Aboca: Opportunità di Lavoro per Categorie Protette e il Futuro del Lavoro Agile

Aboca, un'azienda profondamente radicata nell'impegno per migliorare la salute umana e planetaria fin dal 1978, rappresenta un esempio significativo di come le aziende moderne stiano integrando principi di sostenibilità, innovazione e inclusione nel loro modello operativo. Con una vasta estensione di 1.700 ettari dedicati alla coltivazione di oltre 60 specie di piante medicinali, 21 brevetti nazionali e internazionali, e una presenza in 17 paesi, Aboca dimostra una capacità di crescita e un impatto globale che vanno oltre la semplice produzione di prodotti per la salute. L'azienda distribuisce i suoi prodotti attraverso farmacie, parafarmacie ed erboristerie, raggiungendo così un ampio pubblico.

Coltivazione di piante medicinali

In questo contesto di espansione e innovazione, Aboca si apre a nuove opportunità di lavoro, dimostrando un'attenzione particolare verso le categorie protette. La ricerca di un operaio/a da inserire presso la sede direzionale di Loc. è un'iniziativa che riflette l'impegno del Gruppo Aboca per la diversità e l'inclusione. Questo impegno si traduce nella creazione di un ambiente di lavoro rispettoso, esente da discriminazioni e molestie, un valore fondamentale in un'epoca in cui la valorizzazione delle differenze è sempre più riconosciuta come un motore di crescita e innovazione aziendale.

La retribuzione offerta per questa posizione rientra nella fascia tra € 12,49 e € 12,72 lordi/ora, correlata al relativo livello di inquadramento previsto dal CCNL Operai Agricoli e Florovivaisti/CPL della Provincia di Arezzo. Questa trasparenza retributiva è un ulteriore segnale dell'approccio etico e professionale di Aboca.

Il Contesto del Lavoro Agile e la Transizione Digitale ed Ecologica

L'emergenza pandemica da Sars-CoV-2 ha agito da catalizzatore per una profonda revisione delle modalità lavorative, specialmente nelle pubbliche amministrazioni. La necessità di un tempestivo adeguamento dell'organizzazione del lavoro e dei servizi per garantire sia la continuità dell'azione amministrativa che la riduzione dei rischi sanitari ha portato alla sperimentazione e, successivamente, alla diffusione del cosiddetto "smart working" (lavoro agile). Questo fenomeno, pur con diverse valutazioni sui suoi impatti organizzativi e sociali, ha evidenziato l'urgenza di una compiuta transizione digitale ed ecologica, non solo nelle pubbliche amministrazioni ma in tutto il tessuto economico e produttivo.

La sperimentazione e la diffusione emergenziale del lavoro agile in epoca pandemica sono state formalmente correlate, e in parte rese possibili, dal rinvio alla legge 25 maggio 2017, n. 81. Il Capo II di questa legge è interamente dedicato alla disciplina del "lavoro agile", considerato funzionale ad "incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro". Il lavoro agile è formalmente qualificato quale "modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato" in cui la prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno.

Tuttavia, è importante ricordare che, prima ancora della legge n. 81 del 2017, e in attuazione delle previsioni dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124, la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva adottato la direttiva n. 3/2017. Questa direttiva recava "indirizzi per l'attuazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 della legge 7 agosto 2015 n. 124 e linee guida contenenti regole inerenti all'organizzazione del lavoro finalizzate a promuovere la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti". In questo modo, si avviava la sperimentazione del "lavoro agile" nelle amministrazioni pubbliche, nell'ambito dell'introduzione di misure più funzionali per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro dei dipendenti e di modalità organizzative più adeguate, basate sulla flessibilità, sulla valutazione per obiettivi e sulla rilevazione dei bisogni del personale dipendente.

