Medicina Interna: Attività Clinico-Assistenziali per l'Anziano
La Medicina Interna, in particolare nel contesto dell'assistenza all'anziano, rappresenta una disciplina medica fondamentale e complessa, dedicata alla diagnosi, cura e gestione di pazienti adulti e, con un'enfasi crescente, anziani. Questo campo si distingue per la sua "visione globale del malato", focalizzandosi sull'approfondimento di patologie che possono interessare molteplici organi e sistemi di un individuo. L'obiettivo primario è offrire una presa in carico completa e personalizzata, affrontando in modo integrato le diverse problematiche cliniche, funzionali e sociali che caratterizzano, in modo particolare, il paziente geriatrico.

Il Reparto di Medicina Interna e Geriatria dell’Ospedale Pederzoli incarna perfettamente questo approccio. Si occupa della diagnosi, cura e assistenza di pazienti adulti e anziani affetti da patologie acute e croniche, ponendo una particolare attenzione alla multimorbilità, alla fragilità e alla disabilità. L'intento è quello di offrire una gestione globale del paziente, che includa il recupero funzionale, il mantenimento dell'autonomia, l'educazione sanitaria rivolta sia al paziente che ai caregiver, la prevenzione delle complicanze legate all'età e la garanzia della continuità assistenziale tra l'ambiente ospedaliero e il territorio.
L'Unità Operativa di Medicina Interna si configura come un punto di riferimento cruciale per la gestione di casi clinici che esulano dai percorsi puramente chirurgici o monospecialistici, assicurando un'assistenza trasversale e di elevata competenza.
Le Attività Fondamentali della Medicina Interna Geriatrica
Il reparto svolge un'ampia gamma di attività cliniche e assistenziali, mirate a rispondere alle esigenze specifiche della popolazione anziana:
- Inquadramento diagnostico completo: Viene effettuato per pazienti che presentano sintomi complessi o patologie che coinvolgono più organi e sistemi, richiedendo un approccio olistico e integrato.
- Gestione di polipatologie croniche: Si affronta l'evoluzione di condizioni croniche multiple, con un'attenzione particolare all'aderenza terapeutica, un aspetto spesso critico nella popolazione anziana.
- Ottimizzazione della terapia farmacologica: Questo include il monitoraggio delle interazioni farmacologiche e gli adeguamenti necessari in base al profilo clinico individuale del paziente, considerando la sua fragilità e le sue specifiche condizioni.
- Valutazione multidimensionale della fragilità geriatrica: Questo processo è essenziale per prevenire l'insorgenza di disabilità, la frequenza di cadute e il declino funzionale, aspetti che incidono profondamente sulla qualità della vita dell'anziano.
- Prevenzione primaria e secondaria: Attraverso screening mirati, follow-up regolari e interventi educativi rivolti a pazienti e caregiver, si mira a ridurre l'incidenza e la progressione delle malattie.
- Lavoro in équipe multidisciplinare: La collaborazione tra diverse figure professionali è fondamentale per garantire una gestione condivisa e coordinata del percorso di cura, integrando competenze mediche, infermieristiche, riabilitative e sociali.

Principali Patologie Trattate
Grazie all'ausilio di vari specialisti, il reparto si occupa della presa in carico di numerose condizioni cliniche, spesso concomitanti nei pazienti anziani:
Patologie Cardiovascolari
- Insufficienza e scompenso cardiaco
- Ipertensione arteriosa
- Aritmie (come la fibrillazione atriale e le tachiaritmie)
- Endocardite
Patologie Respiratorie
- Riacutizzazione di BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva)
- Bronchiti e polmoniti
- Versamento pleurico
- Neoplasie respiratorie
Patologie Gastroenterologiche ed Epatologiche
- Emorragie digestive
- Neoplasie del tratto gastroenterico e pancreatico
- Pancreatiti acute e croniche
- Esofagiti, gastriti, patologie infiammatorie biliari
- Cirrosi ed epatopatie croniche
- Malattie infiammatorie croniche intestinali
Patologie Nefrologiche
- Insufficienza renale acuta e cronica
Patologie Endocrinologiche e Metaboliche
- Diabete e sue complicanze metaboliche
- Patologie di tiroide, paratiroidi e surreni
- Neoplasie neuroendocrine gastro-enteropancreatiche
- Osteoporosi e disturbi osteometabolici
Patologie Neurologiche
- Malattie degenerative del sistema nervoso centrale
- Demenza senile e decadimento cognitivo
Funzioni Strategiche del Reparto
Il reparto di Medicina Interna svolge un ruolo strategico all'interno della struttura ospedaliera, grazie alla sua capacità di accogliere pazienti con quadri clinici complessi e multisistemici. Le sue funzioni principali includono:
- Diagnosi e gestione di patologie complesse e sistemiche: Spesso queste patologie non riconducibili a una singola specializzazione medica.
