Fondazione Sacra Famiglia: Un Faro di Assistenza e Crescita per i Fragili

La Fondazione Sacra Famiglia rappresenta un'istituzione di primaria importanza nel panorama sociosanitario italiano, distinguendosi per la sua lunga storia e per l'ampia gamma di servizi offerti a bambini, adulti e anziani fragili, persone con disabilità psichiche e fisiche, disturbi dello sviluppo e del comportamento, e non autosufficienti. Nata nel 1896 per opera del parroco di Cesano Boscone, Monsignor Domenico Pogliani, l'organizzazione ha evoluto la sua missione nel tempo, trasformandosi da un'iniziativa pionieristica di accoglienza a una complessa rete di strutture e professionisti dedicati al benessere e all'autonomia dei più vulnerabili. Attualmente, la Fondazione opera in Lombardia, Piemonte e Liguria, con 23 sedi che erogano servizi accreditati, dimostrando un impegno costante nell'adattarsi alle mutevoli esigenze della società e nel rispondere alle sfide poste dalla fragilità umana.

Storia della Fondazione Sacra Famiglia

Dalle Origini al Ruolo Attuale: L'Evoluzione della Fondazione

La genesi della Fondazione Sacra Famiglia affonda le radici nella carità e nella lungimiranza di Monsignor Domenico Pogliani. Inizialmente, l'accoglienza dei primi disabili avvenne nella sua stessa abitazione, un gesto di profonda umanità che pose le basi per un'opera destinata a espandersi enormemente. Grazie al supporto di diversi benefattori, i primi edifici furono realizzati, dando vita a quella che oggi è conosciuta come la "cittadella" di Cesano Boscone, un vero e proprio microcosmo dedicato a garantire una migliore qualità di vita ai più fragili, che all'epoca mancavano di qualsiasi forma di protezione sociale.

Un capitolo significativo della storia della Fondazione è legato alla figura di don Luigi Moneta, che nel 1919 assunse la direzione. Sotto la sua guida, la Sacra Famiglia conobbe un notevole sviluppo: furono aperti nuovi reparti, inaugurate le sedi di Intra e Premeno, e acquisite le case di Cocquio Trevisago e di Andora. Questo periodo di espansione testimonia la crescente capacità dell'organizzazione di rispondere a un bisogno sempre maggiore di assistenza.

Nel 1955, il numero di ospiti assistiti nelle varie sedi superava le 3500 unità. Dieci anni dopo, nel 1965, venne aperta la struttura di Regoledo, ampliando ulteriormente la capacità ricettiva e operativa. Gli anni '70 segnarono un ulteriore passo avanti con la nascita delle scuole speciali e dei corsi di formazione professionale, mirati all'inserimento socio-lavorativo degli ospiti, riconoscendo l'importanza dell'istruzione e della formazione per l'autonomia e l'integrazione.

Un cambiamento epocale avvenne nel 1997, quando la Corte di Cassazione dichiarò l'incostituzionalità della legge Crispi. Questo portò al passaggio da IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) a fondazione privata, con l'adozione del regime fiscale di Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Questa trasformazione permise una maggiore flessibilità gestionale e una rinnovata focalizzazione sulla missione originaria.

Gli anni 2000 hanno visto la Fondazione proseguire la sua espansione con l'apertura di nuove strutture in Lombardia, tra cui le Comunità alloggio per disabili di Settimo Milanese, Buccinasco ed Albairate. Nel 2009, furono inaugurate una struttura dedicata a utenti con disabilità acquisite (malattie degenerative e patologie invalidanti post-traumatiche) e un hospice a Inzago, evidenziando la volontà di coprire un ventaglio sempre più ampio di necessità assistenziali.

Attualmente, la Fondazione Sacra Famiglia è riconosciuta come l'organizzazione sociosanitaria non profit più importante in Lombardia nel settore della disabilità e dell'assistenza agli anziani, e una delle più significative a livello nazionale. Espressione della diocesi di Milano, ogni anno, grazie a oltre 2.200 professionisti distribuiti nelle sue 20 sedi, accoglie, cura e accompagna decine di migliaia di adulti e minori con fragilità o disabilità anche complesse, offrendo servizi sanitari di qualità a tutta la popolazione.

La Comunità Educativa per Minori: Un Modello di Supporto e Crescita

Una delle realtà più significative all'interno della Fondazione Sacra Famiglia è la Comunità educativa per minori (CSS). Questo servizio rappresenta una grande opportunità sia per i bambini accolti sia per le loro famiglie, proponendosi come uno strumento fondamentale per l'affidamento, la crescita e il mantenimento dei legami affettivi. La Comunità educativa è concepita come una "casa costruita a misura per i minori", un ambiente sicuro e protetto dove i bambini non vengono mai lasciati soli.

Ambiente di una comunità educativa per minori

Il modello operativo si basa su un'assistenza professionale e amorevole, volta a supportare i minori nel raggiungimento dell'autonomia e nella costruzione di un'adeguata vita sociale. Per ciascun bambino viene redatto un Progetto Educativo Individualizzato (PEI), elaborato sulla base delle specifiche necessità e caratteristiche personali. L'obiettivo primario è ridurre al minimo i traumi che i minori possono sperimentare a causa delle difficoltà familiari nel prendersi cura di loro, promuovendo un percorso di autonomia in un clima di serenità.