Proprio per queste ragioni, il "lavoro agile" disegnato dalla direttiva del 2017 appare non riconducibile al modello del lavoro a distanza o telelavoro sancito dall'articolo 4, comma 1, della legge 16 giugno 1998, n. 191. La legge del 1998 era destinata a "razionalizzare l'organizzazione del lavoro e realizzare economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane". A tal fine, la legge consentiva alle amministrazioni di installare, nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio, apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici necessari, e di autorizzare i propri dipendenti ad effettuare, a parità di salario, la prestazione lavorativa in un luogo diverso dalla sede di lavoro, previa determinazione delle modalità per la verifica dell'adempimento della prestazione lavorativa.

Concetto di lavoro agile e telelavoro

Queste previsioni, espresse con un linguaggio tecnico che oggi potrebbe sembrare quasi arcaico, hanno poi trovato puntuale attuazione con il decreto del Presidente della Repubblica n. 70 del 1999, recante "Regolamento recante disciplina del telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191". Deve però dirsi che questa forma di lavoro a distanza, originata più dalla coeva attenzione comunitaria per la riduzione dei costi diretti e indiretti connessi a fenomeni di accentuato pendolarismo piuttosto che dalle esigenze di riorganizzazione tecnologica dell'attività amministrativa, pur ancora recentemente richiamata dall'articolo 14 della legge n.

A ben vedere, invece, l'impostazione della citata direttiva presidenziale del 2017 ha trovato sistematica conferma nelle previsioni dell'articolo 18, commi 1 e 3, della legge 25 maggio 2017, n. 81, in materia di disciplina del lavoro agile.

02 evoluzione dei modelli di lavoro

Dalla Sperimentazione all'Obbligo: Il Percorso del Lavoro Agile nelle PA

Deve rilevarsi, tuttavia, che prima della fase di emergenza pandemica e della conseguente riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni che ha originato il ricorso allo smart working semplificato quanto alle procedure e illimitato quanto alla platea dei beneficiari, solo l'1,7% dei dipendenti pubblici risultava impegnato con tale tipologia di prestazione lavorativa. Questa modalità era, d'altronde, connessa più agli obiettivi da raggiungere e meno alla necessaria e cautelativa assenza dall'ufficio.

Deve egualmente rilevarsi che solo in una fase successiva l'esecuzione a distanza della prestazione lavorativa, inizialmente pensata come strumento di contrasto alla diffusione epidemica, è stata ricondotta in una logica più ampia e di sistema, disponendosi l'obbligo, in capo alle amministrazioni, di elaborare un annuale Piano Organizzativo per il Lavoro Agile (Pola). Questo è stato successivamente sostituito e integrato nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (Piao), configurato in guisa tale da riportare in una cornice unitaria anche i diversi piani relativi alla performance, alla promozione della parità di genere e all'implementazione della disciplina di contrasto alla corruzione.

In relazione al lavoro agile, a questo strumento risulta ora affidato il compito di pianificare le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale (anche dirigenziale) e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti. Ciò avviene anche in termini di miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati, coinvolgendo anche i cittadini, sia individualmente che nelle loro forme associative.

L'obiettivo di meglio correlare lavoro e organizzazione tramite le nuove tecnologie digitali, nella prospettiva del miglioramento dei servizi resi ai cittadini, chiama in causa la Missione n. del PNRR. Come rilevato dallo stesso PNRR, nell'ultimo decennio l'evoluzione della spesa pubblica per la parte relativa al personale, con il blocco del turnover, ha generato una significativa riduzione del numero dei dipendenti pubblici nel nostro Paese. Questo si traduce in un'incidenza sull'occupazione totale largamente inferiore rispetto alla media dei Paesi OCSE, con un'età media dei dipendenti pubblici di 50 anni e solo il 4,2% di età inferiore ai 30 anni. Un fattore questo che ha "contribuito a determinare un crescente disallineamento tra l'insieme delle competenze disponibili e quelle richieste dal nuovo modello economico e produttivo disegnato per le nuove generazioni", evidenziando inoltre come la carenza delle competenze sia stata determinata "dal taglio delle spese di istruzione e formazione per i dipendenti pubblici".

