L'Indennità di Accompagnamento: Chiarimenti sulla Definizione del Verbale Sanitario
L'indennità di accompagnamento, comunemente nota come "accompagno", rappresenta una prestazione assistenziale fondamentale erogata dall'INPS a favore di cittadini che si trovano in condizioni di totale inabilità e necessitano di un supporto costante per svolgere le attività quotidiane o per muoversi. La complessità del processo di accertamento sanitario e la potenziale incertezza sulla definitività dei verbali emessi dalle commissioni mediche hanno sollevato interrogativi significativi, ai quali è intervenuta la Corte di Cassazione con una recente ordinanza. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio le procedure, i tempi e i criteri che regolano il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento, con particolare attenzione alla questione della definitività dei verbali sanitari.

Il Funzionamento dell'Assegno di Accompagnamento
L'indennità di accompagnamento è una prestazione economica destinata a coloro che sono stati riconosciuti invalidi civili totali, ovvero con una percentuale di invalidità del 100%, a causa di menomazioni fisiche o psichiche. Per poter beneficiare di tale indennità, è necessario che il soggetto sia impossibilitato a camminare autonomamente senza l'ausilio permanente di un accompagnatore, o incapace di compiere gli atti quotidiani della vita senza un'assistenza continua.
I requisiti per l'ottenimento dell'indennità di accompagnamento includono:
- Essere cittadino italiano.
- In alternativa, essere cittadino straniero comunitario iscritto all'anagrafe del Comune di residenza.
- In alternativa, essere cittadino straniero extracomunitario in possesso di un permesso di soggiorno di almeno un anno.
- Avere una residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.
- Non essere ricoverato in una struttura a carico dello Stato.
L'importo dell'assegno, per l'anno 2021, ammontava a 522,10 euro mensili, erogati per 12 mensilità. È importante sottolineare che non sono previsti requisiti economici specifici per il diritto all'assegno, e l'indennità non influisce sul calcolo dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).
Come Richiedere l'Accompagnamento
Il percorso per ottenere l'indennità di accompagnamento inizia con la presentazione di un certificato medico introduttivo. Questo certificato, attestante l'invalidità civile totale e la non autosufficienza, deve essere trasmesso telematicamente all'INPS da un medico convenzionato. Successivamente, l'interessato deve inoltrare una domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari all'Istituto, utilizzando il servizio denominato "Invalidità civile - Invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari" disponibile sul portale web dell'INPS.
In alternativa, la domanda può essere presentata tramite gli enti di patronato o le associazioni di categoria dei disabili (come Anmic, Ens, Uic, Anfass), che offrono servizi telematici dedicati. Recentemente, l'INPS ha innovato il servizio di invio delle istanze, prevedendo l'inserimento diretto dei dati socioeconomici necessari per il pagamento delle prestazioni, come la pensione di inabilità o l'indennità di accompagnamento, nei quadri da B ad H. Questo elimina la necessità di inviare il modello AP70 separatamente una volta ottenuto il riconoscimento dell'invalidità.
Per approfondimenti sulle procedure e sulla documentazione necessaria, si rimanda a guide dedicate alla domanda di invalidità, accompagnamento e Legge 104.

