica decorre dal giorno successivo alla data in cui il datore di lavoro ha ricevuto dal dipendente il numero identificativo del certificato di infortunio trasmesso all'INAIL dal medico o dalla struttura sanitaria. Se la scadenza cade in un giorno festivo, essa slitta al primo giorno successivo non festivo. Nei casi di lavoro settimanale su cinque giorni, il sabato è considerato giorno feriale.
Prolungamento della prognosi: Per gli infortuni inizialmente prognosticati guaribili entro tre giorni, per i quali la prognosi si prolunga al quarto giorno, il termine per la denuncia decorre dal giorno successivo alla data di ricezione dei riferimenti dell’ulteriore certificazione medica di infortunio, che accerta la mancata guarigione nei termini iniziali.
Infortuni mortali e a rischio di morte: Per gli infortuni mortali e quelli per i quali sussiste pericolo di morte, la denuncia deve essere effettuata entro ventiquattro ore dall'infortunio.
Malattia-infortunio da Covid-19: In questi casi, la violazione dell'obbligo di denuncia nei termini di legge presuppone la conoscenza da parte del datore di lavoro che l'evento sia qualificabile come infortunio sul lavoro e non come malattia di competenza dell'INPS. Il termine decorre dal giorno successivo alla ricezione dei riferimenti della prima certificazione medica che attesta l'astensione assoluta dal lavoro riconducibile al contagio.
La denuncia di infortunio deve essere presentata esclusivamente tramite gli appositi servizi telematici predisposti dall'INAIL.
La Chiusura dell'Infortunio: Procedure e Decisioni
La chiusura dell'infortunio segna la fine del periodo di inabilità temporanea e il rientro del lavoratore all'attività lavorativa. Le procedure variano a seconda della prognosi iniziale.
Prognosi fino a 3 giorni: Qualora la prognosi indicata nel certificato medico sia pari o inferiore a tre giorni di calendario, il datore di lavoro ha l'obbligo di aggiornare il registro infortuni. Se l'evento si conclude effettivamente entro i tre giorni, non è previsto l'obbligo di presentazione di un certificato di chiusura per il rientro al lavoro.
Prognosi superiore a 3 giorni: In questo caso, il datore di lavoro ha l'obbligo di inviare la denuncia per infortunio all'INAIL entro 48 ore dal ricevimento del certificato medico. Per il rientro al lavoro, è necessario il certificato di chiusura dell'infortunio. Questo attestato viene rilasciato da un medico dell'INAIL dopo una visita di controllo del lavoratore. Senza questo documento, il datore di lavoro non può accettare il rientro del dipendente, che è quindi obbligato a sottoporsi alla visita INAIL per la chiusura dell'infortunio.
La decisione sulla chiusura dell'infortunio spetta al medico dell'INAIL. Dopo aver esaminato il lavoratore e la documentazione medica, il medico valuta se interrompere l'inabilità al lavoro e dichiarare il lavoratore idoneo al reintegro, oppure se prolungare il periodo di infortunio e l'assenza indennizzata.
Infortunio sul lavoro INAIL e malattia professionale
Riapertura e Rientro Anticipato dall'Infortunio
Situazioni particolari possono richiedere la riapertura di un infortunio chiuso o un rientro anticipato.
Riapertura dell'infortunio: In caso di ricaduta, il lavoratore può richiedere la riapertura dell'infortunio chiuso. È necessario rivolgersi al proprio medico curante o al pronto soccorso per ottenere un certificato che attesti la ricaduta e la sua correlazione con l'infortunio precedente. Una copia del certificato deve essere inviata al datore di lavoro, mentre l'invio all'INAIL è automatico e telematico. L'INAIL valuta ogni caso per decidere se riaprire o meno l'infortunio.
Rientro anticipato dall'infortunio: Per infortuni con prognosi inferiore a 3 giorni, non è necessaria alcuna autorizzazione per tornare prima al lavoro se le condizioni di salute migliorano rapidamente. Per infortuni con prognosi superiore a 3 giorni, il rientro anticipato richiede un certificato di idoneità al lavoro e una riduzione della prognosi iniziale rilasciato dal proprio medico curante. Questo certificato viene poi inviato all'INAIL per la cessazione dell'infortunio e delle relative indennità. Il medico non può rifiutarsi di redigere tale certificato.
Sanzioni per la Violazione degli Obblighi
Il ritardo o l'omessa denuncia o comunicazione dell'infortunio comporta sanzioni amministrative pecuniarie. La violazione dell'obbligo di presentare la denuncia per infortuni è punita con una sanzione compresa tra 1.290,00 e 7.745,00 euro. Sanzioni sono previste anche per il ritardo nell'invio della comunicazione ai fini statistici e informativi, in base a quanto disposto dal D.lgs. 81/2008 e dal Testo Unico.
La mancata chiusura dell'infortunio da parte del lavoratore può comportare la perdita dell'indennità economica e contestazioni per assenza ingiustificata. Il datore di lavoro che non rispetta le procedure di chiusura rischia sanzioni amministrative pecuniarie significative, oltre a possibili controversie legali.
Indennizzo e Prestazioni INAIL
L'INAIL eroga diverse prestazioni in caso di infortunio sul lavoro:
Indennità per inabilità temporanea assoluta: Copre il periodo di astensione dal lavoro. Il giorno dell'infortunio è indennizzato al 100% dal datore di lavoro. I primi tre giorni successivi (carenza) sono retribuiti dal datore di lavoro al 60% della retribuzione giornaliera (salvo condizioni migliori previste dai CCNL). Dal quarto al novantesimo giorno, l'indennità INAIL è pari al 75% della retribuzione. Dal 91° giorno in poi, è elevata al 75% della stessa retribuzione. I contratti collettivi nazionali di lavoro prevedono generalmente un'integrazione a carico del datore di lavoro per coprire il 100% della retribuzione.
Indennizzo per danno biologico e danno patrimoniale: In caso di menomazioni permanenti, l'INAIL eroga prestazioni a seconda del grado di menomazione accertato sulla base della "Tabella delle menomazioni".
- Per menomazioni permanenti superiori al 6% ed entro il 15%, viene erogato un "indennizzo in capitale" in un'unica soluzione.
- Per menomazioni permanenti tra il 16% e il 100%, l'indennizzo è erogato in rendita, composto da una quota per il danno biologico e una per la ridotta capacità di produrre reddito.
Supporto ai familiari in caso di morte: È istituito un Fondo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per fornire supporto ai familiari delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. L'INAIL eroga ai congiunti una rendita o un beneficio una tantum e copre spese funerarie.
Infortuni in Itinere e Lavoro Nero
Particolare attenzione meritano gli infortuni "in itinere", ovvero quelli occorsi durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l'abitazione e il luogo di lavoro. Le procedure sono simili a quelle degli altri infortuni, ma è fondamentale che il lavoratore informi tempestivamente il datore di lavoro. In caso di ritardo nella segnalazione, il lavoratore potrebbe perdere il diritto all'indennità per i giorni precedenti la notifica.
Per i lavoratori in "nero", la denuncia di infortunio all'INAIL deve essere corredata da prove del rapporto di lavoro e, se possibile, dalla segnalazione alla Direzione Provinciale del Lavoro per la regolarizzazione.
La corretta gestione e chiusura degli infortuni sul lavoro, nel rispetto delle tempistiche e delle procedure stabilite dalla normativa vigente, è essenziale per garantire la tutela dei diritti del lavoratore e per evitare sanzioni e complicazioni per il datore di lavoro.
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