L'efficace evoluzione delle misure di contrasto della pandemia, messe in campo dal marzo 2020, che ha visto una svolta con l'avvio di una massiccia campagna di vaccinazione della popolazione e, da ultimo, con le misure che hanno esteso l'obbligo della certificazione verde Covid-19, consentono un progressivo e controllato ritorno alla normalità sociale e lavorativa. Tanto che il 23 settembre 2021 è stato adottato un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale si sancisce che, a decorrere dal 15 ottobre, la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa presso le amministrazioni pubbliche è quella in presenza.

Alla luce di tale ultima deliberazione, cessando dunque il regime straordinario del lavoro agile o cosiddetto smart-work, si rende necessario ripristinare la condizione ordinaria di disciplina delle relazioni di lavoro e, quindi, dare corso alla regolamentazione prevista dall'articolo 14 della citata legge n. 124 del 2015. Quest'ultima, sulla base della recente novella, dispone quanto segue: "Il Pola individua le modalità attuative del lavoro agile prevedendo, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, che almeno il 15 per cento dei dipendenti possa avvalersene, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera, e definisce, altresì, le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati".

Giova al riguardo precisare almeno che l'articolo 14 testé citato impone di differenziare il telelavoro dal lavoro agile, suggerendo di fatto che, mentre il primo - il solo originariamente previsto dalla legge n. 124 - ha riguardo soltanto alle modalità estrinseche di esecuzione del lavoro da remoto, il secondo - aggiunto invece dalle novelle ultime - attiene invece alla stessa configurazione intrinseca della prestazione di lavoro, conformata da obiettivi di lavoro e dalla responsabilità per il conseguente raggiungimento. Proprio per queste ragioni deve escludersi che la finalità prima del lavoro agile sia da individuare nella sola promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, come recita la rubrica originaria dell'articolo 14 citato, dovendosi viceversa tenere debito conto di più stringenti finalità di miglioramento organizzativo e di riqualificazione dell'offerta ai cittadini di beni e servizi amministrativi. In questa prospettiva, è ragionevole ritenere il lavoro agile alla stregua di modalità ordinaria di svolgimento della prestazione, secondo le esigenze definite dall'assetto organizzativo dell'amministrazione interessata e, com'è ovvio, soltanto per le attività che possono essere svolte in modalità agile. Resta comunque ferma l'esigenza di assicurare sempre la massima cautela possibile dal punto di vista sanitario, atteso che la condizione epidemica non è del tutto risolta.

Coerentemente con il patto sociale Governo-sindacati del 10 marzo 2021, la disciplina del rapporto di lavoro in modalità agile presso le pubbliche amministrazioni è oggetto del confronto tra l'Aran e le organizzazioni sindacali e dovrà contemplare la possibilità di stipulare accordi individuali nel rispetto di un quadro di riferimento unitario di garanzie definite dalla contrattazione collettiva.

In ogni caso, l'introduzione di ordinarie forme di lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni deve tenere in considerazione anche gli effetti sociali esterni derivanti da tale modalità di erogazione della prestazione lavorativa, quali ad esempio: l'incidenza sui sistemi economici locali, la rivitalizzazione di comuni periferici, la riduzione dei costi (diretti e indiretti) di trasporto, la razionalizzazione degli spazi utilizzati e altri che potrebbero essere citati. Esempi, questi, che evidenziano come il lavoro agile si ponga al centro di un complesso sistema di relazioni, organizzative, economiche e sociali, che operano dentro e fuori dal contesto amministrativo e che devono tutte essere ricondotte ad unità armonica nella prospettiva prioritaria del miglioramento quali-quantitativo dei servizi ai cittadini. D'altronde, già durante la fase emergenziale e del ricorso illimitato allo smart working, sono state comunque adottate buone pratiche che, seppure per mere esigenze sanitarie, hanno consentito all'utenza di fruire da remoto dei servizi richiesti grazie alle tecnologie telematiche.