Gli operatori svolgono un ruolo cruciale, fungendo da punto di riferimento per tutte le questioni pratiche e per le confidenze quotidiane. La loro presenza costante è finalizzata a mantenere vivi i legami affettivi, sia all'interno della comunità sia con i membri della famiglia d'origine, qualora ciò sia possibile e nell'interesse del minore.

La struttura funziona come una vera e propria famiglia, organizzata e gestita da operatori che supervisionano le attività quotidiane e assegnano compiti, offrendo tutela durante l'arco della giornata. Questo approccio promuove la responsabilità individuale e il senso di appartenenza: ogni ospite è incoraggiato a organizzare il proprio spazio, a tenere in ordine le proprie cose e i locali comuni.

Vengono regolarmente organizzati momenti di relax e svago, ai quali ciascuno può partecipare liberamente, favorendo la socializzazione e il benessere. Inoltre, si incoraggiano attività in autonomia, volte a coltivare interessi e hobby personali, sempre nel rispetto degli altri e delle regole comunitarie. Questo equilibrio tra struttura, supporto e libertà individuale è il cuore del metodo educativo della Comunità.

La Trasformazione delle IPAB in ASP: Un Nuovo Modello di Servizi alla Persona in Toscana

Il contesto normativo in cui operano enti come la Fondazione Sacra Famiglia è in continua evoluzione. In Toscana, in particolare, si è concluso il processo di trasformazione delle ex Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB) in aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP) o in persone giuridiche di diritto privato senza scopo di lucro, grazie alla legge regionale 43 del 2004. Attualmente, in Toscana sono attive 33 ASP.

Queste Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona si inseriscono nel sistema regionale integrato degli interventi e dei servizi sociali e partecipano attivamente alla programmazione zonale. La legge regionale conferisce alle ASP una notevole autonomia, permettendo loro di fornire prestazioni e servizi, e di gestire strutture in favore dei comuni e delle Società della Salute, ove queste ultime siano costituite.

La governance di un'ASP, secondo la normativa toscana, prevede diversi organi chiave: il Presidente (art. 18, l.r.t.), il Consiglio di Amministrazione (art. 19, l.r.t.), e il Collegio dei Revisori (art. 21, l.r.t.). La legge regionale 7/2004, in particolare l'articolo 12, comma 2, disciplina anche l'applicazione delle previsioni alle Società della Salute. L'ASP ha la sua sede legale in un comune specifico (art. 14 c. 2, l.r.t.). La legge regionale 43 del 2004, insieme ad altre normative come la L.R. n.41 art. 3 e il piano integrato di salute (art. 21 della l.r.), definisce il quadro operativo e le finalità statutarie di questi enti, che sono chiamati a rispondere in modo flessibile ed efficiente alle esigenze del territorio.

Ambiente e Salute, cosa fa l'Asp

L'Approccio Olistico della Fondazione: Dalla Diagnosi alla Socializzazione

La Fondazione Sacra Famiglia, pur operando in un quadro normativo che ha visto la trasformazione delle IPAB, mantiene una forte continuità nella sua missione assistenziale. L'organizzazione gestisce quotidianamente decine di servizi sociosanitari di tipo residenziale, diurno, ambulatoriale e domiciliare, coprendo ogni necessità dei propri ospiti. Questo approccio olistico si estende dalla diagnosi alla cura, dalla riabilitazione alla socializzazione, mirando a un benessere completo della persona.

Il concetto di "avere premura" viene interpretato dalla Fondazione non solo come rapidità d'azione, ma soprattutto come un prendersi cura profondo di ogni individuo, conoscendolo, anticipando i suoi desideri e i suoi sogni. Ogni ora dedicata alla Sacra Famiglia, sia essa da parte di professionisti, volontari o sostenitori, viene vista come un dono prezioso, capace di portare sorrisi, aiuto e nuove opportunità a chi ne ha bisogno.

La Fondazione è inoltre impegnata nella conduzione di diversi progetti sperimentali che puntano all'innovazione e al miglioramento continuo dei servizi. Per sostenere queste iniziative e ampliare la propria capacità d'intervento, la Fondazione ricerca attivamente il sostegno economico di enti pubblici, aziende e singoli cittadini, riconoscendo l'importanza della collaborazione per affrontare le sfide dell'assistenza.

Con oltre 1500 posti letto disponibili e un team di 1800 collaboratori - tra medici, operatori socio-assistenziali, terapisti, infermieri, educatori, assistenti sociali, psicologi e personale direttivo - la Fondazione Sacra Famiglia dimostra una capacità operativa imponente. Nel 2020, ha assistito 11.461 pazienti tra servizi diurni e residenziali, erogando oltre 64.475 prestazioni ambulatoriali e domiciliari, numeri che attestano l'ampiezza del suo raggio d'azione e l'impegno quotidiano nel rispondere alle necessità di migliaia di persone.

L'ispirazione profonda dell'operato della Fondazione è racchiusa in un versetto biblico: "Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei degno di stima e io ti amo". Questo principio guida ogni azione, ricordando il valore intrinseco di ogni vita umana e la dignità che merita di essere preservata e promossa.

tags: #asp #ipab #sacra #famiglia

Post popolari: