Comprendere i Comportamenti Tipici dei Pazienti con Alzheimer e Demenza
La perdita di memoria che sconvolge la vita quotidiana non rappresenta una caratteristica normale dell’invecchiamento, bensì può essere un sintomo del morbo di Alzheimer oppure di un altro tipo di demenza. Il morbo di Alzheimer è una fatale malattia del cervello che provoca un lento declino delle capacità di memoria, del pensare e di ragionamento. Se Lei o una persona cara state vivendo difficoltà di memoria o riscontrate altri cambiamenti nelle capacità di pensare, non ignoratele. Uno dei segnali più comuni del morbo di Alzheimer è la perdita di memoria, soprattutto il dimenticare informazioni apprese di recente.

La demenza, e in particolare il morbo di Alzheimer, non è una parte normale dell'invecchiamento. Si tratta di una malattia lenta, che inizia con lievi problemi di memoria e può evolvere fino a causare gravi danni cerebrali. Comprendere appieno questa condizione, diagnosticarla e trattarla adeguatamente richiede il contributo di diverse discipline, tra cui la psicologia, che ha già fornito e continuerà a fornire un apporto significativo. La ricerca psicologica, ad esempio, è fondamentale nello sviluppo di programmi mirati a ridurre il rischio di demenza o a sensibilizzare l'opinione pubblica. Un approccio bio-psicosociale è essenziale per identificare i fattori che influenzano la natura della demenza, la sua progressione e gli interventi più efficaci.
Segnali Precoci e Cambiamenti Tipici della Demenza
È cruciale distinguere i normali cambiamenti legati all'età dai sintomi precoci della demenza. Mentre dimenticare occasionalmente nomi o appuntamenti è comune con l'avanzare dell'età, la demenza si manifesta con difficoltà più pervasive e impattanti sulla vita quotidiana.
1. Perdita di Memoria che Limita la Vita Quotidiana
Uno dei segni più comuni dell’Alzheimer, specialmente nelle fasi iniziali, è la difficoltà nel ricordare informazioni nuove: letture, conversazioni, fatti importanti. Questo si traduce nel ripetere più volte la stessa domanda o nel dover ricorrere sempre più spesso ad appunti e altri ausili per ricordare. A differenza dell'invecchiamento normale, dove si dimenticano occasionalmente nomi o appuntamenti ma li si ricorda in seguito, nella demenza la perdita di memoria è persistente e interferisce con le attività quotidiane.
2. Difficoltà a Pianificare o Risolvere Problemi
I cambiamenti nella capacità di pianificare e seguire delle attività sono piuttosto comuni nella demenza. Si manifestano con problemi nell'eseguire una ricetta ben conosciuta, nel tenere conto delle spese correnti, nella concentrazione, o con un impiego di tempo eccessivo per svolgere compiti che prima erano semplici. Nell'invecchiamento tipico, si possono commettere errori occasionali nel fare i conti o nel tenere traccia delle spese di casa, ma questi non compromettono la gestione finanziaria.
3. Difficoltà a Compiere le Azioni Familiari
Le persone con demenza possono avere problemi nel completare le routine quotidiane, nel guidare su percorsi conosciuti, nell'organizzare la lista della spesa o nel ricordare le regole di un gioco. Questo va oltre il semplice bisogno occasionale di rileggere le istruzioni d'uso di un elettrodomestico o per registrare un programma TV, che sono tipici dell'invecchiamento normale.
4. Confondere Luoghi e Date
Le persone con demenza hanno spesso problemi con le date, le stagioni e, in generale, con il senso del tempo. Possono avere difficoltà a comprendere qualcosa che non avviene immediatamente o dimenticare dove si trovano o come sono arrivate in un posto. L'anziano che dimentica il giorno della settimana ma lo ricorda in un secondo tempo rientra nella normalità dell'invecchiamento.
