Comunicazione e Denuncia di Infortunio INAIL: Nuove Coperture e Procedure

L'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) ha introdotto aggiornamenti significativi riguardanti la comunicazione e la denuncia di infortuni e malattie professionali, ampliando la platea dei beneficiari e rivedendo la modulistica online. Queste novità mirano a semplificare le procedure e a garantire una maggiore tutela a categorie di lavoratori precedentemente meno coperte o escluse da specifiche forme di assicurazione.

Estensione delle Coperture INAIL a Nuove Categorie di Lavoratori

A partire dal 2 febbraio, l'INAIL ha reso disponibili online aggiornamenti ai propri servizi, con un focus particolare sull'estensione della denuncia d'infortunio a nuove categorie di lavoratori. Tra queste spiccano i rider, coloro che svolgono consegne a domicilio, per i quali la copertura assicurativa è valida sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi, con decorrenza dal 1° febbraio 2021 per questi ultimi.

Un'altra categoria inclusa è quella degli assicurati Puc, acronimo di "Progetti Utili alla Collettività". Si tratta dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza impiegati in attività a beneficio della collettività. Questi lavoratori beneficiano della copertura assicurativa contro gli infortuni dal 1° gennaio 2020.

I lavoratori agili, meglio conosciuti come lavoratori in smart working, che operano senza vincoli orari e spaziali, organizzando il proprio lavoro per fasi, cicli e obiettivi, sono coperti dall'assicurazione INAIL solo se dipendenti.

Infine, gli studenti impegnati in attività di alternanza scuola-lavoro godono di una copertura assicurativa specifica dal 16 luglio 2015, attraverso la cosiddetta "polizza speciale scuole".

Copertina INAIL per rider e studenti

Modulistica INAIL Aggiornata per Denuncia e Comunicazione d'Infortunio

Le novità introdotte hanno comportato un restyling della modulistica utilizzata per la comunicazione e la denuncia di infortuni sul lavoro o malattie professionali. Il modello per la comunicazione/denuncia d'infortunio è stato aggiornato per poter essere utilizzato anche dalle nuove categorie di lavoratori sopra menzionate.

Dal 3 febbraio 2021, in caso di infortunio o malattia professionale, è possibile inserire, durante la compilazione degli applicativi online (Comunicazione e Denuncia - Comunicazione di infortunio, Denunce di malattia professionale e di silicosi/asbestosi) o nel file da inviare, i riferimenti specifici a queste categorie: rider, beneficiario reddito di cittadinanza (RdC) in attività nell'ambito dei Progetti utili alla collettività (polizza Assicurati Puc), lavoratore agile, studente impegnato in attività di alternanza scuola-lavoro.

L'accesso ai servizi del portale INAIL per procedere alla denuncia o alla comunicazione dell'infortunio o della malattia professionale avviene tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). È importante notare che dal 28 febbraio 2021, l'INAIL non rilascerà più nuove credenziali, e dal 1° ottobre 2021, l'accesso ai servizi online sarà possibile esclusivamente tramite i dispositivi sopra indicati.

Tempistiche e Obblighi per la Denuncia di Infortunio

È fondamentale ricordare le tempistiche e gli obblighi relativi alla denuncia di infortunio. Il datore di lavoro è tenuto a comunicare all'INAIL qualsiasi infortunio sul lavoro occorso ai propri dipendenti o lavoratori assimilati, qualora la prognosi di guarigione sia di almeno un giorno e fino a un massimo di tre, escluso il giorno dell'evento.

Diagramma di flusso per la denuncia di infortunio INAIL

In caso di infortunio sul lavoro di lavoratori dipendenti o assimilati soggetti all'obbligo assicurativo, il datore di lavoro è tenuto a inviare all'INAIL la denuncia di infortunio. In particolare, il datore di lavoro ha l'obbligo di:

  • Inoltrare la denuncia INAIL entro 2 giorni dal ricevimento del certificato medico.
  • Allegare copia del certificato medico qualora provveda alla denuncia tramite compilazione del modulo cartaceo.

