Figure Professionali nelle RSA del Piemonte: Strategie e Nuove Linee Guida
La Regione Piemonte, riconoscendo le criticità attuali nel settore delle residenze sanitarie assistenziali (RSA) e semi-residenziali, sia sanitarie che socio-sanitarie, ha delineato una serie di strategie e atti amministrativi con l'obiettivo di rafforzare la presenza e l'efficacia delle figure professionali operanti in queste strutture. Queste iniziative, anticipante alle associazioni di categoria entro la fine del 2021, mirano a superare le problematiche emerse negli ultimi mesi, tra cui spicca la "fuga degli infermieri dalle RSA" e la carenza di professionisti sanitari per la sostituzione del personale non vaccinato. La questione della carenza di infermieri, come sottolineato da Fabio Toso, vicepresidente di Uneba, è un problema "strutturale, pluriennale di carenza di infermieri nel Sistema sanitario nazionale".

Nuove Misure per il Personale Infermieristico e Oss
Le principali misure che la Regione Piemonte intende intraprendere prima della fine del 2021 si concentrano su due fronti: l'adozione di nuove linee guida per gli Operatori Socio Sanitari (OSS) e l'implementazione di un nuovo sistema di convenzioni per gli infermieri.
Ampliamento delle Competenze degli OSS
Le nuove linee guida permetteranno agli OSS di coadiuvare gli infermieri nella somministrazione dei farmaci agli ospiti. Questa integrazione mira a ottimizzare l'impiego delle risorse umane, alleggerendo il carico di lavoro degli infermieri e garantendo una maggiore efficienza nella gestione terapeutica dei residenti. Le competenze degli OSS, già definite in un quadro operativo nazionale, si arricchiscono ulteriormente, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nell'assistenza quotidiana.
Le competenze degli Operatori Socio Sanitari, secondo la normativa vigente, includono una vasta gamma di attività. Tra queste, il supporto gestionale, organizzativo e formativo, che prevede l'utilizzo di strumenti informativi per la registrazione dei dati, la collaborazione nella verifica della qualità del servizio, il contributo alla realizzazione e valutazione dei tirocini, la definizione dei propri bisogni di formazione e la partecipazione a corsi di aggiornamento. Inoltre, gli OSS collaborano alla realizzazione di attività semplici anche nei servizi assistenziali non di ricovero.

In base alle proprie competenze e in collaborazione con altre figure professionali, l'OSS è in grado di attuare i piani di lavoro utilizzando metodologie comuni come schede e protocolli. È fondamentale la sua capacità di collaborare con l'utente e la sua famiglia in diverse attività quotidiane: nel governo della casa e dell'ambiente di vita, nell'igiene e nel cambio della biancheria, nella preparazione e/o aiuto all'assunzione dei pasti, nell'effettuazione degli acquisti a domicilio quando necessario, e nella sanificazione e sanitizzazione ambientale. L'OSS si occupa anche della pulizia e manutenzione di arredi e attrezzature, della conservazione degli stessi e del riordino del materiale dopo i pasti. Sa curare il lavaggio, l'asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare, garantendo la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, nonché il trasporto del materiale biologico sanitario e dei campioni per gli esami diagnostici secondo protocolli stabiliti. Svolge attività finalizzate all'igiene personale, al cambio della biancheria, all'espletamento delle funzioni fisiologiche, all'aiuto nella deambulazione, all'uso corretto di presidi, ausili e attrezzature, e all'apprendimento e mantenimento di posture corrette.
Le competenze relative alle conoscenze richieste includono la comprensione delle principali tipologie di utenti e delle problematiche connesse, la conoscenza delle diverse fasi di elaborazione dei progetti di intervento personalizzati, e la capacità di riconoscere le dinamiche relazionali appropriate per rapportarsi all'utente sofferente, disorientato o agitato. L'OSS è in grado di riconoscere le situazioni ambientali e le condizioni dell'utente che richiedono l'attivazione di specifiche competenze tecniche, e conosce le modalità di rilevazione, segnalazione e comunicazione dei problemi generali e specifici relativi all'utente. È informato sulle condizioni di rischio e sulle più comuni sindromi da prolungata immobilizzazione, nonché sui principali interventi semplici di educazione alla salute rivolti agli utenti e ai loro familiari.
Le competenze relazionali dell'OSS sono altrettanto cruciali: sa lavorare in équipe, avvicinandosi e rapportandosi con l'utente e la famiglia in modo partecipativo in tutte le attività quotidiane di assistenza, rispondendo in modo esauriente e stimolando al dialogo. È in grado di interagire, in collaborazione con il personale sanitario, con il malato morente, di coinvolgere le reti informali e di rapportarsi con le strutture sociali, ricreative e culturali del territorio. Sa sollecitare e organizzare momenti di socializzazione, offrendo sostegno alla partecipazione a iniziative culturali e ricreative sia sul territorio che in ambito residenziale. L'OSS partecipa all'accoglimento dell'utente per fornire un'informazione puntuale sui servizi e sulle risorse disponibili e gestisce la propria attività con la dovuta riservatezza ed eticità, trasmettendo i propri contenuti operativi ai tirocinanti.