5. Difficoltà con le Relazioni Spaziali e le Immagini
In alcuni pazienti, la demenza può manifestarsi con problemi visivi, come difficoltà nel giudicare le distanze e nel valutare colore e contrasto, causando problemi durante la guida. Questi sintomi sono distinti dai problemi di vista legati alla cataratta, tipici dell'età.
6. Difficoltà nel Trovare i Vocaboli
Le persone con demenza hanno spesso problemi nel seguire le conversazioni e nel trovare le parole quando parlano o scrivono. Possono perdere il filo del discorso, ripetersi, avere difficoltà a nominare gli oggetti o usare un nome sbagliato. Sebbene a volte possa capitare di non trovare la parola esatta con l'avanzare dell'età, nella demenza questa difficoltà è più marcata e frequente.
7. Perdere Oggetti e Non Riuscire a Ritrovare i Propri Passi
Le persone con demenza possono mettere gli oggetti in posti insoliti, perderli e non riuscire a ritrovarli. In molti casi, possono accusare gli altri di averli rubati, soprattutto negli stadi avanzati della malattia. Questo è diverso dal perdere occasionalmente qualcosa e poi riuscire a ritrovarla tornando sui propri passi.
8. Ridotta Capacità di Giudizio
Le persone con demenza possono mostrare cambiamenti nella capacità decisionale, ad esempio non saper gestire il denaro o avere poca cura di sé e dell'igiene personale. Sebbene possa succedere a volte di prendere una decisione sbagliata con l'età, nella demenza questo deficit è più sistematico.
9. Abbandono del Lavoro o delle Attività Sociali
Quando le persone con demenza hanno difficoltà a seguire una conversazione, tendono a ritirarsi dalle attività sociali, abbandonando hobby e altri interessi. Questo è diverso dal provare un occasionale disinteresse verso gli obblighi sociali o familiari, tipico dell'invecchiamento.
10. Cambiamenti nell'Umore o nella Personalità
Alcuni pazienti con demenza possono presentare cambiamenti nell'umore e nella personalità, diventando tristi, irritabili, confusi, sospettosi, spaventati o ansiosi, specialmente in situazioni di stress.
5. Malattia di Alzheimer, le fasi
Manifestazioni Comportamentali e Psicologiche della Demenza
Oltre ai deficit cognitivi, la demenza può innescare una serie di disturbi comportamentali e psicologici che rendono la gestione del paziente particolarmente complessa. Eventi particolari o cambiamenti ambientali sono spesso le cause scatenanti di questi disturbi.
Cambiamenti Ambientali e Trasferimenti
L'ambiente in cui vive la persona con demenza ha un impatto significativo. Trasferimenti, cambiamenti di routine o di arredamento possono generare stress e confusione, esacerbando i disturbi comportamentali. È fondamentale cercare di mantenere un ambiente familiare e rassicurante.
Aggressività e Vocalizzazioni Persistenti
Le reazioni violente, sia verbali che fisiche, sono una componente della malattia. Allo stesso modo, la vocalizzazione persistente, come gridare o ripetere frasi, può essere fonte di stress per i caregiver.
Collezionismo e Wandering
Il collezionismo di oggetti, spesso senza un valore apparente, o il "wandering", ovvero l'atto di vagare senza meta, sono comportamenti comuni. Il wandering, in particolare, può essere dettato da solitudine, paura o dalla ricerca di qualcosa o qualcuno.
Affaccendamento e Sundowning Syndrome
L'affaccendamento si riferisce a una sorta di irrequietezza motoria e verbale. La "Sundowning Syndrome" è un'espressione che descrive uno stato di confusione, ansia, agitazione e aggressività che colpisce i pazienti con Alzheimer soprattutto la sera, dopo il tramonto, accompagnato da un aumento dell'attività motoria e verbale.
Disturbi della Sessualità
Anche i disturbi della sessualità possono manifestarsi in persone con demenza, richiedendo un approccio sensibile e informato da parte dei caregiver.
Strategie di Gestione e Supporto
La gestione dei pazienti con demenza richiede pazienza, empatia e un approccio su misura, tenendo conto delle loro specifiche difficoltà.
