Richiedere i Ratei di Pensione Non Riscossi di un Defunto: Una Guida Completa per gli Eredi

La perdita di una persona cara è un momento di profondo dolore, spesso complicato dalla necessità di affrontare questioni pratiche e burocratiche legate alla sua eredità. Tra queste, la richiesta dei ratei di pensione maturati ma non riscossi dal defunto può rappresentare un aspetto importante, sia per il valore economico che per la sua integrazione all'interno della successione ereditaria. Questo articolo si propone di fornire una guida dettagliata su come procedere, chiarendo i concetti chiave e illustrando i passaggi necessari per garantire che tali somme vengano correttamente liquidate agli aventi diritto.

Cosa Sono i Ratei di Pensione e Perché Includono la Tredicesima

Il termine "ratei" si riferisce alle quote o alle rate di pensione che un beneficiario aveva maturato ma che non è riuscito a incassare prima del decesso. Questi importi non costituiscono un "bonus" aggiuntivo, ma rappresentano un credito effettivo che entra a far parte dell'asse ereditario e deve essere gestito con la medesima logica applicata alla successione.

All'interno di questi ratei possono confluire diverse componenti. Innanzitutto, la quota di tredicesima mensilità maturata fino alla data del decesso. La tredicesima, infatti, matura mensilmente, con ogni mese che corrisponde a 1/12 della retribuzione lorda annua o della pensione lorda annua. Se il pensionato viene a mancare prima di averla percepita, la parte maturata spetta agli eredi. Oltre alla tredicesima, i ratei possono includere anche la quota parte dell'ultimo mese di pensione spettante al defunto, qualora il decesso sia avvenuto prima della normale data di accredito. Possono altresì comprendere eventuali somme arretrate dovute al pensionato, ad esempio a seguito di una riliquidazione della pensione o di altri aggiustamenti retroattivi.

Illustrazione del concetto di ratei di pensione e tredicesima maturata

È fondamentale comprendere che questi ratei non sono un'entità separata dalla pensione, ma rappresentano semplicemente una frazione di essa che non è stata ancora erogata. La loro gestione, pertanto, è intrinsecamente legata alle dinamiche della successione ereditaria.

Pensione di Reversibilità e Pensione Indiretta: Differenze Chiave

Prima di addentrarsi nella procedura di richiesta dei ratei non riscossi, è utile distinguere tra due trattamenti pensionistici che possono spettare ai familiari superstiti: la pensione di reversibilità e la pensione indiretta.

La pensione di reversibilità è il trattamento che spetta al coniuge superstite di un pensionato deceduto. Una quota di questa pensione può essere estesa anche a figli minori, figli studenti (fino a 26 anni) e altri familiari invalidi a carico, a determinate condizioni. Per avere diritto alla pensione di reversibilità, il defunto deve essere stato titolare di una pensione al momento del decesso.

La pensione indiretta, invece, è legata a un lavoratore che non era ancora pensionato al momento del decesso, ma che aveva maturato determinati requisiti contributivi. In questo caso, la pensione viene erogata ai superstiti aventi diritto, a patto che il defunto abbia versato un minimo di contributi. I requisiti alternativi per accedere alla pensione indiretta sono:

  • 15 anni di contributi versati in qualsiasi periodo.
  • 5 anni di contributi, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente il decesso.

Questi trattamenti, sebbene distinti, condividono la necessità per gli eredi di presentare specifiche domande all'INPS.

Quando l'INPS Paga d'Ufficio e Quando Serve una Domanda

Una delle questioni che genera maggiore confusione riguarda le modalità di liquidazione dei ratei maturati e non riscossi. In alcuni casi, l'INPS può procedere alla liquidazione "d'ufficio", ovvero senza che sia necessaria una specifica richiesta da parte degli eredi. Questa procedura automatica è generalmente prevista quando viene contestualmente liquidata la pensione ai superstiti (reversibilità).

Tuttavia, questa liquidazione automatica è strettamente circoscritta a situazioni ben definite. Tipicamente, si verifica quando la pensione di reversibilità è richiesta e riconosciuta unicamente al coniuge superstite oppure unicamente a un figlio minore, in assenza di altre figure aventi diritto che possano complicare la ripartizione. L'articolo 90 del regio decreto 26 settembre 1924, n. 1422, autorizza l'INPS a liquidare d'ufficio i ratei maturati e non riscossi in coerenza con le finalità perseguite dal legislatore in tali circostanze.

In molti altri casi, invece, è indispensabile che gli eredi presentino una domanda formale per ottenere la liquidazione dei ratei. Questa domanda può essere inoltrata attraverso diversi canali:

  • Servizio online dedicato sul sito dell'INPS: Accessibile tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  • Patronato: Organizzazioni che offrono assistenza gratuita ai cittadini per le pratiche previdenziali e assistenziali.
  • Contact Center INPS: Per informazioni e supporto nella presentazione della domanda.

