La Perequazione delle Indennità di Amministrazione: Un Passo Necessario, Ma con Cruciali Aspetti da Approfondire

È di fresca pubblicazione il DPCM che determina gli incrementi delle indennità di amministrazione per le amministrazioni centrali. Questo provvedimento, lungamente atteso, mira a correggere le disparità economiche esistenti tra il personale dei Ministeri, l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Le somme stanziate sono state distribuite secondo un criterio perequativo basato sulle attuali indennità, un approccio che, pur riconoscendo la necessità di un intervento, solleva interrogativi e richiede un'analisi approfondita per comprenderne appieno le implicazioni.

Diagramma che illustra la struttura delle indennità di amministrazione nei ministeri centrali

La Logica Perequativa e le Sue Criticità

Il principio alla base di questo decreto è indubbiamente quello della perequazione, inteso come un intervento normativo volto a ridurre le disparità economiche tra il personale dei vari enti. L'obiettivo è quello di uniformare le retribuzioni, eliminando le disuguaglianze storiche che hanno caratterizzato il trattamento economico dei dipendenti pubblici. Tuttavia, proprio l'applicazione di questo criterio ha generato reazioni contrastanti e ha messo in luce alcune criticità significative.

È del tutto singolare, ad esempio, leggere alcuni comunicati trionfalistici di alcune sigle sindacali che rivendicano meriti quantomeno impropri, senza spiegare adeguatamente la ratio di questo provvedimento. La perequazione, infatti, giunge al termine di un confronto serrato con le Organizzazioni Sindacali (OO.SS.), recependo solo in parte le osservazioni prodotte da queste ultime. Questo significa che rimangono in piedi alcune problematiche derivanti dall'esclusione di alcuni Enti, un aspetto che merita particolare attenzione.

Nella ripartizione delle risorse, come si evince dalle tabelle allegate, si determina, proprio per l'intento perequativo che è alla base del provvedimento, una differente ripartizione delle somme tra i vari Enti interessati. Per quanto riguarda il MIC (Ministero della Cultura), il criterio di ripartizione determina un'assegnazione di risorse inferiore a quelle di altri Ministeri. Questo dato è esattamente riferito alla differenza esistente tra le indennità erogate sinora, e pertanto la perequazione riguarda principalmente i Ministeri che registrano gli importi più bassi.

È utile ricordare che il MIC ha avuto, nel recente passato, un incremento sostanzioso delle sue indennità per effetto di una quota accantonata sulle risorse derivanti dalla bigliettazione, ovvero con un meccanismo di autofinanziamento. Questo ha comportato, nell'attuale ripartizione, un'assegnazione di risorse solo a partire dal 2022 e per un range che varia dai 605 euro annui lordo dipendente della prima Area ai 1048 euro annui della terza Area. Proprio per esigenza di chiarezza, riteniamo opportuno pubblicare l'intera ripartizione delle risorse e non, come abbiamo visto in alcuni comunicati elettorali, gli incrementi che riguardano solo il MIC.

La Questione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e della Giustizia Amministrativa

Un aspetto particolarmente dolente e francamente agghiacciante, che merita una riflessione approfondita, è il ripetersi di errori marchiani già perpetrati a danno dei lavoratori in occasione degli stanziamenti per la perequazione delle indennità di amministrazione. La bozza di decreto, infatti, conteneva delle tabelle con gli importi di incremento distinti per amministrazione, e balza agli occhi la mancanza di alcune di queste, che hanno diritto a tali indennità.

Questo è il caso dei lavoratori della giustizia amministrativa (Consiglio di Stato, TAR, Avvocatura dello Stato, Corte dei Conti) e dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), ovvero la nuova denominazione dei servizi ispettivi del Ministero del Lavoro dal 2017. L'indennità di amministrazione, istituita nel CCNL Ministeri 1994/1997, è sempre stata corrisposta a tutti i lavoratori inquadrati nel comparto.

Mappa concettuale che evidenzia gli enti esclusi dalla perequazione iniziale

Il sindacato USB PI ha chiesto da tempo al Ministro Orlando e al Direttore Generale dell'INL Giordano di far presente al MEF che i lavoratori dell'Ispettorato del Lavoro devono rientrare nel riparto, come è sempre stato ogni volta che si è trattato dell'indennità del Ministero del Lavoro. I lavoratori hanno bisogno di risposte chiare e risolutive, soprattutto oggi che le attività ispettive sono sotto i riflettori dell'opinione pubblica, perché siano rafforzate per fare fronte ai drammatici dati sulle morti sul lavoro. Non riconoscere loro gli adeguamenti stipendiali corrisposti ai colleghi rimasti nel Ministero del Lavoro sarebbe uno schiaffo alla loro dignità e professionalità, proprio nel momento in cui anche dal Presidente della Repubblica è venuto un monito a rafforzare e valorizzare il loro operato.