La mancata, tardiva, inesatta oppure incompleta denuncia è soggetta all'applicazione di una sanzione amministrativa.

Il Modello "Mod. 4 bis Prest" e le Sue Novità

Già nel 2015, l'INAIL aveva pubblicato il nuovo modello "Mod. 4 bis Prest" con le relative istruzioni per la compilazione del modello di denuncia infortunio. Le novità introdotte in quella fase riguardavano specifiche sezioni:

  • Sezione Lavoratore: erano stati inseriti nuovi campi per la comunicazione dei dati relativi ai contratti a tempo parziale (part-time).
  • Sezione Datore di Lavoro: era stata aggiunta la modalità "vaglia postale" per il rimborso delle indennità di inabilità temporanea assoluta al datore di lavoro ai sensi dell'art. 70 D.P.R. n. 1124/1965.

Questi aggiornamenti, sebbene datati, rappresentano un precedente importante nell'evoluzione della modulistica e delle procedure di denuncia.

Ricorso contro il Diniego INAIL: Procedure e Diritti del Lavoratore

Cosa succede quando l'INAIL nega il riconoscimento di un infortunio sul lavoro o la risposta fornita non soddisfa il lavoratore? È importante sapere che esistono precise procedure per far valere i propri diritti. Il primo passo fondamentale è comprendere le ragioni del diniego. L'INAIL dispone di un termine di 150 giorni per rispondere al ricorso presentato dal lavoratore. Questa tempistica è pensata per evitare che il lavoratore sia costretto ad adire le vie legali prematuramente, unicamente per scongiurare la prescrizione del diritto.

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Ipotesi di Disconoscimento dell'Evento da Parte dell'INAIL

Qualificare un incidente come infortunio sul lavoro tutelato dall'INAIL non è sempre immediato. In alcuni casi, a seguito di un'attenta istruttoria, l'INAIL può notificare un provvedimento di diniego, ritenendo l'evento non indennizzabile. Questo può accadere per diverse ragioni:

  • Mancanza dei requisiti soggettivi: Il lavoratore infortunato potrebbe non possedere i requisiti previsti dalla legge per l'assicurazione INAIL. Ad esempio, un lavoratore autonomo (salvo specifiche eccezioni) non è generalmente coperto dall'assicurazione INAIL, che tutela principalmente i lavoratori subordinati.
  • Insussistenza dei requisiti per l'indennizzo dell'evento: L'evento stesso potrebbe non soddisfare i criteri per essere considerato indennizzabile. Questo può includere:
    • Danni fisici lievi: L'infortunio ha provocato un'inabilità al lavoro di durata inferiore a quattro giorni.
    • Assenza della causa violenta: Mancanza di un evento traumatico specifico.
    • Assenza dell'occasione di lavoro: L'incidente non è correlato all'attività lavorativa svolta dal lavoratore.
    • Simulazione o accentuazione dell'evento: Il lavoratore ha simulato l'evento o ne ha esagerato le conseguenze.
    • Utilizzo del mezzo privato in itinere: In caso di infortunio in itinere (durante il tragitto casa-lavoro o viceversa), l'INAIL potrebbe contestare l'utilizzo del mezzo privato se ritenuto non giustificato, specialmente in presenza di mezzi pubblici efficienti e facilmente utilizzabili, considerati più sicuri.

In quest'ultimo scenario, il lavoratore potrebbe ricevere una comunicazione dall'INAIL che preannuncia la trasmissione del caso all'INPS, affinché venga trattato come malattia comune, ritenendolo di dubbia competenza INAIL. Esiste una convenzione tra INAIL e INPS che disciplina il coordinamento delle competenze, prevedendo che le prestazioni vengano erogate provvisoriamente dall'ente inizialmente adito, nel periodo necessario ad accertare la competenza definitiva.