L'Emissione del Verbale di Accompagnamento
La valutazione delle condizioni sanitarie necessarie per il diritto all'indennità di accompagnamento è affidata a una commissione medica ASL integrata. Questa commissione è composta da un presidente, due componenti e un medico di categoria, che può appartenere, ad esempio, all'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili (ANMIC). L'accertamento sanitario viene effettuato dalla ASL tramite una Commissione medica, alla quale si aggiunge un medico dell'INPS.
Al termine degli accertamenti sanitari, la commissione redige un verbale di visita, definito "verbale provvisorio". Questo documento deve essere firmato da almeno tre medici, inclusa la presenza del rappresentante di categoria, se applicabile. Successivamente, il verbale provvisorio viene inviato per la validazione al Centro Medico Legale (CML) dell'INPS. Il CML ha la facoltà di disporre ulteriori accertamenti, che possono includere una visita diretta del richiedente.
La Questione della Definitività del Verbale di Accompagnamento
Un aspetto cruciale e spesso fonte di incertezza riguarda la tempistica entro cui il verbale di accompagnamento diventa definitivo. Ci si interroga se esista un termine massimo entro il quale, in assenza di opposizione da parte dell'INPS, il verbale provvisorio acquisisca carattere definitivo, e se possa applicarsi il principio del silenzio-assenso dopo 60 giorni.
La Corte di Cassazione, con la sua ordinanza n. 9235/2021, ha fornito chiarimenti determinanti su questo punto. La Suprema Corte ha stabilito che l'INPS detiene la possibilità di sospendere l'accertamento sanitario. In conformità con la normativa volta al contrasto delle frodi in materia di invalidità civile, l'accertamento definitivo è sempre effettuato dall'INPS.
Di conseguenza, il verbale provvisorio di accompagnamento non diventa definitivo automaticamente dopo 60 giorni. È sempre necessario il giudizio del Centro Medico Legale (CML) dell'INPS per la validazione finale. Inoltre, il verbale definitivo, sia esso selezionato casualmente per un monitoraggio o su segnalazione del CML stesso, può essere sottoposto a revisione da parte della Commissione Medica Superiore (CMS). Gli accertamenti disposti dalla CMS possono consistere in un riesame della documentazione sanitaria disponibile o in una nuova visita medica diretta. In sintesi, l'INPS conserva il potere di modificare un giudizio precedentemente espresso dalla commissione medica.
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Il Ruolo della Cassazione e la Normativa di Riferimento
La pronuncia della Cassazione affronta direttamente l'interpretazione dell'articolo 1, comma 7, della Legge n. 295 del 1990, e la sua relazione con il Decreto Legge n. 78 del 2009 (convertito in Legge n. 102 del 2009). La Corte ha evidenziato come l'affermazione che il termine di 60 giorni sia perentorio e che, decorso inutilmente tale termine senza la sospensione da parte dell'INPS, il verbale diventi definitivo, non trovi riscontro nella normativa citata.
Al contrario, tale interpretazione contrasterebbe con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 698 del 1994, che fissa la durata del procedimento per l'accertamento dello stato sanitario in nove mesi, pur prevedendo la possibilità per l'istituto di sospendere l'accertamento secondo la normativa previgente.
Un punto cruciale è rappresentato dall'articolo 20, comma 1, della Legge n. 102 del 2009, che, nel contesto delle misure di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile, stabilisce che "in ogni caso l'accertamento definitivo è effettuato dall’INPS". Questa disposizione rende incompatibile l'idea di una definitività del verbale dopo soli 60 giorni, data la finalità della norma di prevenire e contrastare le frodi.
Infine, l'articolo 147 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, che stabilisce la privazione di efficacia vincolante sostanziale e processuale delle collegiali mediche nelle controversie in materia di previdenza e assistenza, conferma ulteriormente il potere dell'INPS di modificare un giudizio precedentemente espresso dalla commissione. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito questo principio, sottolineando la natura non provvedimentale degli accertamenti sanitari, i quali sono strumentali e preordinati all'adozione del provvedimento di attribuzione della prestazione.
Consigli Utili per l'Ottenimento dell'Indennità di Accompagnamento
Ottenere l'indennità di accompagnamento può presentare delle complessità, e non sempre viene riconosciuta nonostante le precarie condizioni di salute dei richiedenti. È fondamentale essere ben informati e seguire la procedura corretta per massimizzare le possibilità di successo.
- Preparazione della Documentazione: Assicurarsi di disporre di tutta la documentazione medica necessaria, che attesti in modo chiaro e dettagliato la propria condizione di invalidità totale e non autosufficienza.
- Scelta del Medico: Affidarsi a medici che abbiano esperienza nella compilazione dei certificati per l'invalidità civile e che sappiano descrivere accuratamente le limitazioni funzionali.
- Visite Specialistiche: Sottoporsi a tutte le visite specialistiche richieste e a eventuali accertamenti integrativi disposti dalla commissione medica.
- Assistenza Legale e di Patronato: In caso di dubbi o di contenzioso, è consigliabile avvalersi dell'assistenza di un patronato o di un legale specializzato in diritto previdenziale. Questi professionisti possono fornire consulenza sulla documentazione da presentare, sulle strategie da adottare e sui ricorsi possibili in caso di verbale negativo.

Ausili e Supporti per i Soggetti con Disabilità
Oltre all'indennità economica, lo Stato garantisce, a determinate categorie di cittadini affetti da patologie invalidanti, la fornitura di ausili protesici e per l'assistenza domiciliare. Questi possono includere:
- Ausili protesici personalizzati: Protesi d'arto, acustiche, oculari, mammarie, busti ortopedici, calzature ortopediche, plantari, carrozzine speciali, sistemi di postura, ausili per la comunicazione e per la vista.
- Ausili per l'assistenza e gestione a domicilio: Letti ortopedici, materassi antidecubito, sollevatori, carrozzine di serie, sedie per WC e doccia, rialzi per WC.
La procedura per l'ottenimento di questi ausili prevede generalmente una prescrizione da parte del medico specialista, seguita da una valutazione e autorizzazione da parte dell'ASST di residenza e dalla fornitura da parte di ditte specializzate. Per gli ausili non personalizzati, questi vengono spesso forniti in comodato d'uso gratuito e devono essere restituiti al termine dell'utilizzo.
Ricorso contro il Verbale Negativo
Nel caso in cui l'INPS neghi l'esistenza dell'invalidità o non riconosca l'indennità di accompagnamento, è possibile contestare il verbale di accertamento. Il ricorso può avvenire in sede amministrativa o giudiziaria. In sede giudiziaria, è possibile che il Giudice, in assenza di contestazioni sulla perizia medico-legale effettuata dal Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU), omologhi l'accertamento sanitario con decreto, che diventa inoppugnabile.
I costi associati a un procedimento giudiziario possono includere il contributo unificato, oltre alle spese legali, a meno che non sussistano le condizioni per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato. La tempistica per la definizione di tali procedimenti varia a seconda del Tribunale competente.
In conclusione, mentre il processo di accertamento sanitario per l'indennità di accompagnamento è complesso e soggetto a procedure rigorose, i chiarimenti giurisprudenziali, in particolare quelli forniti dalla Corte di Cassazione, mirano a garantire una maggiore certezza e trasparenza. È fondamentale per i cittadini informarsi adeguatamente e seguire scrupolosamente le indicazioni per tutelare i propri diritti.
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