La Retribuzione dei Dirigenti Scolastici: Tra Indennità di Reggenza, Risultato e Posizione
La retribuzione dei dirigenti scolastici rappresenta un nodo complesso e tuttora in evoluzione, caratterizzato da una costante indeterminazione che rende difficile allineare gli emolumenti all'anno scolastico in corso. Le problematiche relative alla retribuzione di risultato e al pagamento delle reggenze, in particolare per l'anno scolastico 2023/2024, si trovano in una fase di "stand by" a causa di complessità contabili che richiedono la certificazione dei dati relativi agli anni scolastici precedenti. Questa lentezza dei processi autorizzativi, unita alla velocità media degli organi di controllo, lascia presagire tempi non brevi per la liquidazione dei compensi dovuti, generando un ritardo inaccettabile.

Il Nuovo Sistema di Valutazione e la Retribuzione di Risultato
La definizione del nuovo sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, avvenuta a metà dell'anno scolastico, ha ulteriormente complicato il quadro. Il Contratto Integrativo relativo all'anno corrente, infatti, non è stato ancora definito, mettendo in discussione non solo la retribuzione di risultato, ma anche la retribuzione di posizione, strettamente collegata alla fascia di appartenenza della scuola. Tuttavia, un segnale positivo è la ripresa delle trattative, con un incontro di contrattazione tenutosi il 2 aprile, occasione anche per salutare il nuovo Capo Dipartimento per le risorse, l'organizzazione e l'innovazione digitale, dott. Nando Minnella.
Il Contratto Integrativo Nazionale (CIN) 2024/2025 si prefigge di recepire le novità introdotte dal sistema di valutazione dei dirigenti scolastici, definendo modalità inedite per l'attribuzione della retribuzione di risultato. Durante la riunione, è stato reso noto che è stato firmato il decreto dei due Capi di Dipartimento relativo all'individuazione degli obiettivi da assegnare ai dirigenti scolastici, in attesa del via libera dagli organi di controllo. Nel frattempo, sono state impartite indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali per organizzare conferenze di servizio volte a informare i dirigenti sulle novità in atto.
L'Amministrazione si è impegnata a mitigare l'impatto retributivo di queste innovazioni nell'anno in corso, considerando il periodo avanzato dell'anno scolastico. È stato quindi individuato un set limitato di obiettivi e proposti quattro livelli di merito: il livello più basso corrisponde a una valutazione negativa (inferiore a 30 punti), con un peso sulla retribuzione pari a zero. Gli altri tre livelli prevedono soglie minime rispettivamente a 31 punti (valutazione sufficiente), 55 punti (buona valutazione) e 80 punti (ottima valutazione), con un peso retributivo del 80%, 90% e 100% rispettivamente. La differenza retributiva tra i livelli è ridotta: basta ottenere almeno 31 punti per avere un peso retributivo dell'80%, mentre sono necessari almeno 80 punti per raggiungere il 100%.
Inoltre, è previsto un ulteriore riconoscimento: il 5% dei dirigenti scolastici a livello regionale che ottengono le valutazioni più elevate riceveranno una maggiorazione della retribuzione di risultato pari al 30% del valore medio pro capite della risorsa destinata complessivamente a tale voce retributiva.