Interazione con gli Oggetti e le Persone
Quando un paziente con demenza ha difficoltà con un oggetto, la soluzione più semplice è spesso quella di fornirgli l'oggetto corretto e mostrargli come utilizzarlo, senza sottolineare eventuali errori. Se la persona non accetta la spiegazione, discutere è inutile. Allo stesso modo, se non riconosce qualcuno o confonde i nomi, spiegare chi sono veramente non sempre è necessario e può porre l'accento sull'errore. È preferibile rispettare la loro percezione, ignorare l'errore e agire in base a ciò che vogliono comunicare, fornendo sicurezza se si sentono spaventati o preoccupati.
Adeguamento dell'Abitazione
L'abitazione deve essere resa il più possibile sicura e organizzata per ottimizzare l'autonomia residua. È importante eliminare ingombri e oggetti che aumentano il rischio di cadute o traumi, e dotare gli spazi di dispositivi di supporto.
Mantenere Routine e Ambiente Familiare
Gli anziani affetti da demenza soffrono ogni cambiamento di luogo e abitudini. Mantenere un ambiente familiare, riconoscibile e noto, dove la collocazione degli oggetti e le attività quotidiane seguano percorsi consolidati, è fondamentale per evitare stress inutili. Se più persone si prendono cura del malato, dovrebbero essere loro a spostarsi per stargli vicino, piuttosto che il malato a cambiare ambiente.
Promuovere l'Attività Fisica
L'attività fisica va promossa e assecondata, con modalità e ritmi compatibili con le condizioni cliniche del paziente. Semplici passeggiate quotidiane sono benefiche per il tono muscolare, la mobilità articolare, l'equilibrio, l'appetito e aiutano a scaricare tensione e aggressività.
Comunicazione Efficace
La comunicazione con l'anziano con demenza deve essere paziente, gentile e "accogliente". Parlare lentamente, con calma, con un tono di voce chiaro e pacato, usando parole semplici e frasi brevi e dirette, evitando perifrasi e metafore. Guardare la persona negli occhi e accompagnare il discorso con gestualità aiuta la comprensione. I concetti espressi devono essere il più possibile affermativi.

Il Ruolo della Psicologia e della Ricerca
La ricerca psicologica gioca un ruolo cruciale nella comprensione, diagnosi e trattamento della demenza. Gli psicologi si assicurano che i diritti umani delle persone affette da demenza non vengano violati, promuovendo il loro coinvolgimento attivo nelle decisioni che riguardano la loro vita e i servizi che ricevono. Concentrarsi sulla persona, e non solo sulla gestione dei sintomi, è più vantaggioso per aiutarla a vivere bene con la malattia.
La Prospettiva Psicodinamica
La prospettiva psicodinamica considera la demenza come una malattia che comporta un indebolimento del funzionamento dell'Io, una minore padronanza dell'ambiente e una maggiore dipendenza. L'Io, la "voce interna della ragione", aiuta le persone a resistere agli impulsi e a mantenere un comportamento congruente con la propria visione di sé. Nelle prime fasi della demenza, l'Io indebolito utilizza meccanismi di difesa come la negazione o la proiezione. Con il progredire della malattia, la persona fatica a mantenere il senso di sé, diventa più dipendente e mostra segni di angoscia, aggressività e agitazione.
Relazioni Oggettuali e Senso di Sé
Gli psicologi del sé e i teorici delle relazioni oggettuali evidenziano come le persone con demenza compromettano la loro capacità di mantenere il senso di sé attraverso le relazioni interiorizzate. I comportamenti ego-sintonici (allineati con i valori personali) sono sostituiti da comportamenti ego-distonici (incoerenti con l'ego), portando a sentimenti di sfiducia e apprensione. L'esperienza passata si fonde con la situazione attuale, potendo sia sostenere il concetto di sé sia frammentarlo.
Gestione dei Disturbi Comportamentali e Psicologici
La gestione dei disturbi comportamentali e psicologici associati alla demenza è complessa e spesso richiede un approccio multidisciplinare.
