RSA: La Lunga Battaglia per il Diritto di Visita e la Dignità degli Ospiti

Le Residenze Sanitarie Assistite (RSA) in Italia sono al centro di un acceso dibattito che vede contrapposti i direttori sanitari, le regioni e i familiari degli oltre 500.000 ospiti che vi risiedono. Al centro della controversia, l'applicazione di una legge dello Stato e della sua circolare attuativa, che garantisce il diritto dei familiari di visitare i propri cari. Nonostante le disposizioni normative, molte strutture continuano a imporre restrizioni severe, limitando drasticamente il contatto umano e affettivo, e generando un profondo disagio e sofferenza tra gli ospiti e i loro congiunti.

Persone anziane che si guardano attraverso un vetro

L'Intrepido Atto Insurrezionale dei Direttori Sanitari

In questi giorni, oltre alle preoccupazioni legate al Covid-19 e al caldo torrido, un fenomeno dilagante all'interno delle RSA italiane è rappresentato dall'"intrepido atto insurrezionale dei Direttori Sanitari delle stesse". Questo comportamento, caratterizzato dalla "complice indifferenza delle Regioni", si manifesta nel rifiuto di applicare una legge dello Stato e la sua circolare attuativa. La lettera inviata dal comitato Orsan (Open RSA Now) al presidente della Conferenza delle Regioni, Fedriga, e a tutti i presidenti regionali, denuncia questa situazione di stallo e di mancata applicazione normativa. Il presidente del comitato, Dario Francolini, un imprenditore monzese di 55 anni, padre di due figli e da sempre attento al volontariato, vive in prima persona questo dramma da quasi due anni, non potendo più mangiare con sua madre, ospite in una RSA della Brianza.

Storie di Soprusi e Decisioni Illogiche

La denuncia del comitato Orsan non si limita a un singolo caso, ma fa riferimento a "centinaia di storie di soprusi, vessazioni, decisioni illogiche e incomprensibili" nei confronti degli oltre 500.000 "ospiti" delle circa 4.500-7.000 RSA italiane. Il numero esatto, l'ubicazione e la proprietà di queste strutture rimangono, infatti, sconosciuti. In particolare, viene stigmatizzato "l’atteggiamento di chiusura totale verso le visite dei familiari nelle RSA".

La Legge Ignorata e la Circolare Attuativa Disattesa

Sebbene l'ordinanza del Ministro della Salute, oggi convertita in legge, abbia riaperto le porte alle visite dei familiari, la sua attuazione da parte di Regioni, ATS, RSA e RSD è stata disattesa. Una circolare chiarificatrice e attuativa, emessa il 30 luglio, non ha sortito gli effetti sperati. Francolino sottolinea come molti dei funzionari preposti a decidere su entrate e uscite non siano stati scelti sulla base di criteri attitudinali che valutassero empatia, problem solving e leadership. Al contrario, l'unico requisito richiesto a questi "sedicenti notai" sembra essere la capacità di "applicare alla lettera centinaia di check list, frutto della burocrazia medio-risorgimentale che attanaglia l’Italia e che l’Europa ci esorta ad abbandonare".

Ufficio con pile di documenti e timbri

Un Atto di Sedizione verso il Sistema?

Francolino definisce "paradossale" che direttori sanitari di RSA e Aziende Territoriali Sanitarie Locali, con il "silenzio assenso dei governatori e dei loro assessori alla Salute", compiano "per la prima volta un atto di sedizione nei confronti del sistema". L'"alibi" utilizzato da questi "capitani coraggiosi" è la protezione dei soggetti fragili dall'aumento dei contagi, in particolare a causa della variante Delta. Tuttavia, i fatti smentirebbero questa giustificazione: nonostante la presenza di operatori sanitari positivi (il vero problema di molte RSA), tutti gli ospiti, "svolti da quarantene allucinanti", sono risultati negativi.

La Richiesta di un Confronto Urgente

La richiesta del comitato Orsan è chiara: "la gestione delle RSA passi in capo ad organi di controllo in grado di ‘domare’ gli insorti". Francolino lancia un "richiamo democratico", affermando che "nessuno in democrazia è al di sopra della legge" e che questo principio fa parte del "nostro patto costituente". Viene lanciato un appello urgente al Ministro Speranza, al Presidente della CEI e a tutte le congregazioni religiose presenti in Italia per un confronto sulla gravità della situazione.

Il Caos Normativo e la Semplice Soluzione

"È il caos - spiega Dario Francolino - ogni Regione e ogni RSA in mancanza dell’ordinanza nazionale del Ministero della Salute procede in autonomia". Francolino si interroga su quanto tempo sia necessario per scrivere un'ordinanza che contenga una sola norma: "in RSA e nelle RSD si può entrare da subito con l’esito, negativo, di un tampone rapido naso-faringeo o facendolo direttamente in struttura". Egli esorta il Ministro Speranza a promulgare tale testo "entro oggi pomeriggio", sottolineando il paradosso di poter vedere sua madre solo attraverso un telo di plastica, mentre RSA adiacenti permettono l'accesso ai familiari previa esecuzione di un tampone rapido.

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La Manifestazione del 9 Maggio: 9 Rose Rosse per la Dignità

In occasione della Festa della Mamma, il 9 maggio, i familiari hanno annunciato una manifestazione silenziosa, pacifica e dolorosa davanti ai cancelli delle RSA e RSD italiane. Armati di 9 rose rosse e muniti di un tampone antigenico negativo, i partecipanti intendono presentarsi per far valere il proprio diritto alla visita. In caso di diniego, hanno dichiarato che si recheranno direttamente presso le Forze dell'Ordine per sporgere denuncia per sequestro di persona.

La "Nazione RSA": Un Mondo a Parte

Dario Francolino descrive la situazione attuale nelle RSA come "dormiente", con un "implicito senso di accettazione da parte dei nostri familiari sull’irreversibilità dei cambiamenti determinati dalla pandemia". Questo contrasta con la tendenza generale a rimuovere le restrizioni post-pandemia, visibile in autobus affollati e persone senza mascherine. Nelle RSA, invece, "siamo in un’altra nazione, la ‘nazione RSA’, che ha le sue regole e i suoi codici e che in questo momento, di fatto, non ha modificato quasi nulla per quanto riguarda le restrizioni che permangono nell’accesso nelle strutture".

La Mancanza di Privacy e l'Intimità Violata

Un aspetto particolarmente critico sollevato da Francolino riguarda la visita all'interno delle camere dei propri cari. Da due anni e mezzo, "non esiste un momento di privacy tra il familiare, un visitatore, un volontario e il proprio caro ricoverato, perché gli incontri si possono svolgere sempre all’interno degli spazi comuni". Questa situazione non solo impedisce il rispetto della privacy, ma inibisce ogni forma di espressione spontanea, dal pianto al riso. Inoltre, l'impossibilità di entrare nella camera impedisce di verificare direttamente lo stato dei vestiti o la necessità di altri beni per il proprio caro.

La "Disubbidienza Bianca" e le Reprimende

Di fronte a queste restrizioni, molti familiari si trovano a compiere atti di "disubbidienza bianca", come nascondersi dietro un albero per mangiare un cioccolatino, o abbassare la mascherina per far gustare una caramella ai propri genitori. Queste azioni, dettate dal bisogno di umanità, vengono spesso punite con "reprimende" e "punizioni", in un meccanismo che Francolino definisce "scolastico" e "ridicolo".

Il Tema dei Bambini e la Distanza dalla Realtà

Un altro punto dolente riguarda l'accesso dei bambini nelle RSA. Molte strutture raccomandano di non far entrare i minori di 12 anni, o addirittura di 18. Questo crea una "distanza tra quelli che saranno i messaggi, anche ai livelli più alti, a stare vicino ai nostri anziani e la realtà". La situazione viene definita una "farsa", soprattutto considerando che la mortalità in RSA per Covid-19 è praticamente azzerata grazie alla vaccinazione.

La Sordità delle Strutture e l'Appello al Coraggio

Francolino descrive il mondo delle RSA come "estremamente difficile, variegato e sordo alle istanze dei familiari". Ai gestori chiede "più coraggio", sottolineando che finora la tolleranza dei familiari è stata dettata dal "senso del dovere e del bene comune". La differenza tra il "prima" e il "dopo" la pandemia è netta, eppure molte persone non hanno più conosciuto il "prima".

