Custodi Scolastici: Tra Obblighi di Vigilanza, Alloggi Occupati e Nuove Regolamentazioni

La figura del custode scolastico, un tempo pilastro della sicurezza e della gestione degli istituti, si trova oggi al centro di complesse questioni giuridiche e sociali. Dagli obblighi di vigilanza che gravano sulle istituzioni scolastiche, sanciti dalla giurisprudenza, alla spinosa problematica degli alloggi un tempo assegnati a questi lavoratori e oggi spesso occupati abusivamente, il quadro è variegato e in continua evoluzione. La sentenza della Corte di cassazione numero 3695/2016 ha chiarito che l'obbligo di vigilanza della scuola si estende a tutte le manifestazioni della prestazione scolastica, non limitandosi ai soli spazi interni dell'edificio. Questo significa che l'istituto è chiamato a garantire la sicurezza degli studenti anche in contesti esterni, purché rientrino nell'ambito delle attività scolastiche.

Illustrazione di un edificio scolastico con studenti che entrano.

L'Obbligo di Vigilanza e la Responsabilità Scolastica

La scuola ha un preciso dovere di garantire la sicurezza e l'incolumità dei suoi allievi nel tempo in cui i ragazzini usufruiscono delle prestazioni scolastiche. La Corte di cassazione, con la sentenza numero 3695/2016, ha precisato che tale obbligo si estende alla prestazione scolastica in tutte le sue manifestazioni e non resta invece circoscritto alle sole attività che si svolgono all'interno dell'edificio di pertinenza della scuola. In particolare, l'istituto è chiamato a vigilare sull'idoneità dei luoghi nei quali realizza la prestazione scolastica e a predisporre gli accorgimenti che, in conseguenza del loro stato, si rendano necessari. Lo studente, invece, deve provare solo di aver subito il danno mentre era sottoposto alla vigilanza del personale della scuola.

Di conseguenza, è indifferente che chi agisce per ottenere il risarcimento del danno subito dall'allievo invochi la responsabilità contrattuale o quella extracontrattuale, e quindi faccia valere il negligente adempimento dell'obbligo di sorveglianza o l'omissione delle cautele necessarie secondo l'ordinaria diligenza. Invece, all'amministrazione scolastica spetta dimostrare di aver esercitato la sorveglianza sugli allievi con la diligenza idonea ad impedire il fatto dannoso. Questo principio è stato applicato in un caso in cui la scuola è stata condannata a risarcire l'alunno che era scivolato sul pavimento bagnato di una palestra di proprietà del Comune, esterna all'edificio scolastico. La logica sottostante è che anche il detentore di un bene è considerato custode, a meno che non riesca a provare l'assoluta mancanza di potere di ingerenza sulla cosa o di intervento sul bene.

RESPONSABILITA' CIVILE, PENALE E AMMINISTRATIVA: PER CONSEGUIRE LA PATENTE, MA ANCHE SE CE L'HAI GIà

La Questione degli Alloggi degli Ex Custodi: Un Problema Annoso

Parallelamente alle questioni di sicurezza, emerge con prepotenza il problema degli alloggi un tempo assegnati ai custodi delle scuole. Molto spesso, come se fosse praticamente un'abitudine, questi alloggi vengono occupati abusivamente dagli eredi o da parenti e conoscenti dei custodi defunti. Un esempio lampante è quello di un alloggio di una scuola primaria e dell’infanzia partenopea occupato abusivamente dal 1988 dagli eredi di un custode defunto, i quali, a quanto pare, non pagavano l’affitto né i consumi idrici al Comune. In questo specifico caso, la dirigente scolastica e altre sei persone (tra funzionari del Comune e della società in-house Napoli Servizi) risultano indagate in relazione a un danno erariale da 92.349 euro.

Il fenomeno non è circoscritto a Napoli. Il Corriere della Sera ha stimato che vi siano centinaia di alloggi occupati abusivamente, riferendosi proprio alle abitazioni che un tempo erano legittimamente assegnate ai custodi delle scuole. Con il tempo, però, questa figura professionale è sparita, sostituita progressivamente da quella del collaboratore scolastico al quale, contrattualmente, non spetta l’uso dell’alloggio. Ancora oggi, si stima che vi siano circa 500 vecchie "custodie" occupate solo nella capitale. In diversi casi, queste abitazioni non sarebbero utilizzate neppure dagli ex collaboratori scolastici (molti sono ormai in pensione da tempo o sono addirittura deceduti), ma dai loro "eredi".