- Stabilizzazione clinica di condizioni acute: Anche in presenza di comorbilità o fragilità significativa.
- Gestione della cronicità e del lungo decorso di malattia: Elaborando piani terapeutici altamente personalizzati.
- Coordinamento con specialisti di altri reparti: Per garantire una presa in carico condivisa e integrata del paziente.
- Programmazione della dimissione protetta: Attivando percorsi di continuità assistenziale che possono includere il domicilio, le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), gli ospedali di comunità o gli hospice.
- Educazione terapeutica e supporto al caregiver: Per migliorare la gestione della malattia anche al di fuori del contesto ospedaliero, fornendo strumenti e conoscenze utili.
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Modalità di Accesso ai Servizi
Il ricovero in reparto può avvenire tramite accesso diretto dal Pronto Soccorso, in situazioni di urgenza, o in regime programmato, a seguito di una visita ambulatoriale o di una valutazione specialistica interna. Il reparto offre inoltre prestazioni ambulatoriali in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale o in regime privato, permettendo un accesso flessibile e diversificato alle cure.
La visita di medicina interna (internistica) è particolarmente rivolta a pazienti, spesso anziani, che presentano disturbi multipli interessanti vari settori dell'organismo: cuore, polmoni, apparato digerente e altri ancora. La visita viene effettuata da un medico con competenze multidisciplinari, in grado di effettuare una valutazione approfondita di patologie complesse e multifattoriali.
La Complessità del Paziente Geriatrico: Oltre la Malattia Acuta
L'invecchiamento della popolazione è una realtà ineludibile, che porta con sé sfide significative per il sistema sanitario. Oggi, l'età geriatrica non è definita da un rigido cut-off cronologico, ma piuttosto da un insieme di caratteristiche che includono la multimorbilità, la fragilità, la disabilità e la vulnerabilità. La classificazione comunemente accettata suddivide la popolazione anziana in: giovane anziano (ultra65), anziano medio (ultra75) e grande anziano (ultra85).
Il "frutto più amaro" di questo aumento dell'aspettativa di vita è la crescita inesorabile della disabilità e del carico assistenziale. Ci si interroga se si sia aumentata la quantità di vita a scapito della qualità, un interrogativo serio che riflette una tendenza e un pericolo concreti. La crescita esponenziale dei soggetti anziani con comorbilità ha dato origine a una nuova categoria di malati: pazienti sempre più complessi, portatori di polipatologie in equilibrio precario, spesso scarsamente assistiti e con gravi problematiche motorie, cognitive e nutrizionali. Questi pazienti richiedono non solo cure mediche, ma anche specifiche necessità socio-assistenziali.
Il paziente geriatrico non è quindi semplicemente un paziente anziano, ma è soprattutto un paziente fragile e vulnerabile. È più soggetto a un peggioramento drastico e spesso irreversibile delle condizioni di salute psicofisica, anche a seguito di un piccolo evento clinico che in un giovane adulto potrebbe apparire insignificante (come cadute, sindromi influenzali, disidratazioni). In questi pazienti, la "riserva d'organo" - la capacità di adattamento di cuore, polmoni, cervello, reni, midollo osseo - è in via di esaurimento. Gli organi lavorano già al massimo delle proprie energie e non sono più in grado di aumentare il proprio lavoro o adattarsi a situazioni cliniche impreviste, portando a condizioni di scompenso. Questa ridotta capacità di adattamento è definita "omeostenosi", ovvero "scarsa omeostasi".