Le Richieste Sindacali e la Posizione Contrattuale
Le soluzioni presentate dall'Amministrazione hanno richiesto modifiche e integrazioni da parte della CISL Scuola. I sindacati sono stati invitati a fornire proposte per ulteriori approfondimenti. La CISL Scuola ha altresì richiesto una maggiore chiarezza e formalizzazione preventiva dell'algoritmo di calcolo delle quote della retribuzione di risultato, sottolineando che la quantificazione esatta degli importi spettanti a ciascun dirigente scolastico potrà avvenire solo a consuntivo, sulla base della distribuzione dei dirigenti nelle diverse fasce di punteggio. L'Amministrazione si è dichiarata disponibile a formalizzare i meccanismi di calcolo.
Durante la discussione, è emersa la questione della retribuzione di posizione, parte variabile, in relazione alla fascia di appartenenza. Le nuove risorse derivanti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) potrebbero determinare una forte divaricazione tra la I fascia (fino a 22.100,00 euro annui) e la III fascia (fino a 14.100,00 euro annui). La proposta della CISL Scuola e di altre sigle sindacali è di valutare un intervento differenziato per fascia, volto a ridurre l'eccessiva distanza tra i due estremi.
Sono state avanzate richieste di modifica anche in merito ai tempi di attribuzione della reggenza in caso di assenza del dirigente scolastico, proponendo che il periodo utile sia pari o superiore a 30 giorni.
Concorso Docenti 2020 | Sistema di Valutazione Nazionale
Questioni Aperte: PNRR, Assunzioni e Stress Lavoro Correlato
A margine dell'incontro, sono state richieste indicazioni sul versamento del 20% dei compensi PNRR al Fondo Unico Nazionale. L'Amministrazione ha condiviso la necessità di fornire indicazioni univoche e ha anticipato che interpellerà il Dipartimento della Funzione Pubblica per una risoluzione definitiva della questione. È stato inoltre comunicato che il concorso ordinario procede regolarmente e che, con ogni probabilità, a settembre prossimo sarà possibile assumere nuovi dirigenti scolastici. L'intenzione è di richiedere l'autorizzazione all'assunzione per tutti i posti vacanti e disponibili, fornendo alle organizzazioni sindacali adeguate informazioni sul numero dei pensionamenti e sulle procedure concorsuali.
La CISL Scuola, insieme ad altre organizzazioni, ha infine sollecitato l'apertura del confronto, in particolare sullo stress lavoro correlato, e la previsione di tempi adeguati per la revisione dei criteri di punteggio per la definizione delle fasce, al fine di renderli più efficaci e rispondenti ai fattori di complessità.
La Retribuzione di Risultato per l'Anno Scolastico 2023/2024
L'incontro del tavolo negoziale sul CIN 2023/2024, svoltosi presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), ha riguardato la retribuzione di risultato e le reggenze per l'anno scolastico 2023/2024. Questo anno scolastico segna un'importante novità: per la prima volta, la retribuzione di risultato viene negoziata a livello nazionale, sancendo la fine del sistema CIR (Contratto Integrativo Regionale). Inoltre, questo è l'ultimo anno in cui la retribuzione di risultato dipenderà dalla fascia di complessità della scuola.
La retribuzione di risultato rimane ancora indefinita, poiché per l'anno in corso dipenderà strettamente dal nuovo sistema di valutazione della performance dirigenziale, il cui confronto con l'amministrazione è iniziato da poco. È emerso chiaramente che la valutazione è un passaggio fondamentale e imprescindibile per l'erogazione della retribuzione di risultato. Senza una valutazione, e soprattutto senza una valutazione positiva, gli organi di controllo non procederanno al pagamento di questa componente retributiva.
Da quest'anno, per i dirigenti scolastici, la valutazione diventa cruciale per raggiungere un'equità retributiva con i dirigenti del MIM di pari fascia. Vi è un mancato accordo sull'idea di agganciare una parte della retribuzione di risultato alla complessità della scuola. Il sistema di valutazione è focalizzato sulle competenze dirigenziali, e non è considerato accettabile che i criteri delle fasce di complessità, ritenuti discutibili e non condivisi, continuino ad avere un'amplificazione negativa sia sulla retribuzione di risultato che su quella di posizione parte variabile.
Ci si interroga sulla possibilità di colmare il divario retributivo di circa 20.000 euro annui con i dirigenti di pari fascia, utilizzando le risorse che verranno individuate "a consuntivo". Si solleva inoltre la questione della volontà unitaria delle organizzazioni sindacali di Area di portare avanti la battaglia per raggiungere questo obiettivo, atteso dai dirigenti scolastici da 23 anni. Nonostante la fiducia, si constata che nella Legge di Bilancio 2025 non sono stati presentati emendamenti a favore dei dirigenti scolastici, né da parte di altre sigle sindacali, né dalla confederazione di appartenenza, sulla questione della perequazione retributiva. L'impegno sindacale, tuttavia, prosegue in modo trasparente e coerente nei luoghi istituzionali deputati alle decisioni politiche.
L'Indennità di Reggenza: Quadro Normativo e Applicativo
A integrazione di precedenti comunicazioni e a seguito di note di rettifica, l'Inpdap (ora parte dell'INPS) aveva comunicato con nota operativa n. 8 del 2/07/2007 che, per il personale della scuola, l'indennità di reggenza (codice assegno NoiPA 622/002) deve confluire nella retribuzione di risultato. Questa disposizione è in linea con quanto previsto dall'art. 47 del CCNL del 15/07/2001.
Infatti, l'incarico di reggenza è remunerato mediante un incremento della retribuzione di risultato, la cui misura è pari all'80% della retribuzione di posizione parte variabile che caratterizza il posto assunto in reggenza. È fondamentale sottolineare che la copia e la riproduzione di tali disposizioni sono vietate senza autorizzazione scritta.

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