USB PI, in particolare, ha dichiarato che "faremo pressione affinché, nella fase di conversione del D.L., possiamo capire che aver firmato un contratto che determina la perdita secca del 10% del potere d’acquisto dei salari, ormai certificata in modo inoppugnabile dai cedolini di NoiPA del mese di marzo, li induca a tentare l’impossibile ovvero a sostenere che norme autonome e del tutto estranee al percorso contrattuale rientrino, per una sorta di coincidenza astrale, negli aumenti contrattuali da loro stessi negati ai lavoratori. HANNO GIÀ FATTO TROPPI DANNI!"

Normativa del pubblico impiego: approfondimenti sul D.Lgs. 165/2001 - LEZIONE APERTA

Il Percorso della Perequazione e le Prospettive Future

Il sistema NoiPA ha avviato il pagamento della perequazione per i dipendenti delle Funzioni Centrali, aggiornando le indennità di amministrazione e prevedendo il saldo degli arretrati maturati. Gli importi delle indennità di amministrazione sono stati incrementati a partire da gennaio 2023, con un ulteriore aumento previsto per gennaio 2024. I nuovi valori mirano a uniformare le retribuzioni tra i diversi Ministeri. Secondo le ultime informazioni, l'incremento dell'Indennità di Amministrazione sarà presente nel cedolino di aprile 2025.

Dal nostro punto di vista, la campagna elettorale dovrebbe avere al suo centro un confronto programmatico su quello che si intende realizzare nei prossimi tre anni. Notiamo invece con dispiacere modalità che sviliscono lo spirito della competizione democratica e che in alcuni casi arrivano a diffondere false notizie su temi che riguardano legittime aspettative dei lavoratori, autoincensamenti poco attendibili e addirittura criteri di incentivazione economica dei candidati sulla base della quantità di voti ricevuti.

A noi, invece, interessa che le RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) siano realmente funzionali alle necessità di rappresentanza democratica dei luoghi di lavoro e non solo il mezzo per misurare la rappresentatività delle sigle sindacali.

Da tempo, come USB PI, avevamo detto e ripetuto, anche in tutte le assemblee tenute sui posti di lavoro, che la vertenza "A parità di lavoro parità di salario" non doveva ritenersi esaurita con i fondi per la sostanziale perequazione dell'indennità di amministrazione dei Ministeri. Era evidente, almeno a noi, la necessità di dover intervenire per eliminare la ormai sempre più evidente sperequazione tra i Fondi Risorse Decentrate (FRD) dei vari Ministeri.

Non a caso, il 14 Marzo è stato pubblicato il Decreto Legge n. A questo deve aggiungersi che è francamente agghiacciante ed inammissibile il ripetersi di errori marchiani già perpetrati a danno dei lavoratori in occasione degli stanziamenti per la perequazione delle indennità di amministrazione.

Il sindacato USB denuncia che "le risorse stanziate non saranno sufficienti a realizzare una definitiva perequazione dei Fondi di tutti i Ministeri ma, sicuramente, possono essere un inizio di un percorso che dovrà necessariamente prevedere ulteriori finanziamenti".

Considerata l'importanza dell'argomento in questione, anche alla luce dell'imminente apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021 del comparto delle Funzioni Centrali, al quale vogliamo arrivare con le singole indennità di Amministrazione già rivalutate, per evitare che detta operazione possa essere computata all'interno delle già scarse risorse stanziate per i rinnovi, la Segreteria generale della FLP, con una nota inviata in data odierna al Presidente del Consiglio Mario Draghi e ai Ministri per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, ha sollecitato l’immediata predisposizione del Decreto in questione, al fine di definire in tempi brevi, nelle singole Amministrazioni interessate, il nuovo trattamento economico spettante a titolo di indennità di amministrazione.

Grafico a barre che mostra l'incremento medio lordo annuo per area nell'ambito della perequazione

La campagna elettorale dovrebbe avere al suo centro un confronto programmatico su quello che si intende realizzare nei prossimi tre anni. Notiamo invece con dispiacere modalità che sviliscono lo spirito della competizione democratica e che in alcuni casi arrivano a diffondere false notizie su temi che riguardano legittime aspettative dei lavoratori, autoincensamenti poco attendibili e addirittura criteri di incentivazione economica dei candidati sulla base della quantità di voti ricevuti.

Questo è solo uno dei risultati di una stagione contrattuale che ha portato ad una serie significativa di incrementi contrattuali per i lavoratori, oltre a concrete opportunità nei termini di riconoscimento dei diritti e della possibilità concreta di crescita professionale. Dal nostro punto di vista, il percorso della perequazione è un ulteriore passo in avanti sul percorso della perequazione dei trattamenti accessori. Tuttavia, è fondamentale che si continui a lavorare per garantire che tutti gli enti e tutti i lavoratori siano inclusi in questi processi di adeguamento retributivo, al fine di realizzare una piena e sostanziale parità di trattamento economico a parità di lavoro svolto.

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