La scelta del canale e la corretta compilazione della domanda sono cruciali per evitare ritardi o errori nella procedura.

L'Errore Comune: Confondere la Richiesta di Reversibilità con quella dei Ratei

Un punto pratico che viene spesso trascurato, e che può generare notevole caos, riguarda la tempistica e la priorità delle richieste. Se gli eredi presentano una domanda di liquidazione dei ratei prima che l'INPS abbia definito e liquidato d'ufficio la pensione di reversibilità, l'impostazione del pagamento dei ratei può cambiare. Invece di una liquidazione unitaria, la gestione potrebbe diventare "per quote", distribuita tra i vari eredi che ne hanno fatto richiesta.

Questo dimostra che non si tratta semplicemente di "compilare un modulo". La decisione su quale percorso intraprendere - richiedere subito i ratei o attendere l'esito della reversibilità - deve essere ponderata in base alla specifica situazione familiare e alla presenza di più aventi diritto. La scelta del percorso corretto dipende da molteplici fattori:

  • Chi sono gli eredi?
  • È stata presentata domanda di pensione di reversibilità?
  • Ci sono più aventi diritto alla pensione di reversibilità o ai ratei?
  • Esistono deleghe, minori, rinunce all'eredità, o altri impedimenti?

Diagramma di flusso che illustra le diverse opzioni di richiesta dei ratei in base alla situazione familiare

Affrontare queste complessità con il "fai da te" può risultare costoso in termini di tempo e potenziali errori.

Collegare Immediatamente la Pratica INPS alla Dichiarazione di Successione

Molti che si approcciano a questa tematica pensano erroneamente che la loro unica preoccupazione sia "recuperare la tredicesima". Tuttavia, i ratei INPS sono quasi sempre collegati a una serie di altre procedure ereditarie, e ignorare queste connessioni può portare a complicazioni significative.

I ratei di pensione non riscossi sono, infatti, parte integrante dell'asse ereditario e la loro gestione è strettamente interconnessa con:

  • Sblocco dei conti correnti del defunto: Le banche spesso richiedono la dimostrazione della corretta gestione dell'eredità, inclusa la liquidazione di eventuali crediti come i ratei di pensione, prima di sbloccare i conti.
  • Gestione di immobili e volture: Le procedure immobiliari legate alla successione possono essere influenzate dalla chiara definizione di tutti i beni e crediti del defunto.
  • Ripartizione delle quote tra eredi: La corretta attribuzione dei ratei contribuisce a determinare le quote spettanti a ciascun erede, evitando discussioni e contenziosi.
  • Dichiarazione di successione: In Italia, la dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio che deve essere gestito con ordine e nei tempi stabiliti. I ratei di pensione, essendo un credito del defunto, devono essere inclusi in questa dichiarazione.

Anche una pratica apparentemente semplice come la richiesta dei ratei può bloccarsi o generare contestazioni se non viene inserita nel contesto più ampio della successione.

Documentazione Necessaria: Cosa Serve Davvero

La documentazione richiesta per la presentazione della domanda di ratei di pensione può variare a seconda della specifica situazione e della tipologia di eredi. Tuttavia, è possibile identificare tre blocchi principali di informazioni e documenti che sono quasi sempre necessari:

  1. Identità e Qualità degli Eredi: È fondamentale dimostrare chi sono i legittimi aventi diritto a ricevere i ratei. Questo include:

    • Documenti d'identità e codice fiscale di tutti gli eredi.
    • Certificato di morte del pensionato.
    • In caso di delega, procura speciale o atto di delega che autorizzi una persona a rappresentare gli altri eredi.
  2. Ripartizione e Rappresentanza: Se ci sono più eredi, è cruciale definire e gestire correttamente le quote spettanti a ciascuno e le eventuali deleghe. Questo è uno dei punti più critici che può causare blocchi o ritardi. Potrebbe essere richiesta:

    • Una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà nella quale siano indicati chiaramente i nominativi degli eredi, la data di nascita, la residenza e il grado di parentela. Questo documento attesta la composizione del nucleo ereditario.
    • Se applicabile, documentazione relativa alla rinuncia all'eredità da parte di uno o più eredi, se questa è avvenuta per evitare di accollarsi debiti del defunto.
  3. Coerenza con la Successione: La situazione successoria generale del defunto deve essere chiara e coerente con la richiesta dei ratei. Se vi sono elementi di complessità, come:

    • Presenza di un testamento.
    • Rinunce all'eredità.
    • Presenza di eredi minori o incapaci.
    • Eredi residenti all'estero.
    • Eventuale presenza di debiti significativi del defunto.