L'Appello a Letizia Moratti e la Vigilanza Regionale

Il comitato Orsan si è rivolto anche al vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, Assessore alla Sanità, chiedendo di "vigilare sulle finte riaperture" e di imporre alle strutture la rimozione di "anacronistici e illegittimi ostacoli". L'obiettivo è rendere "concreto il diritto di visita e ripristinare ove possibile rapporti umani e affettivi degni di questo nome", mobilitando gli organi di controllo regionali e avvalendosi anche dei NAS.

L'Obbligo del Green Pass e la Speranza nel Nuovo Governo

Con la scadenza dell'obbligo delle mascherine negli ospedali e RSA prevista per il 31 ottobre, Dario Francolino, a nome del comitato Orsan, si è rivolto al nuovo governo guidato da Giorgia Meloni, chiedendo che l'ordinanza sulle mascherine non venga rinnovata. La richiesta principale rimane quella di poter rientrare nelle stanze degli anziani, abbandonando la necessità di "nascondersi" e permettendo ai propri cari di "vivere" senza essere "sequestrati".

Le Norme Aggirate e le "Chiusure al Pubblico"

Le norme approvate in Parlamento non sono state sufficienti a garantire un cambiamento concreto, essendo state "facilmente aggirate da postille che rimettevano le chiavi delle RSA saldamente nelle mani dei direttori sanitari". Di conseguenza, le strutture sono rimaste di fatto "chiuse al pubblico da due anni pieni", con eccezioni limitate ai casi di persone in fin di vita e con riaperture che hanno riguardato solo spazi comuni come giardini o ingressi trasformati in "parlatori".

Lo "Sciopero delle Rette" per un Diritto Umano Fondamentale

Il Comitato Orsan ha indetto uno "sciopero delle rette", con la sospensione dei pagamenti automatici e il blocco del saldo per le RSA che non abbiano ripristinato le visite ai parenti. L'obiettivo è "unire le nostre forze e lavorare come fossimo una persona sola" per richiamare alla responsabilità i vertici delle RSA. La richiesta è quella di incontrare i direttori e lavorare per "vere riaperture".

La Memoria Corta della Società e la Forza dei Legami Affettivi

Le storie di Dario Francolino, Antonio Burattini e Desiree Pantaleoni, raccolte in occasione della Festa della Mamma, offrono una percezione della sofferenza legata all'impossibilità di un contatto fisico e affettivo con i propri cari. La distanza è stata "devastante", e i mezzi alternativi come videochiamate, pareti di plexiglass o interfoni sono serviti, ma non hanno potuto sostituire "braccia che stringono corpi", "carezza", "contatto di una fronte" o "sussurro all'orecchio". La malattia, come nel caso della madre di Francolino affetta da Alzheimer, amplifica la difficoltà di comprendere la separazione, accentuando il senso di abbandono.

La Necessità di Umanità e il Riconoscimento della Dignità

La battaglia per il diritto di visita nelle RSA si fonda sulla necessità di "umanità" e sul riconoscimento della dignità delle persone anziane. Il virus ha "devastato il senso di ogni umanità", e i cari ospiti delle strutture necessitano "dei rapporti famigliari", che sono la loro "cura". La responsabilità è di un governo che non si assume le proprie responsabilità, mentre chi gestisce le strutture si tutela chiudendosi. Un mondo che non rispetta gli anziani e la famiglia, secondo Francolino, "non ha futuro".

L'Appello Finale per il Ritorno alla Normalità

La situazione attuale nelle RSA è insostenibile. Il desiderio dei familiari è quello di poter tornare a incontrare i propri cari direttamente nelle loro stanze, "faccia a faccia, nell’intimità della loro camera, senza altri intorno". Si invoca la fine di un "calvario che sta gettando molti famigliari di ospiti delle RSA nella più cupa disperazione", e si auspica che le strutture possano finalmente riaprire le loro porte "bene come prima", ripristinando quel legame umano e affettivo che è fondamentale per il benessere degli anziani e la serenità dei loro familiari.

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