Abuso di sostegno: Quando la tutela si trasforma in violenza
L'abuso sugli anziani non autosufficienti rappresenta una piaga sociale in costante crescita, un fenomeno complesso che si manifesta in molteplici forme, spesso subdole e difficili da identificare. Si tratta di un'azione singola o ripetuta, o di una mancanza di un'azione appropriata, che avviene all'interno di relazioni in cui si sviluppa un'aspettativa di fiducia, causando danno o dolore alla persona anziana. In Italia, la tutela dei soggetti più vulnerabili, tra cui gli anziani, è affidata a istituti giuridici come l'Amministrazione di Sostegno (AdS), l'interdizione e la tutela. Tuttavia, la cronaca ci presenta casi in cui questi stessi strumenti, nati per proteggere, si trasformano in strumenti di abuso e vessazione.

Le molteplici facce dell'abuso sugli anziani
L'abuso sugli anziani racchiude maltrattamenti fisici o psicologici, incuria o sfruttamento economico dell'anziano. Tipi comuni di abuso sugli anziani sono l'abuso fisico, l'abuso psicologico, la negligenza e lo sfruttamento finanziario. Ciascun tipo può essere intenzionale o non intenzionale. La poli-vittimizzazione, ovvero la concomitanza di molteplici tipi di abuso, è frequente. Gli aggressori sono spesso i figli adulti, ma possono essere altri familiari o caregiver (la persona che assiste il paziente) pagati e non.
Abuso Fisico
L'abuso fisico consiste nell'uso della forza da cui deriva un danno o disagio fisico o psicologico. Esso comprende colpi o aggressioni contundenti con la mano aperta o chiusa o con un oggetto, calci, spinte, scosse, percosse, contenzione, alimentazione forzata e somministrazione ingiustificata di farmaci. Può comprendere l'aggressione sessuale, intesa come ogni forma di intimità sessuale ottenuta senza consenso o con forza o minacce.
Abuso Psicologico
L'abuso psicologico è l'uso di parole, azioni o altri mezzi per causare stress emotivo o angoscia. Comprende fare minacce (p. es., di ricovero presso qualche istituzione), insulti e brusche imposizioni, tanto quanto rimanere in silenzio e ignorare la persona. Questo tipo di abuso comprende l'infantilizzazione, una forma paternalistica di ageismo in cui chi abusa tratta l'anziano come un bambino, incoraggiando la persona anziana a diventare dipendente da chi abusa di lei.
Incuria e Negligenza
L'incuria consiste nel non fornire o rifiutare cibo, medicine, assistenza personale o nel non venire incontro ad altre necessità; comprende anche l'abbandono. La trascuratezza che si traduce in un danno fisico o psicologico è considerata un abuso. Indicatori di incuria possono essere la mancanza o limitati beni di prima necessità come acqua, alimenti, riscaldamento o raffrescamento; la trascuratezza dell'igiene personale (sia intima che unghie e capelli sporchi o infestati), l'assenza di ausili necessari, abbigliamento non adeguato alla stagione e non decoroso, presenza di feci/urina nel vestiario/biancheria da letto, presenza di sporcizia e insetti/animali, ambiente mal odorante.
Sfruttamento Finanziario o Materiale
Lo sfruttamento finanziario o materiale è l'uso illegale, improprio o non autorizzato del denaro o dei beni di un anziano per il beneficio o il guadagno economico di qualcuno diverso dall'anziano stesso. Comprende truffare, esercitare pressioni su una persona affinché distribuisca i propri beni e gestire il suo denaro in modo irresponsabile, nonché la disattenzione nei confronti dei beni o dei fondi di una persona a carico.
Abuso Farmaceutico
L'abuso farmaceutico si verifica con l'iperdosaggio di farmaci o la privazione di medicamenti necessari, o la somministrazione di cure che causano peggioramento o alterano lo stato di vigilanza e lucidità della persona.
Abuso Istituzionale
Questo tipo di abuso deriva dalle organizzazioni, dalle residenze sanitarie-assistenziali e può manifestarsi attraverso negligenza, maltrattamenti, o un'inadeguata cura e assistenza.
