Richiesta Conteggio Estintivo Mutuo per Surroga: Guida Completa per Dipendenti Pubblici
La possibilità di poter accorciare la durata del mutuo, oppure di ridurre l’importo delle rate abbattendo il ‘monte capitale’ è contemplata dagli stessi contratti. Si tratta di un diritto che può essere esercitato dal mutuatario sia in modo parziale che totale ma che presuppone il possesso di due cose e cioè: il conteggio estintivo del mutuo e la logica disponibilità dei fondi necessari per poter realizzare uno dei due obiettivi suddetti. Il conteggio estintivo del mutuo è un documento fondamentale, soprattutto quando si considera l'opzione della surroga, ovvero il trasferimento del proprio finanziamento da una banca a un'altra, o nel caso specifico dei dipendenti pubblici, verso l'INPS (ex INPDAP), per beneficiare di condizioni più vantaggiose.
Il Conteggio Estintivo del Mutuo: Cos'è e Come Funziona
Il documento del conteggio estintivo riporta il capitale residuo che è ancora da restituire alla banca, l’applicazione dell’eventuale penale di estinzione, e quindi il calcolo totale della somma da restituire alla banca per poter considerare il finanziamento concluso (nel caso in cui si voglia procedere all’estinzione totale). Nel caso dell’estinzione parziale, si dovrà richiedere il ricalcolo del piano di ammortamento, che sarà diverso a seconda che si scelga la riduzione della durata ed il mantenimento dello stesso importo della rata, oppure la riduzione di quest’ultima lasciando invariata la durata del rimborso.
La banca usa dei programmi, per effettuare il calcolo estintivo, praticamente uguali ai tool che si trovano gratis online atti a fare delle simulazioni indipendenti sull’importo di mutuo ancora da restituire (ed il relativo risparmio di interessi che si riesce ad ottenere). Ciò nonostante gli istituti di credito pongono alcune limitazioni legate ad esempio alla tempistica di riferimento (soprattutto nel caso del mutuo a tasso variabile), spingendo verso delle date piuttosto che altre.
La tempistica per ottenere il documento ufficiale, da presentare ad un’altra banca per procedere con il mutuo di surroga o per sostituire il mutuo precedente, varia da qualche giorno ad una settimana. Ogni banca segue dei criteri propri, per cui bisogna attenersi alle indicazioni specifiche normalmente indicate all’interno dello stesso contratto.

La Surroga del Mutuo ex INPDAP: Un'Opportunità per i Dipendenti Pubblici
Qualche difficoltà in più si può incontrare nel caso di mutui erogati non dagli istituti di credito, ma da fondi particolari come nel caso di Inpdap, dove sono gli stessi referenti territoriali, atti all’erogazione, che si occupano anche delle fasi di estinzione. Tuttavia, è importante sottolineare che la possibilità di rinegoziare il proprio mutuo tramite la surroga è estesa anche ai dipendenti pubblici che avevano precedentemente contratto finanziamenti con l'ex INPDAP.
In un contesto economico instabile come quello odierno, l’opzione di rinegoziare il mutuo tramite la surroga non è da mai scartare. Potrà sembrarti strano, ma questo può valere anche rispetto al mutuo per i dipendenti pubblici. È infatti possibile surrogare e rinegoziare i mutui ex INPDAP, proprio come tutti gli altri mutui, e in entrambe le direzioni: sia verso una banca privata che verso l'INPS stesso.
Come Funziona la Surroga da Banca a ex INPDAP
Per poter ottenere la surroga da una banca a un mutuo INPDAP, bisogna disporre di tutti i requisiti richiesti normalmente dall'ente per usufruire del mutuo per dipendenti pubblici. Dopodiché, se il mutuo ex INPDAP conviene più di quello con la banca, bisogna innanzitutto presentare la domanda di surroga all'INPS compilando gli appositi moduli e i documenti richiesti.
Questa procedura non prevede costi a carico del richiedente, dato che sono state rimosse l'imposta di registro, l'imposta di bollo, le imposte ipotecarie e catastali e le tasse sulle concessioni governative. Inoltre, sempre stando al Regolamento INPS sul mutuo ex INPDAP, al debitore non possono essere imposte spese o commissioni per la concessione del nuovo mutuo, per l'istruttoria e per gli accertamenti catastali.
La surroga al mutuo ex INPDAP può richiedere vari giorni, durante i quali, una volta sottoscritta la portabilità, il notaio dovrà informare il direttore della sede INPS della modifica del nuovo contratto entro 3 giorni dalla sottoscrizione tramite PEC. Dopodiché il notaio può inviare ad INPS tutti i documenti che attestano l’avvenuta surroga mutuo ex INPDAP entro 30 giorni. Dopo che la surroga è stata accettata, e il contratto viene regolarmente perfezionato, l’accensione del mutuo INPS può ritenersi completata.

Surroga del Mutuo ex INPDAP a una Banca Privata
Per quanto possa sembrare strano, si può presentare anche la casistica della surroga del mutuo ex INPDAP a un finanziamento da un’altra banca. Ovviamente questa scelta implica la rinuncia alle agevolazioni previste per i dipendenti pubblici, ma può capitare che alcune banche offrano condizioni contrattuali più vantaggiose di quelle proposte da INPS. Infatti, surrogare un mutuo agevolato ex INPDAP significa poter rinegoziare i costi e la rata cambiando istituto di credito, con cui contrattare le nuove condizioni relative ai tassi di interesse e alla durata del mutuo. Anche in questo caso la procedura non prevede spese da parte del richiedente, che deve solo presentare la domanda senza dover pagare alcuna imposta.
Rinegoziare il Mutuo ex INPDAP: Opzioni e Condizioni
La surroga del mutuo consente, di fatto, la rinegoziazione del mutuo, ovvero di modificare uno o più elementi del contratto originario. È importante specificare che la rinegoziazione del mutuo può essere svolta anche con la stessa INPS o con la propria banca, ovvero senza richiedere la surroga, ma non è detto che queste siano disponibili a farlo.
Per quanto riguarda la rinegoziazione del tasso di interesse (Articolo 7, comma 4, del Regolamento), chi ha un mutuo INPS può decidere di passare dal tasso fisso al tasso variabile o viceversa solamente una volta per tutta la durata del contratto di mutuo e può farlo soltanto dopo almeno due anni dall'inizio del contratto. Oltre a ciò, i mutuatari che non sono in ritardo con i pagamenti delle rate, possono rinegoziare - sempre una sola volta - la riduzione del tasso di interesse inizialmente pattuito e la riduzione o il prolungamento della durata del contratto.
Le altre condizioni per poter rinegoziare il mutuo ex INPDAP sono soltanto gravi condizioni di salute del mutuatario o del coniuge, la morte di uno dei due, la perdita del lavoro involontaria del mutuatario o del coniuge o altri eventi del tutto eccezionali e possibili da dimostrare secondo i termini di Regolamento INPS.
Per prima cosa bisogna presentare espressamente domanda all'ente per via telematica, scrivendo al direttore della sede INPS di riferimento per la zona in cui si trova la casa oggetto del mutuo. Il direttore ha poi a disposizione 30 giorni dalla presentazione della domanda per accoglierla o rifiutarla, dopodiché, se la domanda viene accettata, conterrà le modalità della negoziazione e la data di decorrenza, altrimenti il mutuatario può fare ricorso al direttore regionale entro 15 giorni dal rifiuto.
Guida rinegoziazione Mutuo Inps - Risposta alla domanda
Il Mutuo Agevolato INPS per Dipendenti Pubblici: Caratteristiche e Requisiti
La categoria dei dipendenti pubblici è sempre stata agevolata nell’ottenimento di un mutuo. Grazie alla solvibilità del datore di lavoro, cioè lo Stato, il rischio è decisamente più basso rispetto ai dipendenti di altre aziende. In passato, i dipendenti pubblici potevano rivolgersi all’Inpdap per ottenere un mutuo. Dal 2011, con la fusione dell’Inpdap nell’INPS, questi mutui sono stati trasferiti all’INPS, mantenendo le stesse condizioni vantaggiose per progetti a lungo termine, come l’acquisto di una casa o la ristrutturazione.