È consigliabile chiarire preventivamente questi aspetti della successione prima di presentare la domanda all'INPS.

Cosa Sconsigliamo: La modalità "raccolgo due carte e provo" è altamente sconsigliata. Spesso porta alla necessità di integrazioni, richieste duplicate, istruttorie che si allungano inutilmente e, soprattutto, può generare tensioni e discussioni tra gli eredi.

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La Gestione della Successione: Un Approccio Integrato

Il nostro consiglio è di non trattare la pratica relativa ai ratei di pensione come un'attività isolata. Se l'obiettivo è semplicemente "recuperare la tredicesima", si rischia di affrontare il problema da una prospettiva troppo limitata.

Nel caso in cui il coniuge superstite o un figlio minore diventi titolare della pensione di reversibilità, l'INPS è autorizzato a liquidare d'ufficio i ratei maturati e non riscossi. Questo avviene in coerenza con le finalità legislative e, in questi scenari specifici, l'Istituto provvederà alla liquidazione d'ufficio anche delle rate spettanti al defunto. Il termine ordinario per l'emanazione dei provvedimenti da parte dell'INPS è stabilito dalla legge n. 241/1990 in 30 giorni.

Tuttavia, è importante sottolineare che, se la persona defunta aveva debiti e gli eredi desiderano rinunciare all'eredità (un atto che deve essere formalizzato in tribunale o presso un notaio entro sei mesi dal decesso), non sarà possibile richiedere i ratei di tredicesima. Questo perché la richiesta dei ratei, in assenza di una rinuncia formale, verrebbe interpretata come un'accettazione tacita dell'eredità, con la conseguente responsabilità degli eredi per le posizioni debitorie del defunto.

Le Diverse Modalità di Pagamento dei Ratei

Le modalità di pagamento dei ratei di pensione variano a seconda della situazione degli aventi diritto:

  • Al coniuge superstite titolare di pensione di reversibilità: I ratei sono liquidati d'ufficio contestualmente alla pensione di reversibilità. L'INPS provvederà al pagamento con le stesse modalità già in uso per la pensione di reversibilità (accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale, o riscossione diretta presso l'ufficio postale). In questo caso, il coniuge superstite, se i suoi dati sono già in possesso dell'Istituto, non deve fare nulla.

  • Ai figli viventi al momento della morte del pensionato (in mancanza del coniuge): I figli devono presentare apposita domanda. Il pagamento avverrà secondo le modalità indicate nella domanda stessa.

  • Agli altri eredi legittimi (in mancanza di coniuge e figli): Anche in questo caso, è necessaria una domanda formale. Il pagamento seguirà le modalità specificate nella richiesta.

  • Agli eredi testamentari: Devono presentare la domanda allegando tutta la documentazione successoria, inclusi i documenti relativi al testamento. Il pagamento avverrà secondo le modalità indicate nella domanda.

In tutti i casi in cui è richiesta una domanda, gli eredi hanno la facoltà di riscuotere l'intero importo del rateo insieme (di persona o tramite delega) oppure ciascuno singolarmente la propria quota spettante.

L'Importanza della Pianificazione Successoria

Affrontare la perdita di un parente è un momento emotivamente intenso, che può essere reso ancora più stressante dalla gestione dell'eredità. Per questo motivo, può essere estremamente utile pensare per tempo a una corretta pianificazione successoria. Questo può avvenire attraverso diverse modalità, tra cui la stipula di un testamento o, per coloro che cercano soluzioni più semplici e convenienti, la sottoscrizione di un'assicurazione sulla vita che possa facilitare la successiva devoluzione del patrimonio.

Infografica che illustra i passaggi chiave nella pianificazione successoria

Un Servizio Specifico per le Pensioni di Invalidità

È importante notare che l'INPS mette a disposizione un servizio dedicato anche per la liquidazione delle rate o quote di pensione di invalidità maturate e non riscosse da parte degli eredi, a seguito della cessazione del diritto alla pensione stessa. Gli eredi vengono accertati nel rispetto delle norme del Codice Civile relative alle successioni, tenendo conto anche dell'istituto della rappresentazione.

Conclusioni: Un Approccio Ordinato per Evitare Errori

La richiesta dei ratei di pensione non riscossi da un defunto, sebbene possa apparire come una procedura burocratica standard, richiede attenzione e un approccio metodico. Confondere le diverse tipologie di prestazioni, agire senza la dovuta documentazione o trascurare il collegamento con la dichiarazione di successione può portare a ritardi significativi, contestazioni tra eredi e, in ultima analisi, alla perdita di somme dovute. La chiave per una gestione efficace risiede nella comprensione dei propri diritti, nella raccolta accurata della documentazione e nell'integrazione di questa pratica all'interno di una pianificazione successoria più ampia e ordinata.

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