L'incidenza del fenomeno e i fattori di rischio
Sebbene l'incidenza reale non sia chiara, l'abuso sugli anziani sembra essere un problema di salute pubblica in crescita. Diversi studi riportano che circa 1 anziano su 10 di età superiore ai 65 anni è vittima di abuso fisico, abuso psicologico, abuso sessuale, sfruttamento finanziario e negligenza. In tutto il mondo, ben 1 persona su 6 di età pari o superiore a 60 anni che vive in comunità è vittima di abuso, e le percentuali sono più elevate nelle strutture di assistenza a lungo termine. Circa il 12% delle vittime di abuso sugli anziani subisce molteplici tipi di abuso.
L'abuso sugli anziani è associato a lesioni fisiche, cattive condizioni di salute fisica, danni psicologici, ricoveri ripetuti, perdite finanziarie e mortalità prematura. L'abuso, di solito, diventa più frequente e grave nel tempo. Le segnalazioni di abuso sugli anziani sono aumentate durante la pandemia del COVID-19, forse a causa della maggiore vulnerabilità delle vittime e di un più gran numero di fattori di stress e/o di fattori scatenanti che colpiscono i maltrattatori a causa dell'isolamento sociale, di difficoltà finanziarie, e di disturbi mentali.
Fattori di rischio per la vittima includono:
- Compromissione dovuta a patologie croniche
- Compromissione funzionale
- Deterioramento cognitivo
- Difficoltà a comunicare
- Isolamento sociale
Fattori di rischio per l'autore dell'abuso includono:
- Disturbi da uso di alcol o di sostanze
- Disturbi psichiatrici
- Anamnesi positiva per violenza
- Stress
- Dipendenza dalla vittima (inclusa la convivenza)

La sfida della diagnosi: quando i segnali sono sottili
L'abuso sugli anziani è difficile da rilevare, poiché molti dei segni sono sottili e spesso la vittima è poco propensa o incapace di far emergere l'abuso. Le vittime possono nascondere l'abuso per la vergogna, la paura di rappresaglie o il desiderio di proteggere l'aggressore. Talvolta, quando le vittime dell'abuso cercano aiuto, incontrano risposte discriminatorie basate sull'età da parte degli operatori sanitari, che possono, per esempio, considerare le lamentele sull'abuso come confusione, paranoia o demenza.
L'isolamento sociale delle vittime anziane spesso rende difficile scoprire l'abuso sugli anziani. L'abuso tende ad aumentare l'isolamento, poiché chi abusa spesso limita l'accesso della vittima al mondo esterno.
Tuttavia, alcune situazioni cliniche sono particolarmente indicative di abuso:
- Ritardo tra un infortunio o malattia e la richiesta di intervento medico.
- Discordanze tra i racconti del paziente e del caregiver.
- Gravità degli infortuni non compatibile con la spiegazione fornita dal caregiver.
- Spiegazione non plausibile o vaga dell'infortunio da parte del paziente o del caregiver.
- Frequenti visite al pronto soccorso per le riacutizzazioni di una malattia cronica, nonostante un piano di cure appropriato e risorse adeguate.
- Assenza del caregiver quando un paziente funzionalmente compromesso si presenta dal medico.
- Esami di laboratorio non compatibili con l'anamnesi.
- Riluttanza del caregiver ad accettare l'assistenza sanitaria domiciliare o a lasciare il paziente anziano da solo con un operatore sanitario.
I medici sono incoraggiati a prendere in considerazione le indagini di routine o lo screening di routine per abusi sugli anziani. L'indagine di routine da parte dei medici si basa su un maggiore sospetto e comporta un colloquio non sistematico sul possibile abuso sugli anziani.
Anamnesi e Esame Obiettivo: Strumenti di Indagine
Se si sospetta l'abuso sugli anziani, il paziente deve essere interrogato dapprima da solo. Le altre persone coinvolte possono essere intervistate anche separatamente. Il colloquio con il paziente può iniziare con domande generali circa i sentimenti di sicurezza, ma deve anche comprendere domande dirette riguardo possibili maltrattamenti. Se l'abuso è confermato, la natura, la frequenza e la gravità degli eventi devono essere individuate, così come le circostanze scatenanti.