Fattori Scatenanti e Valutazione
I disturbi comportamentali possono derivare da cambiamenti funzionali correlati alla demenza, come la ridotta inibizione di comportamenti inappropriati, l'errata interpretazione di segnali ambientali, il deterioramento della memoria a breve termine e la ridotta capacità di esprimere i bisogni. È fondamentale una valutazione dettagliata dei disturbi, classificandoli in modo specifico (es. aggressivi fisicamente o verbalmente, non aggressivi fisicamente o verbalmente) piuttosto che etichettarli genericamente come "agitazione". La Cohen-Mansfield Agitation Inventory è uno strumento utile a tale scopo.
Ruolo delle Condizioni Organiche
Condizioni organiche come dolore, problemi respiratori, ritenzione urinaria, stipsi o maltrattamento fisico possono aggravare i disturbi comportamentali, soprattutto se il paziente non è in grado di comunicare adeguatamente il proprio malessere. Problemi fisici possono condurre al delirium, che, sovrapposto a una demenza cronica, può peggiorare i disturbi comportamentali.
Depressione e Psicosi
La depressione è frequente tra i pazienti con demenza e può manifestarsi con bruschi cambiamenti cognitivi, diminuzione dell'appetito, alterazioni dell'umore, disturbi del sonno, ritiro e irritabilità. Il comportamento psicotico, caratterizzato da deliri o allucinazioni, richiede una gestione specifica e distinta dal disorientamento o dall'angoscia.
Approcci al Trattamento
Il trattamento dei disturbi comportamentali nella demenza predilige misure ambientali e di supporto, ricorrendo ai farmaci solo quando necessario.
Misure Ambientali e Supporto al Caregiver
L'ambiente deve essere sicuro e adattabile. Segnali per aiutare i pazienti a orientarsi e porte con allarmi possono aumentare la sicurezza. Orari flessibili e attività fisica sono importanti. Il supporto alla persona che assiste il paziente (caregiver) è fondamentale: spiegare la natura della demenza, come rispondere ai comportamenti violenti e come gestire lo stress può migliorare notevolmente l'assistenza. I caregiver devono essere indirizzati verso servizi di supporto e monitorati per la depressione.
Uso di Farmaci
I farmaci che migliorano la cognitività possono aiutare anche con i sintomi comportamentali. Tuttavia, i farmaci che agiscono prevalentemente sul comportamento (come gli antipsicotici) dovrebbero essere usati solo se altri approcci sono inefficaci e per garantire la sicurezza. La scelta di un farmaco deve considerare la sua tossicità relativa e gli effetti collaterali. Gli antidepressivi sono indicati per i pazienti con chiari segni di depressione. Gli antipsicotici, se usati, devono essere a basso dosaggio e per breve periodo, monitorando attentamente gli effetti collaterali, specialmente negli anziani, dove possono aumentare il rischio di ictus e morte. Gli anticonvulsivanti possono essere utili per controllare l'aggressività, mentre i sedativi sono raccomandati solo per un uso a breve termine.

Punti Chiave nella Gestione
Le alterazioni comportamentali rappresentano un motivo frequente per l'istituzionalizzazione. Il comportamento si deteriora spesso quando i pazienti vengono spostati dal loro ambiente domestico. Disturbi comportamentali possono essere innescati da problemi fisici non comunicabili. È essenziale valutare dettagliatamente i disturbi comportamentali e riconoscere i segni di depressione o comportamento psicotico. L'approccio migliore è sempre quello di privilegiare misure ambientali e di supporto, evitando l'uso di farmaci ove possibile.
La demenza è una sfida complessa, ma attraverso una migliore comprensione dei suoi sintomi, un approccio empatico e l'adozione di strategie di gestione adeguate, è possibile migliorare significativamente la qualità della vita sia dei pazienti che dei loro caregiver. La ricerca continua a fornire nuove prospettive e strumenti per affrontare questa malattia in modo più efficace.
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