È importante sottolineare che il disconoscimento delle prestazioni INAIL non rientra nei casi di infortunio avvenuto nell'ambito di un rapporto di lavoro irregolare ("in nero") o nel caso in cui il datore di lavoro sia inadempiente ai versamenti dei premi assicurativi. Queste circostanze, infatti, non inficiano il diritto del lavoratore al riconoscimento dell'indennizzo da parte dell'INAIL.

Conseguenze del Disconoscimento INAIL per il Lavoratore

Quando l'INAIL disconosce un infortunio, l'evento viene declassato a malattia comune, con conseguente gestione da parte dell'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), una tipologia diversa dalla malattia professionale di competenza INAIL.

Nonostante questo declassamento, il lavoratore che risulta inabile al lavoro non rimane privo di tutele. L'evento, se gestito come malattia comune, attiva forme alternative di tutela sociale a carico dell'INPS o di altri enti previdenziali.

In caso di malattia comune, l'INPS è tenuto per legge a erogare al lavoratore un'indennità giornaliera:

  • Il 50% della retribuzione media giornaliera per i primi venti giorni di malattia.
  • Il 66,6% della retribuzione media giornaliera dal ventunesimo giorno in poi, per un periodo massimo di 180 giorni.

Generalmente, è il datore di lavoro ad anticipare questa prestazione economica per conto dell'INPS, recuperandola poi a conguaglio con i contributi da versare. Qualora il datore di lavoro non corrisponda l'indennità, il lavoratore dovrà rivolgersi direttamente all'INPS.

Va comunque considerato che la normativa garantisce al lavoratore, sia in caso di infortunio che di malattia comune, il mantenimento integrale della retribuzione. La maggior parte dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) prevede infatti l'integrazione salariale a carico del datore di lavoro fino a concorrenza della retribuzione mensile spettante.

Tuttavia, il trattamento diverge significativamente nei casi in cui l'evento provochi postumi invalidanti di natura permanente. Mentre l'INAIL riconosce un indennizzo in conto capitale per il danno biologico (dal 6% al 15%) o una rendita vitalizia (dal 16% in poi), l'INPS non riconosce indennizzi specifici per l'invalidità permanente derivante da malattia comune.

Dal punto di vista degli oneri a carico del lavoratore, nel caso di malattia comune gestita dall'INPS, il lavoratore è soggetto alle fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali di controllo. Al contrario, in caso di infortunio INAIL, l'unico obbligo del lavoratore è quello di sottoporsi ai trattamenti e alle cure prescritte dai medici dell'Istituto.

Infine, è importante ricordare che, a differenza dei periodi di assenza per infortunio INAIL, i periodi di malattia indennizzati dall'INPS sono soggetti al computo ai fini della maturazione del cosiddetto "comporto" (periodo massimo di assenza consentito dal CCNL prima di un possibile licenziamento). Questo vale anche se i periodi di malattia non sono consecutivi. Pertanto, se protratti oltre il termine stabilito dal CCNL di settore (di norma 6 mesi), possono esporre il lavoratore al rischio di licenziamento.

Tabella comparativa: Infortunio INAIL vs Malattia INPS

Opposizione al Disconoscimento dell'Infortunio INAIL

Ai sensi dell'art. 104 del D.P.R. n. 1124/1965 e successive modifiche, il lavoratore ha la facoltà di opporsi al provvedimento di diniego emesso dall'INAIL. Questa opposizione deve essere presentata entro i termini previsti dalla legge, solitamente entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento di diniego, e deve essere corredata da tutta la documentazione necessaria a supportare le proprie ragioni. L'INAIL, a seguito del ricorso, ha a sua volta un termine per pronunciarsi. Qualora il ricorso venga respinto, il lavoratore ha ancora la possibilità di adire le vie legali, presentando un'azione giudiziaria presso il Tribunale competente in materia di lavoro.

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