Per poter richiedere un mutuo all’INPS è necessario essere iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Si tratta di un fondo creato appositamente per i dipendenti pubblici, al quale i lavoratori possono aderire attraverso una quota contributiva trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione. Il fondo esisteva già al tempo dell’Inpdap e tutti coloro che vi erano iscritti sono stati automaticamente trasferiti quando l’Inpdap ha cessato di esistere. Per poter accedere ai mutui agevolati INPS, è necessario che il lavoratore sia iscritto al fondo di Gestione Unitaria da almeno un anno. Possono accedere a questo tipo di mutui anche i pensionati; non possono, invece, accedervi coloro che non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
I mutui agevolati INPS prevedono un classico ammortamento alla francese, quindi con rate costanti nel tempo. Le rate sono trimestrali e posticipate. Dal 2017 i tassi di interesse tengono conto sia del tempo che del Loan-To-Value (LTV). La scadenza prevista per il mutuo agevolato per dipendenti pubblici può essere di 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Esistono, però, dei limiti d’età: chi ha già compiuto 65 anni al momento della richiesta, ad esempio, potrà contrarre un mutuo della durata massima di 15 anni.
Questo tipo di mutuo viene concesso principalmente per l’acquisto di un immobile a chi non è già proprietario di nessuna casa sul territorio nazionale. Anche nel caso di mutui più lunghi gli interessi rimangono molto bassi. Non solo, ma come sappiamo è molto difficile ottenere un mutuo pari al 100% del valore dell’immobile se ci si rivolge ad una banca tradizionale. Vista la garanzia offerta da un contratto di lavoro pubblico a tempo indeterminato, anche presso le banche private si possono ottenere ottimi tassi di interesse.
Come Richiedere il Mutuo INPS
Per richiedere il mutuo agevolato INPS, i dipendenti pubblici e i pensionati possono utilizzare una procedura completamente digitale disponibile sul sito dell’INPS, che permette di completare l’intero processo comodamente da casa. Le domande possono essere presentate dal 15 gennaio (dal 15 febbraio per l’anno 2024) al 30 novembre di ogni anno. Per accedere al servizio occorre essere in possesso di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Surroga Mutuo INPS: Procedura e Finalità
La surroga del mutuo INPS consente di trasferire un mutuo esistente da un’altra banca all’INPS, beneficiando delle condizioni agevolate offerte dall’ente. Possono approfittare di questa opportunità i dipendenti e pensionati pubblici e statali iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Il passaggio avviene senza alcuna spesa e permette di approfittare di tassi di interesse più vantaggiosi e condizioni flessibili.
Per poter utilizzare la surroga INPS per il proprio mutuo bisogna avere gli stessi requisiti soggettivi necessari nel caso di richiesta per acquisto o ristrutturazione. Oltre agli aspetti appena indicati vanno considerate le limitazioni dovute all’importo da surrogare, in quanto la somma massima non potrà essere superiore ai 300 mila euro, e comunque non può eccedere il capitale residuo da rimborsare. Questo viene evidenziato nell’articolo 5 del “Regolamento per l’erogazione di mutui ipotecari” in vigore dal 1° gennaio 2024.
Anche nel caso della surroga la domanda dovrà necessariamente essere presentata per via telematica, attraverso il portale dell’INPS, dal 15 gennaio al 15 dicembre di ogni anno. Il tutto dovrà essere svolto dalla propria Area Personale, accedendo con credenziali SPID, CIE o CNS. Normalmente entro 5 giorni dalla chiusura della finestra temporale il Direttore provinciale comunica se le domande sono procedibili oppure no. Poi si hanno 30 giorni di tempo per presentare ufficialmente i documenti necessari specificati nell’allegato del modulo di domanda o richiesti successivamente tramite la casella di posta elettronica. La presentazione delle domande di surroga segue gli stessi criteri, anche per la compilazione dell’apposita graduatoria, prevista per le altre finalità.
Per comprendere a monte la reale convenienza della surroga INPS è possibile utilizzare il simulatore presente sul sito ufficiale dell’ente nazionale.

Estinzione Anticipata del Mutuo ex INPDAP
Ogni mutuo erogato dall’ente ha un termine per l’estinzione che può variare in base all’età del soggetto richiedente o al numero di rate previste dal contratto. Il contraente può in qualsiasi momento beneficiare dell’estinzione anticipata senza il pagamento di nessuna sanzione pecuniaria. Nel contratto di mutuo ex Inpdap all’articolo 23 vengono specificate le regole per richiedere ed ottenere l’estinzione anticipata. Se si richiede la risoluzione del contratto di mutuo, l’istituto creditizio che ha erogato il prestito non potrà più richiedere gli interessi per la durata originaria del prestito. Per concludere la procedura e poter richiedere l’estinzione anticipata bisogna compilare il modulo presente sulla pagina (Domanda anticipata estinzione) e attendere una risposta dall’ente.
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