Motivi di Ricovero e Presentazione Clinica nell'Anziano
Sembra quasi assurdo, ma nei pazienti anziani il motivo apparente del ricovero è spesso l'ultimo dei problemi. Accade frequentemente che da un motivo apparentemente banale emergano problematiche cliniche estremamente complesse, latenti e mai diagnosticate per anni, che si manifestano in maniera bizzarra e inconsueta. Una caratteristica assoluta del paziente anziano è di essere spesso paucisintomatico, o di esprimere quadri clinici con segni o sintomi poco rappresentativi della patologia di base. Quante polmoniti senza febbre, infarti senza dolore (ma con nausea), cistiti senza bruciore (ma con insonnia e agitazione) si osservano nella pratica clinica quotidiana?

Anche l'obiettivo delle cure cambia nel soggetto anziano. Non sempre è possibile la guarigione completa o il recupero totale ("restitutio ad integrum"), o quantomeno non con le modalità e i tempi del giovane adulto non affetto da polipatologia. Spesso, pazienti e familiari si aspettano un rapido recupero dopo una lunga problematica clinica, con una pronta ripresa delle prestazioni motorie e cognitive precedenti. È comprensibile l'aspettativa di un rapido ripristino dello stato funzionale precedente.
Tuttavia, è necessario prendere atto che l'organismo cambia con la senescenza. Va acquisita la consapevolezza che il realistico obiettivo delle cure non sempre può essere la guarigione completa, bensì il mantenimento della miglior qualità di vita possibile. Questo è vero soprattutto nei pazienti con fragilità conclamata, già allettati e talvolta portatori di presidi per la minzione (come il catetere vescicale) e per l'alimentazione (come il sondino naso gastrico e la PEG), soggetti in cui è già in atto una discesa inesorabile verso il "fine vita". In queste persone, porsi degli obiettivi non è semplice e si rischia di avvicinarsi alla soglia dell'"accanimento terapeutico", una linea sottile e spesso visibile solo a posteriori.
La Sfida dell'Aderenza Terapeutica e la Complessità Farmacologica
Esiste un grandissimo problema legato all'aderenza terapeutica. Molti anziani non iniziano le terapie consigliate, o le interrompono per svariati motivi: costo eccessivo, necessità di urinare frequentemente, difficoltà nel dividere le compresse, confusione dovuta al numero elevato di farmaci, mancanza di informazioni sulla loro utilità, o la comparsa di disturbi.
Un grande problema si configura nella presenza di molti "branded" o equivalenti che rappresentano lo stesso principio attivo. Un esempio pratico è un paziente che porta sempre la lista dei 13 farmaci che assume, ma questa lista non è costituita dall'elenco dei principi attivi con relativa posologia e orario, bensì dalla fotografia delle scatoline. Ogni volta che un farmaco viene sostituito con un altro brand o equivalente, il paziente, non riconoscendolo più, non lo assume. È necessaria una grande precisione nella stesura delle liste di farmaci, dove andrebbe riportato il nome del principio attivo, il dosaggio e l'orario di assunzione.
La rivalutazione periodica della terapia da parte del medico di fiducia (MMG, Geriatra, altro specialista) è fondamentale. Il soggetto può necessitare di modifiche ai dosaggi, sospensioni o sostituzioni di farmaci in relazione al cambiare delle stagioni o delle condizioni di salute, a seconda del grado di compenso dei vari organi e apparati.
Il Ruolo Cruciale della Valutazione Multidimensionale
La valutazione multidimensionale (in inglese "assessment") è una modalità specifica di studio della salute della persona anziana che prende in esame i vari aspetti delle funzioni che concorrono a determinarla. Attraverso l'utilizzo di scale e strumenti specifici, consente di individuare un piano di intervento sanitario e sociosanitario mirato al singolo individuo.