Mappa concettuale che illustra i diversi aspetti della questione

Tentativi di Soluzione e Ostacoli Burocratici

Di fronte a questa situazione, le amministrazioni comunali stanno cercando di intervenire. Il sindaco di Roma Gualtieri ha annunciato che è quasi pronto un piano per restituire alle scuole almeno il 75% dei locali attualmente occupati abusivamente. Mario Rusconi, intervenuto su Roma Today, ha espresso fiducia nelle parole del sindaco, pur sottolineando che la delibera comunale deve ancora essere approvata in consiglio. Le preoccupazioni maggiori riguardano i possibili ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e alla magistratura penale.

La radice del problema affonda nella statalizzazione dei dipendenti comunali in servizio nelle scuole, avvenuta oltre vent'anni fa. Con il passaggio alle dipendenze dello Stato, anche i collaboratori scolastici con incarico di guardiania, ovvero di custodia dei locali, hanno perso la loro funzione e, di conseguenza, il diritto di fruire dell'alloggio gratuitamente e dei servizi di luce, acqua e gas gratuiti. Questo, a meno che non vi siano accordi formali con il Comune circa eventuali servizi da svolgere a favore delle scuole o comunque di pubblica utilità, in cui pertanto la presenza è del tutto legittima.

È importante sottolineare che la questione non riguarda direttamente il Ministero dell'Istruzione, ma i Comuni. L'idea di finanziare un servizio dedicato alla vigilanza, anche notturna e nei periodi di chiusura, e alla manutenzione varia, come avviene ad esempio in Baviera, sarebbe sicuramente molto utile. Tuttavia, la complessità burocratica e le questioni legate agli occupanti rendono l'implementazione di tali soluzioni un percorso arduo.

La Situazione a Roma: Ispezioni e Organizzazione degli Occupanti

A Roma, la questione degli alloggi ex custodi è particolarmente sentita. Nei giorni scorsi, si è verificata un'ispezione al liceo Righi da parte della Guardia di Finanza per accertare la situazione dei locali dell'ex-guardiania. Nel frattempo, gli interessati si stanno organizzando, affidando ad uno studio legale romano l'incarico di contrattare con il Comune capitolino la regolamentazione delle occupazioni.

Questa situazione non è nuova. Già nel febbraio del 2023, "Il Messaggero" riportava una notizia simile: una "stretta sulle case dei custodi" con una delibera del Comune sui 400 alloggi occupati, che prevedeva la permanenza solo per gli over 65. Il quotidiano romano scriveva allora che in pochissimi pagavano l'affitto e ancora meno le utenze. Locali, anche in scuole note come il Righi, il Manin, il Newton o il Kennedy, che i presidi reclamano da tempo, visti gli spazi risicati a loro disposizione. Il Campidoglio, su spinta del presidente della commissione capitolina alla Casa, Yuri Trombetti, e con il contributo degli assessori Claudia Pratelli (Istruzione) e Tobia Zevi (Patrimonio), si appresta ad approvare in giunta una delibera per risolvere il problema, alla quale hanno collaborato la presidente della commissione Scuola, Carla Fermariello, il provveditorato, l'associazione dei presidi e quella degli inquilini.

Il presidente dell'Anp Roma, Mario Rusconi, ricorda di aver segnalato la vicenda una quindicina di anni fa, senza che nessuno intervenisse davvero. Al di là della necessità di sanare le situazioni di illegalità, c'è l'urgenza di recuperare quegli spazi per creare nuove aule, biblioteche, laboratori, o per ampliare le mense o le palestre.

Il Ruolo dei Collaboratori Scolastici e la Questione delle Indennità

In un plesso scolastico, la figura del collaboratore scolastico che un tempo era anche custode è centrale. Come riportato da un dirigente scolastico, in passato un bidello-custode, dipendente del Comune, continuava a svolgere la funzione di custode anche dopo il passaggio nei ruoli statali come collaboratore, senza che tale ruolo fosse formalmente assegnato. L'ente locale aveva tacitamente accettato questo stato di fatto per anni. Tuttavia, quando il collaboratore è andato in pensione, ha dichiarato di non voler liberare i locali, intendendo rimanere con la sua famiglia. In questi casi, sorgono interrogativi sulle azioni e sugli adempimenti che spettano alla dirigenza scolastica, soprattutto nei confronti di un collaboratore con cui non sussiste più un rapporto di lavoro.

Per quanto concerne la retribuzione del personale scolastico, le indennità accessorie rappresentano quella parte variabile della retribuzione, utile a movimentare il netto, così come previsto dagli istituti contrattuali fissi e continuativi. Con il fondo d’istituto, che deve tenere conto della consistenza organica, si retribuiscono le diverse esigenze didattiche, organizzative, di ricerca e di valutazione, prevedendo compensi anche forfettari. Per approfondimenti sull'argomento, si rimanda alla lettura dell'articolo di Giancarlo Ranalli "La retribuzione del personale della scuola" in Sinergie di Scuola n.

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