Eugenio Bennato: Percorsi Musicali e Collaborazioni
Eugenio Bennato è una figura poliedrica nel panorama musicale italiano, un artista che ha saputo coniugare la sua formazione scientifica con una profonda passione per le radici musicali del Sud Italia e del Mediterraneo. La sua carriera è costellata di collaborazioni prestigiose, progetti innovativi e un costante impegno nella valorizzazione della tradizione popolare.
Le Origini e la Formazione di un Artista
Nato a Napoli, Eugenio Bennato ha intrapreso un percorso accademico che lo ha portato a laurearsi in fisica presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Questa solida base scientifica si è rivelata un terreno fertile per un approccio analitico e rigoroso anche alla sua vocazione artistica. La sua passione per la musica lo ha portato a co-fondare nel 1967 la Nuova Compagnia di Canto Popolare, un ensemble che ha segnato un momento cruciale nella riscoperta e nella diffusione della musica tradizionale napoletana e del Sud Italia. Successivamente, nel 1976, ha dato vita ai Musicanova insieme a Carlo D'Angiò, continuando la sua esplorazione delle sonorità popolari.

La Ricerca nel Mediterraneo e la "Taranta Power"
Il percorso artistico di Eugenio Bennato si è progressivamente focalizzato sulla musica popolare del Sud, un'area geografica ricca di tradizioni e influenze culturali. Questo interesse si è tradotto nella creazione del movimento "Taranta Power", un progetto ambizioso volto a riscoprire, valorizzare e promuovere la tarantella e le danze popolari meridionali. L'album omonimo "Taranta power", uscito nel 1999, ha segnato una tappa fondamentale in questo percorso, seguito da raccolte come "Lezioni di tarantella" (2000-2001) e "Tarantella del Gargano".
La sua ricerca musicale ha varcato i confini italiani, espandendosi verso un orizzonte mediterraneo più ampio. L'album "Che il Mediterraneo sia" (2002) ha dato il via a una tournée internazionale che ha toccato diverse nazioni, culminando in Egitto nel 2004 con la partecipazione al Festival del Cinema all'Opera del Cairo. Questo legame con il Mediterraneo è stato ribadito in album successivi come "Sponda sud" (2007), in cui Bennato descrive il suo lavoro come un "allargamento dell'orizzonte mediterraneo a più lontane latitudini, e in particolare alla intensa e misteriosa Africa".

Collaborazioni e Partecipazioni Significative
La versatilità di Eugenio Bennato si riflette nella lunga lista di collaborazioni con artisti di diverse estrazioni. Fin dal 2011, il Quartetto Flegreo, composto da Simona Sorrentino (primo violino), Fabiana Sirigu (secondo violino), Luigi Tufano (viola) e Marco Pescosolido (violoncello), collabora in modo continuativo con Eugenio Bennato. Questo quartetto, composto da musicisti napoletani, ha avuto anche l'opportunità di esibirsi a Sanremo 2023 affiancando Leo Gassman e Edoardo Bennato.
La carriera di Eugenio Bennato vanta anche partecipazioni e collaborazioni con figure di spicco della musica italiana:
- Edoardo Bennato: Oltre alla recente esibizione a Sanremo, i due fratelli hanno collaborato alla colonna sonora del cartone animato "Totò Sapore e la magica storia della pizza" (2003), dando vita al musical "Pizza story". Hanno anche composto insieme il brano "La realtà non può essere questa", nato a distanza durante un periodo di lockdown, con proventi devoluti in beneficenza. Sebbene artisticamente diversi - Edoardo più orientato al rock e al blues, Eugenio alla canzone d'autore e alla tradizione - i due fratelli hanno dimostrato una capacità di sintesi creativa in occasioni speciali.
- Claudio Baglioni: Il Quartetto Flegreo ha suonato nel tour invernale 2011 di Baglioni e ha partecipato al DVD "Crescendo e cercando".
- Lucio Dalla: Collaborazione nel 2010.
- Massimo Ranieri: Collaborazione nel 2007.
- Sal da Vinci: Collaborazione nel 2001.
- Amedeo Minghi: Collaborazione nel 2001-2002.
- Alessandro Siani: Simona Sorrentino, primo violino del Quartetto Flegreo, ha collaborato con Alessandro Siani nel tour 2011-2012.
Eugenio Bennato ha inoltre composto diverse colonne sonore, tra cui quella dello sceneggiato televisivo "L'eredità della priora" (1980) e "La stanza dello scirocco", per la quale ha vinto il Nastro d'argento per la miglior colonna sonora nel 1999. Ha anche contribuito alle musiche de "Il padre delle spose", film andato in onda su Rai 1 nel 2006.