Un'ulteriore specificazione delle competenze degli OSS è data dalla possibilità, prevista dalla Giunta regionale, di prevedere moduli didattici mirati a tematiche specifiche. Questi moduli possono essere focalizzati sull'utenza (ospedalizzata, anziana, portatrice di handicap, psichiatrica, con dipendenze patologiche, ecc.) o sulla struttura di riferimento (residenza assistita, domicilio, casa di riposo, comunità, ecc.), per un più congruo inserimento nei servizi.
Nuove Convenzioni per Infermieri
Il nuovo sistema di convenzioni permetterà agli infermieri dipendenti delle aziende sanitarie di effettuare, su base volontaria, turni aggiuntivi nelle RSA, anche al di fuori del proprio orario di lavoro. Questa misura, pensata per rispondere alla carenza di personale infermieristico, mira a incentivare la flessibilità e la collaborazione tra il sistema sanitario pubblico e le strutture residenziali. Il monitoraggio mensile di queste convenzioni assicurerà l'omogeneità e l'uso efficace delle risorse previste per ogni singola Azienda Sanitaria Locale (ASL).
Un'analisi della figura dell'infermiere notturno e il suo impatto nelle RSA.
Revisione della Delibera sull'Assistenza Anziani Non Autosufficienti
La Regione Piemonte ha annunciato la revisione dell'attuale delibera n. 45 del 2012 sull'assistenza socio-sanitaria alle persone anziane non autosufficienti. L'obiettivo è quello di approdare, tra le altre cose, a una riduzione delle fasce di assistenza infermieristica, ottimizzando così l'allocazione delle risorse e le modalità di erogazione dei servizi.
La Figura dell'Educatore Professionale
Un aspetto cruciale nell'organico delle RSA è rappresentato dalla figura dell'Educatore Professionale (EP). La sua professionalità è stata oggetto di diverse normative che ne hanno definito e riordinato il ruolo. Le novità introdotte dalla Legge 11 gennaio 2018, n. 3, in particolare l'articolo 5, hanno incluso i preesistenti profili professionali di operatore socio-sanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale nell'area professionale di riferimento.

La Legge 30 dicembre 2018, n. 145, commi da 539 a 540, ha ulteriormente innovato il quadro normativo, stabilendo che i diplomi e gli attestati ottenuti a seguito di corsi regionali o di formazione specifica, iniziati tra il 1997 e il 2000 o conseguiti entro il 2005, sono equipollenti al diploma universitario di educatore professionale socio-sanitario. Questo ai fini dell'esercizio professionale, dell'accesso alla formazione post-base e dell'iscrizione all'albo della professione sanitaria di educatore professionale.
È importante distinguere tra l'Educatore Professionale Socio-Sanitario e l'Educatore Professionale Socio-Pedagogico. Quest'ultima figura, secondo il parere del Cun, richiede una laurea in Scienze dell'educazione e della formazione, sebbene in via transitoria (2018-2020) fosse consentito l'accesso anche a categorie di soggetti senza laurea con il superamento di un corso intensivo di formazione.
Il Decreto Ministeriale 8 ottobre 1998, n. 520, definisce l'educatore professionale come un operatore che attua specifici progetti educativi e riabilitativi nei servizi sociali e sanitari, con obiettivi educativo/relazionali volti allo sviluppo equilibrato della personalità. L'EP lavora in particolare nei servizi alla persona con difficoltà, come persone con problemi psichiatrici, di tossicodipendenze, di disabilità, e minori ed adulti in difficoltà.
La Legge 27 dicembre 2017, n. 205, commi da 594 a 601, ha istituito un sistema a "doppio binario", prevedendo sia la figura dell'Educatore professionale socio-sanitario che quella dell'Educatore professionale socio-pedagogico, entrambe richiedenti specifici diplomi di laurea, con percorsi agevolati per la regolarizzazione di posizioni preesistenti.
Le tabelle allegate alla legislazione regionale possono essere modificate dalla Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, per adattare le qualifiche e le competenze alle esigenze del territorio.
Corsi di Formazione e Qualifiche
La Regione Piemonte programma l'attivazione dei corsi per Operatore Socio Sanitario (OSS) sulla base del fabbisogno annualmente determinato e in relazione alla normativa regionale vigente, come stabilito dalla D.G.R. 30 Dicembre 2009, n. 28-12454, Art. 2.
Corsi per Operatore Socio Sanitario (OSS)
La durata dei corsi per OSS è di 1.000 ore, suddivise in 450 ore di stage. Sono istituiti corsi denominati "moduli facoltativi complementari in assistenza sanitaria dell'operatore socio-sanitario", disciplinati dalla legge regionale 13 aprile 1995, n. 63. Al termine di questi moduli, gli allievi sono sottoposti a una prova teorica e pratica da parte di una commissione di valutazione appositamente designata.