Le aspettative dei pazienti anziani possono essere comprese in un arco definito da due condizioni opposte. Da un lato, vi sono pazienti con aspettative molto povere, convinti che i loro problemi, anche gravi, siano correlati all'invecchiamento e non meritino una valutazione medica approfondita. Dall'altro lato, vi sono pazienti con grandi aspettative, convinti che la medicina possa risolvere qualsiasi problema di salute, spesso attribuendo la loro condizione a un trattamento mancato o inadeguato piuttosto che a una patologia inguaribile.
La realtà odierna è che, sebbene la ricerca medica sia cresciuta esponenzialmente, i progressi a vantaggio dei pazienti sono stati modesti. Nei paesi ad alto reddito, la medicina contribuisce relativamente poco alla salute del cittadino: i driver primari della cattiva salute sono la povertà, la mancanza di istruzione e la deprivazione socioeconomica.
Il medico, definito lo stato di salute del paziente, deve valutare le indicazioni realistiche a un trattamento e fare in modo che queste vadano incontro ai desideri e alle priorità dei pazienti. La capacità di prendere decisioni relative alla propria salute comporta la capacità di esprimere una scelta, di comprenderne le relative informazioni e di capire le conseguenze di una decisione. Contestualmente alla definizione diagnostica, nella valutazione di un paziente anziano si devono stabilire in primo luogo i suoi obiettivi di vita in generale (ad esempio, vivere più a lungo possibile? Vivere in modo indipendente?), poi delineare una prognosi, definire il trattamento e, infine, fare raccomandazioni di sintesi.

L'Importanza del Contesto e del Supporto Sociale
In una persona fragile, non solo la malattia di per sé, ma anche il "milieu" in cui il paziente vive sono fondamentali per l'equilibrio salute. Il medico della "vecchiaia" dovrà tener conto di come la complessità del milieu di vita possa modificare la traiettoria della salute e dovrà conoscerne il peso sulla malattia. Un supporto sociale inadeguato, una rete familiare insufficiente, possono precludere un trattamento complesso. Con questo in mente, il medico dovrà prescrivere le cure e pianificare la dimissione del paziente.
Oltre alle informazioni cliniche, il medico deve conoscere il luogo di residenza (fornito o non fornito di una rete di assistenza tra cui ADI, Hospice, RSA), la struttura familiare (stato civile, presenza e vicinanza dei figli), le caratteristiche dell'abitazione (piano, numero di locali) e la disponibilità di un supporto familiare (colf, badante) e di risorse economiche.
L'Ospedale e il Paziente Anziano: Sfide e Strategie
Gli ospedali sono sempre più luoghi di cura per gli anziani, specialmente nei reparti generalisti. Quasi la metà degli adulti che occupano letti d'ospedale ha 65 anni o più, e si presume che questa proporzione aumenti con l'invecchiamento della popolazione. L'ospedalizzazione stessa comporta rischi per i pazienti anziani, poiché può aumentare i cambiamenti fisiologici legati all'età e incrementare la morbilità. L'isolamento, l'immobilità, i test diagnostici frequenti e l'esposizione a microrganismi infettivi sono tutti fattori che possono incidere negativamente.
I pazienti anziani ricorrono più frequentemente agli ospedali rispetto ai pazienti più giovani. Hanno più ricoveri in ospedale dal pronto soccorso, soggiorni ospedalieri più numerosi e più lunghi, e utilizzano più risorse durante la loro permanenza.
Cure in Pronto Soccorso Geriatrico
Nel 2021, il tasso di visite al pronto soccorso degli adulti di età pari o superiore a 75 anni era significativamente più elevato rispetto alle fasce d'età più giovani. I pazienti anziani tendono a essere più malati. Alcuni ospedali stanno sviluppando pronto soccorso geriatrici speciali, con personale medico e infermieristico specializzato in geriatria, che possono contribuire a ridurre i ricoveri ospedalieri.
Tuttavia, una visita al pronto soccorso può creare più stress per gli anziani a causa della mancanza di alloggi speciali. La valutazione di un anziano richiede solitamente più tempo e più test diagnostici perché molti pazienti anziani non presentano una sintomatologia chiara e tipica di un disturbo. Fattori non evidenti, come la politerapia o gli effetti avversi dei farmaci, possono influenzare la manifestazione sintomatologica.