Le risorse sociali ed economiche del paziente devono essere valutate, poiché influenzano le decisioni relative al trattamento. L'esaminatore deve indagare se il paziente abbia a disposizione familiari o amici in grado e desiderosi di occuparsi di lui. Durante il colloquio con il caregiver familiare, il confronto deve essere evitato; l'intervistatore deve valutare se le responsabilità di assistenza siano eccessivamente gravose per il familiare.
Il paziente deve essere esaminato con cura alla ricerca di segni di abuso sugli anziani. Deve essere valutato lo stato cognitivo, l'umore e lo stato emotivo, nonché lo stato funzionale. Si devono individuare malattie concomitanti che potrebbero essere causate o esacerbate dall'abuso.
I SEGNALI DI UN ABUSO EMOTIVO: la violenza psicologica e gli effetti sull'autostima
L'Amministrazione di Sostegno: Un Istituzione Nata per Proteggere, Talvolta Abusata
L'Amministrazione di Sostegno (AdS) è una misura introdotta in Italia con la legge n. 6 del 9 gennaio 2004, pensata per essere un istituto flessibile e di minimo intralcio all'autonomia della persona. A differenza dell'interdizione, che toglie del tutto la capacità di agire, l'AdS mira a sostenere la persona in quelle specifiche attività in cui non ce la fa, lasciandola libera per il resto.
Tipicamente, l'AdS si ricorre in caso di anziani con demenza senile o Alzheimer, disabili intellettivi non totalmente incapaci, persone con dipendenze o fragilità mentali che compromettono la cura dei propri interessi, o anziani soli ricoverati in RSA che non riescono più a occuparsi di pensione, affitti, casa. In genere, ogni caso in cui la persona si trovi nell'impossibilità (parziale o temporanea) di provvedere ai propri interessi per infermità o menomazione fisica/psichica.
Casi di Abuso nell'Applicazione dell'AdS
La vicenda di Sara Bonanno, madre caregiver di Simone, un giovane uomo con grave disabilità, solleva interrogativi cruciali sull'applicazione dell'istituto. Sara, amministratrice di sostegno di suo figlio da quasi dieci anni, si è vista attivare dall'ASL una procedura per chiederne la sostituzione. L'ASL avrebbe richiesto la nomina di un altro amministratore di sostegno, a sua insaputa, sulla base di "pure illazioni" e a scopo ritorsivo per un contenzioso in atto, con l'obiettivo di ricoverare coattivamente Simone in una RSA.
Sara Bonanno sostiene di non aver commesso alcun abuso, negligenza o indegnità che giustifichi la sua sostituzione. Ha sempre chiesto, come amministratore di sostegno, il rispetto dei diritti e della dignità di Simone. Le sue affermazioni sono supportate da prove documentali, come i rendiconti annuali che mostrano come ogni euro, compresa la sua pensione, sia speso per l'assistenza di Simone, e come i farmaci vengano pagati grazie all'aiuto di beneficenza.
Questo caso evidenzia come la giustizia lenta e farraginosa possa trasformarsi in vera e propria violenza verso le persone più fragili, soprattutto quando, come in questo caso, vi sia un cambio del Giudice Tutelare che, non conoscendo la situazione, potrebbe basare le proprie decisioni su segnalazioni non veritiere.
Il centro Informare un'h, in collaborazione con Diritti alla Follia, ha documentato diversi casi di abuso nell'applicazione dell'Amministrazione di Sostegno, sottolineando come questo strumento, nato per essere un "abito su misura", possa invece trasformarsi in una gabbia. La vicenda del professor Gigi Monello di Cagliari, allontanato dalla madre anziana e accusato di maltrattamenti dall'amministratrice di sostegno, e quella di Alice, giovane donna con disabilità, e suo padre Antonio, sono solo alcuni esempi di come le degenerazioni dell'AdS possano incidere pesantemente sulle vite delle persone.