Le aree di competenza degli OSS includono:
- Area tecnico-operativa: comprendente interventi assistenziali rivolti alla persona in rapporto a particolari situazioni di vita e tipologie di utenza; metodologia del lavoro sociale e sanitario; assistenza sociale.
- Area igienico-sanitaria: che include elementi di igiene, disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, igiene dell'ambiente e comfort alberghiero.
Inoltre, gli OSS che hanno conseguito l'attestato di "formazione completare in assistenza sanitaria", oltre a svolgere i compiti del proprio profilo, coadiuvano l'infermiere in tutte le attività assistenziali. Queste includono la somministrazione di terapie per via naturale, l'esecuzione di terapie intramuscolari e sottocutanee, la pratica di bagni terapeutici, impacchi medicati, frizioni e bendaggi, il rilevamento e annotazione della frequenza cardiaca, respiratoria e della temperatura, la pratica di clisteri, la mobilizzazione dei pazienti per la prevenzione delle lesioni da decubito, il riordino, pulizia, disinfezione e sterilizzazione delle apparecchiature sanitarie, la raccolta di escrezioni e secrezioni a scopo diagnostico, la somministrazione di pasti e diete, la preparazione della salma, l'esecuzione di pedicure, la sorveglianza delle fleboclisi, l'esecuzione di tricotomie, medicazioni semplici e il trasporto del materiale biologico ai fini diagnostici.
La Giunta regionale, vista l'ampia possibilità di utilizzo dell'operatore socio sanitario, può prevedere moduli didattici riferiti a tematiche specifiche per un più congruo inserimento nei servizi, mirati sia all'utenza che alla struttura di riferimento.
Tutoraggio e Supporto Formativo
Il profilo dell'OSS include anche la capacità di supportare i tirocinanti, trasmettendo i propri contenuti operativi. Questo aspetto sottolinea l'importanza della formazione continua e del trasferimento di conoscenze all'interno delle strutture.
Contesto Normativo e Emergenziale
Le misure adottate dalla Regione Piemonte si inseriscono in un contesto normativo complesso, influenzato anche dall'emergenza pandemica da Covid-19. La Deliberazione della Giunta Regionale 20 marzo 2020, n. 13, pubblicata nel BUR, fornisce indicazioni inerenti la sostituzione del personale nelle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in contesto emergenziale. Questo atto è stato adottato in virtù di numerosi decreti legge e decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri emanati tra febbraio e marzo 2020, volti a fronteggiare l'emergenza sanitaria.
L'esigenza di intervenire con indicazioni di carattere straordinario è stata valutata per garantire la continuità dell'assistenza nelle strutture territoriali pubbliche e private, nel rispetto delle misure precauzionali di contenimento del rischio e al minor livello di rischio possibile per il personale.
Invecchiamento della Popolazione e Necessità di Servizi Adeguati
L'invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale che impone una riflessione profonda sui servizi socio-sanitari dedicati agli anziani, in particolare a quelli non autosufficienti. Le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) rappresentano una risposta fondamentale a questa esigenza, offrendo un contesto protetto e professionalmente assistito per coloro che non possono più essere autonomi nella gestione della propria quotidianità.
La revisione della delibera regionale sull'assistenza agli anziani non autosufficienti, menzionata in precedenza, è un passo cruciale per adeguare i servizi alle mutate esigenze della popolazione anziana e alle risorse disponibili. La definizione di tariffe applicate in maniera uguale su tutto il territorio regionale, stabilite dalla D.G.R., mira a garantire equità nell'accesso ai servizi. Allo stesso modo, i Centri Diurni per persone affette da demenza beneficiano di specifiche disposizioni tariffarie.
La Sfida della Sostenibilità dei Servizi
La sostenibilità economica e organizzativa delle RSA è una sfida costante. La definizione di tariffe, la gestione dei servizi aggiuntivi e la partecipazione alla quota sociale da parte dell'anziano (attualmente al 50%) sono elementi che contribuiscono a definire il quadro economico. La regione, attraverso atti amministrativi come la D.G.R. 85-6287 del 02/08/2013, interviene per normare questi aspetti, anche sospendendo temporaneamente alcune disposizioni per rispondere a specifiche esigenze.
Il sistema di valutazione sanitaria e sociale, che entro 90 giorni dalla richiesta vede l'UVG eseguire la valutazione utilizzando la "Cartella geriatrica" e definire la non autosufficienza e il Progetto Individuale concordato con l'interessato e la sua famiglia, è un passaggio fondamentale per garantire un'assistenza personalizzata e adeguata alle reali necessità degli ospiti.
La Regione Piemonte, attraverso queste strategie e l'adeguamento normativo, si impegna a rafforzare il sistema delle RSA, affrontando le criticità attuali e proiettandosi verso un futuro in cui l'assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti sia garantita con elevati standard di qualità e professionalità.
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