Sanremo e la Ricerca di Identità
La partecipazione di Eugenio Bennato al Festival di Sanremo nel 1990, al fianco di Tony Esposito con il brano "Novecento aufwiedersehen", segna un momento in cui ha scelto di dedicarsi maggiormente alla sperimentazione e alla ricerca nella musica popolare del Sud, allontanandosi temporaneamente dalle scene nazionalpopolari. Tuttavia, il suo ritorno al Festival, come accaduto nel 2008 con il brano "Grande Sud", dimostra la sua continua volontà di confrontarsi con il grande pubblico, portando avanti il suo messaggio musicale.
Nel 2009, Bennato ha espresso pubblicamente il suo favore per l'esperanto, vedendolo come una lingua ausiliaria internazionale in grado di preservare la diversità linguistica e dialettale di fronte all'avanzata dell'inglese. Questa posizione riflette il suo profondo legame con le identità culturali e la loro salvaguardia.
Eugenio Bennato & Taranta Prower Sanremo 2008 | GRANDE SUD
Riconoscimenti e Impegno Culturale
L'impegno di Eugenio Bennato nella valorizzazione della cultura popolare gli è valso numerosi riconoscimenti. Nel 2006, ha insegnato presso il Laboratorio di Etnomusicologia all'Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Il 1º settembre 2018, ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Bisignano (Cosenza) per il suo contributo alla diffusione dell'arte liutaia della chitarra battente. Nel novembre 2018, è stato invitato dal Parlamento Europeo a Bruxelles per suonare in occasione della giornata dedicata ai diritti umani.
Il 1º dicembre 2018, ha celebrato i vent'anni di "Taranta Power" con un grande festival a Piazza del Plebiscito a Napoli, un evento che ha riunito maestri della Taranta e voci femminili del Sud.
L'artista continua la sua attività con progetti che guardano al futuro, come la partecipazione alla "Nave dei libri" per l'edizione 2024, un'iniziativa che unisce letteratura, musica e intercultura, coinvolgendo studenti da diversi paesi europei. In questa occasione, Bennato salirà a bordo della nave con la sua band, partecipando a incontri, presentazioni e spettacoli musicali in un contesto di scambio culturale.
La sua musica, radicata nella tradizione ma proiettata verso l'innovazione, continua a raccontare storie, a evocare paesaggi sonori e a celebrare l'identità culturale del Sud Italia e del bacino del Mediterraneo, dimostrando una vitalità artistica che non conosce confini. La sua carriera è un esempio di come la passione per le proprie radici possa intrecciarsi con una visione cosmopolita e un impegno civile, rendendolo una figura di riferimento nel panorama musicale e culturale italiano.
Il suo ultimo lavoro discografico, "Da che Sud è Sud" (2017), conferma la sua incessante esplorazione delle sonorità meridionali, mentre nel 2017 ha anche firmato "Qualcuno sulla terra - canzoni inedite sulla natività", un'opera corale che esplora tematiche spirituali. L'eredità di Eugenio Bennato non si limita alla sua produzione musicale, ma si estende al suo ruolo di promotore culturale e di testimone di un patrimonio artistico in continua evoluzione.

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