Il Ruolo Cruciale degli Operatori Sanitari e Sociali
I medici devono rimanere vigili nell'identificare i pazienti anziani a rischio di maltrattamento e nell'effettuare gli invii appropriati per l'intervento e la consulenza. L'assistente sociale, in particolare, svolge un ruolo fondamentale nel lavoro con le donne anziane e le persone con disabilità. Attraverso un approccio sistemico, la visita domiciliare e il lavoro biografico, l'assistente sociale può raccogliere informazioni preziose, cogliere le dinamiche familiari e le modalità di rapporto tra i conviventi.
È fondamentale curare la relazione attraverso un atteggiamento di cura e attenzione, con pazienza e disponibilità nell'ascolto. Il lavoro di rete con altri operatori permette di fare un quadro più completo della situazione, ma solleva anche interrogativi sull'influenza dell'ageismo e della scarsa conoscenza della violenza di genere da parte di alcuni professionisti.
Prevenzione e Intervento: Un Approccio Multidisciplinare
Un approccio multidisciplinare, che coinvolga medici, infermieri, assistenti sociali, avvocati, forze dell'ordine e psichiatri, è essenziale per affrontare l'abuso sugli anziani.
Intervento terapeutico:
- Se il paziente è in pericolo immediato, si deve considerare il ricovero ospedaliero, l'intervento delle forze dell'ordine o il trasferimento in un ambiente sicuro.
- Se il paziente non è in pericolo immediato, devono essere presi in considerazione interventi atti a ridurre il rischio, adattati alla specifica situazione.
Gli interventi possono comprendere:
- Assistenza medica.
- Educazione alla sensibilità culturale.
- Supporto psicologico informato sul trauma.
- Intervento delle forze dell'ordine e intervento legale.
La Protezione Legale di Anziani e Persone Fragili
In Italia, la tutela degli anziani non autosufficienti è garantita da strumenti giuridici come l'Amministrazione di Sostegno, l'interdizione e la tutela. La riforma Cartabia (in vigore dal 2023) ha apportato semplificazioni procedurali, con l'obiettivo di rendere questi strumenti più accessibili ed efficaci.
Tuttavia, è fondamentale che l'applicazione di queste misure sia sempre improntata alla massima attenzione e rispetto della persona, evitando che la tutela si trasformi in una forma di abuso o vessazione. La vigilanza del giudice è cruciale per prevenire casi di amministratori infedeli che potrebbero prosciugare i conti degli assistiti. La sensibilità sociale e la formazione degli operatori sono elementi indispensabili per garantire che la giustizia sia veramente al servizio dei più fragili.
La violenza sulle donne con disabilità è un problema spesso trascurato che richiede attenzione. La disabilità rende queste donne più vulnerabili alla violenza e all’abuso, e molte di loro subiscono abusi di diversi tipi. La difficoltà delle donne con disabilità a denunciare gli abusi è ancora maggiore quando l’abusante è il caregiver. È necessario lavorare sull’informazione e sulla costruzione di autonomia e autostima nelle donne con disabilità, per prevenire la violenza.
La società contemporanea è caratterizzata da fenomeni discriminatori e pregiudizi, fra i quali il genere e l’età. La violenza agita nei confronti delle donne è una violazione dei diritti umani; è definita una violenza di genere, una forma di discriminazione contro le donne. L’OMS definisce l’abuso sugli anziani: “un’azione singola, o ripetuta, o una mancanza di un’azione appropriata, che avviene all’interno di qualsiasi relazione in cui si sviluppa un’aspettativa di fiducia e che causa danno o dolore alla persona anziana”. Anche la discriminazione e i pregiudizi a causa dell’età e del genere possono essere considerati forme di abuso. Tra i fattori di rischio, l’OMS individua l’età e, appunto, il sesso, per cui le donne risultano essere più a rischio. La diffusione di pregiudizi culturali come la discriminazione degli anziani (“ageism” - per cui anziano = inutile, “un peso”) e le disuguaglianze di genere, creano terreno fertile per una cultura della “tolleranza della violenza” su questo tipo di target. La violenza è una grave violazione dei diritti umani ed è una forma di discriminazione contro le donne.
tags: #abusi #sostegno #non #autosufficienti #sole #24