Conseguentemente, una moderna organizzazione del lavoro nelle pubbliche amministrazioni, incentrata sull'autonomia, sulla responsabilizzazione e sull'orientamento ai risultati al posto del modello rigidamente burocratico-formale, dovrà comportare un parallelo e radicale cambiamento della cultura, della visione e del ruolo della dirigenza pubblica, in linea con le esperienze più avanzate che si stanno consolidando nelle realtà produttive più dinamiche. Al riguardo, l'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano ricorda come tale modalità organizzativa e lavorativa comporti "una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati". Addirittura, secondo il World Economic Forum, il ricorso massiccio allo smart working ha portato negli USA ad un incremento della produttività del lavoro pari al 4,6%, mentre un recente studio di PwC stima che, se tutte le mansioni potenzialmente eseguibili da remoto venissero effettivamente svolte in modalità agile, questo darebbe al nostro prodotto interno lordo una spinta dell'1,2%.

Lavoro e Inclusione: Opportunità Concrete

Oltre all'impegno di Aboca, il panorama lavorativo italiano offre diverse opportunità per le categorie protette, spesso attraverso agenzie per il lavoro specializzate o direttamente tramite le aziende.

Ad esempio, Adecco Italia SPA, filiale di Trezzo sull'Adda, cerca per un'azienda situata nei pressi di Cavenago di Brianza operai/e da inserire su impianti di verniciatura, al controllo qualità e nel reparto di confezionamento. Le responsabilità includono l'avviamento impianti, il monitoraggio della verniciatura, attività di confezionamento e movimentazione materiali, e controllo qualità visivo.

Un'altra realtà, specializzata nel settore del riscaldamento di processo industriale, leader sul mercato internazionale, ricerca personale. L'azienda, con oltre 100 anni di storia e società operative in otto paesi, si occupa di progettazione, vendita e installazione di caldaie industriali, ossidatori termici, bruciatori e sistemi per impianti industriali.

Lavoropiù Spa, agenzia per il lavoro, ricerca per un'importante e strutturata azienda metalmeccanica un/una Impiegato/a Logistico/a Categorie Protette L.68/99. La figura sarà inserita all'interno del magazzino di compravendita e assemblaggio diretto a clienti dei settori farmaceutico e chimico. Le mansioni principali comprendono la gestione dei corrieri e il coordinamento dei flussi di materiali in entrata e in uscita, la preparazione e…

Parallelamente, una società nel settore metalmeccanico cerca un Impiegato Logistica per gestire operativamente le attività di spedizione e ricezione. Il candidato ideale ha esperienza con i principali corrieri e una buona conoscenza dei processi di magazzino. Sarà responsabile delle attività di accettazione merci e monitoraggio spedizioni, nonché delle comunicazioni operative con i fornitori esteri. Richiesta anche la capacità di archiviazione.

Un'agenzia di lavoro specializzata nella logistica è alla ricerca di un/una impiegato/a logistico/a a Cavenago di Brianza. Il candidato ideale avrà esperienza nel ruolo e ottime capacità organizzative e di comunicazione. I compiti principali includeranno la gestione di spedizioni, il coordinamento di attività di magazzino e l'interazione con clienti e fornitori. La retribuzione prevista varia tra 35.000…

Un'importante agenzia di lavoro cerca un Impiegato di Magazzino / Addetto Supply Chain per unirsi alla loro azienda a Cavenago di Brianza. Il candidato ideale avrà preferibilmente esperienza nel settore logistico, iscrizione alle Categorie Protette e buone capacità di lavoro in team. Offriamo l'opportunità di crescita professionale in un ambiente dinamico e strutturato, con orario full-time dal lunedì al venerdì.

Eurointerim S.p.A. ricerca una figura che si occuperà dell'inserimento ordini di vendita nel gestionale aziendale e su Excel, oltre ad attività di customer care.

Un'azienda di servizi tecnologici è alla ricerca di un Operaio Termoidraulico a Cavenago di Brianza. La posizione richiede esperienza di 1-2 anni e una formazione tecnica nel settore. Il candidato sarà responsabile per l'installazione e la manutenzione di impianti idraulici, collaborando con un team operativo. L'ambiente di lavoro è inclusivo e attento alle esigenze delle persone. Si offre un contratto a tempo determinato con possibilità di trasformazione.

