La RSA di Caloveto: un Percorso Bureaucratico e Politico Verso la Riapertura

La gestione della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) di Caloveto, una struttura di proprietà dell'ASP di Cosenza destinata all'assistenza di anziani e disabili, è stata al centro di un complesso iter politico-burocratico che ha ritardato la sua piena operatività per diversi anni. Nonostante la sua importanza strategica per il territorio, la struttura è rimasta inattiva per un periodo prolungato, generando un danno erariale e privando la comunità di servizi essenziali.

Edificio della RSA di Caloveto

Un Lungo Cammino di Delibere e Annullamenti

La storia della gara d'appalto per la gestione della RSA di Caloveto è costellata di decisioni amministrative che hanno, nel tempo, bloccato o annullato le procedure di affidamento. Già nel 2013, con la deliberazione numero 2845, era stata autorizzata l'indizione di una gara a procedura aperta per la concessione della gestione. L'anno successivo, nel 2014, con la delibera numero 1659, venivano approvati gli atti di gara per un affidamento della durata di nove anni. Tuttavia, a questa procedura non è stata data alcuna seguito, lasciando la questione in sospeso.

La situazione si è ulteriormente complicata nel 2016, quando con la delibera numero 1848 veniva indetta una nuova procedura di gara, approvando sia il capitolato tecnico che il disciplinare. Questa iniziativa, però, è stata vanificata nel 2017 dal Dca numero 4, che annullava la delibera 1848. La motivazione addotta era la mancata approvazione definitiva del provvedimento attuativo del Piano di riorganizzazione della rete dell'assistenza territoriale della provincia di Cosenza.

Un passo avanti è stato compiuto nel 2018, quando con il Dca numero 108 veniva approvato in via definitiva il nuovo Piano attuativo di riorganizzazione dell'Assistenza territoriale dell'ASP di Cosenza (delibera numero 193 del 2018). Sulla base di questa nuova pianificazione, l'ASP di Cosenza, con delibera numero 1149 del 18 giugno 2018, provvedeva all'indizione di una nuova gara a procedura aperta per la concessione di servizi e affidamento della gestione della RSA di Caloveto. Questa gara prevedeva la gestione di 60 posti letto.

Discrepanze nel Capitolato e Danni Erariali

Nonostante la ripartenza del processo di gara nel 2018, sono emerse significative discrepanze tra quanto previsto dai documenti ufficiali e quanto poi effettivamente messo a bando. In particolare, il capitolato tecnico, all'articolo 6, indicava 60 posti letto Rsa per anziani, con una retta giornaliera di 139,21 euro, una retta annua di 3.064.000,029 euro e un totale per nove anni di 27.576.000,261 euro.

Tuttavia, le stesse delibere ufficiali, inclusa la riorganizzazione dell'assistenza territoriale (Delibera 193/2018), prevedevano per la RSA di Caloveto una diversa suddivisione dei posti letto: 40 posti letto per anziani e 20 posti letto medicalizzati. Quest'ultima tipologia di posti letto richiede costi superiori e requisiti strutturali e organizzativi più complessi, data la natura più specialistica dell'assistenza fornita.

La domanda sorge spontanea: come è possibile che l'ASP metta a gara una configurazione di posti letto differente da quella stabilita dalla delibera di riorganizzazione? Questa discrasia tra i documenti approvati e gli atti di gara risulta paradossale, poiché la stessa ASP approva un piano di riorganizzazione che definisce determinati criteri, per poi bandire gare che non tengono conto di quanto stabilito sia dall'Ufficio del commissario che dalla stessa ASP.

Diagramma che illustra le fasi della gara d'appalto della RSA di Caloveto

L'Abbandono della Struttura e le Conseguenze

La struttura pubblica RSA di Caloveto è rimasta in completo abbandono per sette anni. Prima del 2013, la RSA forniva servizi di fondamentale importanza al territorio, rivolti a fasce deboli della popolazione come anziani e disabili. La sua inattività per un così lungo periodo ha comportato un evidente danno erariale. Prima della chiusura, l'ASP di Cosenza incassava annualmente oltre 200mila euro di affitto da parte del privato che gestiva la struttura pubblica. La mancata gestione e affidamento ha quindi interrotto queste entrate, oltre a generare costi di manutenzione e degrado per l'immobile.

Inoltre, il danno non è solo di natura economica, ma anche sociale. La chiusura della RSA ha significato la mancanza di servizi essenziali per categorie vulnerabili in un territorio che ne è già carente. La riapertura di questa importante struttura pubblica di proprietà dell'ASP di Cosenza, sita in località Caloveto, è quindi una priorità.

Controlli dei Carabinieri di Reggio Calabria in RSA e strutture per anziani

La Nuova Comunicazione e la Speranza di Riapertura

Dopo l'esito negativo della delibera n. 1508 del 28/10/2021, conclusasi il 10 ottobre del 2022 senza che fosse pervenuta alcuna offerta, un nuovo raggio di speranza si è acceso grazie a una recente comunicazione a firma del direttore generale Antonio Graziano. Questa comunicazione annuncia un nuovo appalto relativo all'affidamento della gestione della residenza sanitaria assistenziale di Caloveto.

Il sindaco Umberto Mazza, protagonista di una strenua lotta per la riapertura della struttura dal 27 ottobre 2014, giorno della sua chiusura, vede in questa nuova iniziativa la possibilità di sciogliere il "garbuglio politico-burocratico" che ha ruotato attorno alla RSA.

Si attende ora un intervento urgente volto a verificare le responsabilità di tutti coloro i quali, in questi sette anni, non sono stati in grado di indire correttamente una gara, procurando un danno erariale e un danno anche per la mancata erogazione di servizi importanti per categorie deboli, quali anziani e disabili, in un territorio privo di questi servizi. La richiesta è chiara: verificare come sia stato possibile bandire una gara per una RSA in cui, dagli atti ufficiali dell'ASP, si evinceva la necessità di 40 posti letto Rsa per anziani e 20 medicalizzati, mentre la gara è stata invece bandita prevedendo semplicemente 60 posti letto per anziani, stravolgendo di fatto quanto previsto. L'auspicio è che questa volta la procedura vada a buon fine, garantendo la riapertura e il pieno funzionamento della struttura, a beneficio dell'intera comunità.

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