I pazienti anziani che si recano al pronto soccorso possono avere un deficit cognitivo, che complica l'anamnesi e aumenta il rischio di delirium durante la degenza ospedaliera. È fondamentale effettuare una valutazione cognitiva standardizzata quando indicato. Il rischio di suicidio, il rischio di cadute, l'incontinenza, lo stato nutrizionale e lo stato vaccinale devono essere valutati in pronto soccorso per organizzare le cure successive.
Comunicazione Efficace tra Operatori Sanitari
Una buona comunicazione tra i medici del pronto soccorso, i pazienti, i caregiver, i familiari, i medici di base e il personale delle strutture di assistenza a lungo termine migliora notevolmente l'esito dei pazienti anziani con problemi complessi. Le direttive anticipate devono essere prontamente comunicate. Le informazioni di base dal medico personale del paziente facilitano la valutazione e la pianificazione della gestione al pronto soccorso.
Pianificazione della Dimissione Ospedaliera
La pianificazione della dimissione può essere complessa, poiché la malattia o la lesione acuta possono compromettere ulteriormente l'abilità funzionale nei pazienti anziani. La pianificazione deve includere la valutazione dello stato funzionale, strategie per la gestione dei problemi individuati, la verifica della capacità di procurarsi e assumere i farmaci prescritti, e la valutazione delle capacità dei caregiver.
Un numero significativo di pazienti di età pari o superiore a 75 anni, funzionalmente indipendenti al momento del ricovero, non lo sono più al momento della dimissione. L'ospedalizzazione stessa può comportare un declino funzionale, ma studi dimostrano che l'esercizio fisico, in particolare quello focalizzato sulla deambulazione, sulla resistenza e sull'allenamento dell'equilibrio, può prevenire questo declino.
Strategie per Migliorare gli Esiti dell'Ospedalizzazione Geriatrica
Per ridurre il declino funzionale e migliorare la cura dei pazienti anziani in ospedale, si possono adottare diverse strategie:
- Équipe interdisciplinare geriatrica: Per identificare e soddisfare le complesse esigenze dei pazienti anziani.
- Infermiere di assistenza primaria: Un infermiere responsabile per uno specifico paziente, che attua il piano di assistenza e monitora la risposta alle cure.
- Modifiche all'ambiente ospedaliero: Ad esempio, ottimizzando la disposizione dei letti o modificando i compagni di stanza.
- Programmi di alloggio per un membro della famiglia: Per consentire una migliore cura individuale e placare l'ansia del paziente.
- Comunicazione di alta qualità tra gli operatori sanitari: Per prevenire errori e duplicazioni di procedure diagnostiche e trattamenti.
- Documentazione accurata del regime farmacologico: Per evitare l'uso di farmaci inutili e prevenire interazioni farmacologiche.
- Direttive anticipate: Documentare le scelte del paziente riguardo alle decisioni di assistenza sanitaria per ridurre cure indesiderate.
- Mobilizzazione precoce e partecipazione all'attività funzionale: In stretta collaborazione con fisioterapisti e terapisti occupazionali.
- Pianificazione della dimissione: Per garantire la continuità delle cure nell'ambiente successivo e prevenire le riammissioni.
- Unità di cura acuta per gli anziani (Acute Care of the Elderly, ACE): Per fornire cure efficaci basate su prove scientifiche.
Durante la degenza ospedaliera, i pazienti anziani possono frequentemente manifestare confusione notturna ("sundowning"), fratture senza traumi evidenti, cadute o incapacità di camminare. L'ospedalizzazione può inoltre provocare o peggiorare iponutrizione, lesioni da pressione, incontinenza urinaria, fecaloma e ritenzione urinaria, problemi che possono prolungare la convalescenza.
L'approccio della Medicina Interna, con la sua visione olistica e integrata, è quindi fondamentale per affrontare le sfide uniche poste dalla cura del paziente anziano, garantendo non solo la gestione delle patologie acute, ma anche la promozione della qualità della vita e del benessere complessivo.
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