Per coloro che sono appassionati di canto, un insegnante altamente motivato offre lezioni private presenziali. Il candidato ideale avrà un approccio creativo e coinvolgente all'istruzione e sarà capace di adattare il proprio insegnamento alle esigenze individuali.

City Green Light, per potenziare la sua squadra in continua espansione e raggiungere ambiziosi target, sta cercando un/a Tecnico Manutentore Service a Cavenago di Brianza e zone limitrofe. Si tratta di un profilo Middle, con esperienza consolidata in ambito elettrico e meccanico, per il rafforzamento del team Service.

La risorsa sarà inserita all'interno del team Operativo e avrà un ruolo chiave nella gestione operativa delle attività di spedizione, ricezione e coordinamento dei flussi documentali e informativi tra clienti, fornitori, magazzino e…

Per un'azienda situata nei pressi di Cavenago di Brianza attiva nel settore grafico, si cerca un/a operaio/a da inserire nel reparto di confezionamento. Le responsabilità includono confezionamento manuale e su macchinari automatici, controllo qualità visivo e movimentazione materiali. Si richiede preferibile, ma non indispensabile, esperienza pregressa nella mansione e disponibilità a lavorare su turni.

AREAJOB SPA ricerca per azienda operante nel settore industriale un/una IMPIEGATO DI MAGAZZINO / ADDETTO SUPPLY CHAIN - CATEGORIA PROTETTA (L. 68/99). La sede di lavoro è Cavenago di Brianza (MB), con orario full-time dal lunedì al venerdì. Le mansioni includono carico e scarico merci, movimentazione e sistemazione della merce in magazzino, preparazione ordini e gestione delle spedizioni, controllo documentazione.

Per chi è appassionato di lingua italiana, un insegnante altamente motivato offre lezioni private presenziali. Il candidato ideale avrà un approccio creativo e coinvolgente all'istruzione e sarà capace di adattare il proprio insegnamento alle esigenze individuali.

Areajob S.p.A., agenzia per il lavoro, supporta un'azienda metalmeccanica di Cavenago di Brianza nella ricerca di una figura da inserire nell'area logistica. L'azienda, composta da circa 40 persone, progetta e produce componenti tecnici per il convogliamento di fluidi.

Un'azienda leader nel settore industriale cerca un Technical Buyer per gestire il ciclo di approvvigionamento, dalla selezione dei fornitori alla negoziazione dei contratti. Il candidato ideale deve avere 3-5 anni di esperienza nel ruolo e una buona conoscenza della lingua inglese. Si offre un contratto a tempo indeterminato con flessibilità oraria e possibilità di lavoro in modalità ibrida.

Orienta Spa Società Benefit, Filiale di Vimercate, ricerca per azienda cliente del settore metalmeccanica un Impiegato Logistica Ufficio Operativo. La risorsa sarà inserita all'interno del team ed avrà un ruolo chiave nella gestione operativa delle attività di spedizione, ricezione e coordinamento dei flussi documentali e informativi tra clienti, fornitori, magazzino e…

Orienta Spa Società Benefit, Filiale di Vimercate, ricerca per azienda cliente del settore metalmeccanica un Impiegato Logistica CATEGORIA PROTETTA. La risorsa sarà inserita all'interno del team Operativo ed avrà un ruolo chiave nella gestione operativa delle attività di spedizione, ricezione e coordinamento dei flussi documentali e informativi tra clienti, fornitori, magazzino e…

Queste diverse opportunità dimostrano un panorama lavorativo in evoluzione, dove l'inclusione delle categorie protette e l'adozione di modelli di lavoro flessibili stanno diventando sempre più centrali. L'integrazione tra la responsabilità sociale d'impresa, l'innovazione tecnologica e la valorizzazione del capitale umano è la chiave per affrontare le sfide del futuro e costruire un mercato del lavoro più equo e produttivo.

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