Congedi e Permessi Legge 104: Novità e Chiarimenti INPS per l'Assistenza ai Familiari Disabili
L'assistenza a un familiare con grave disabilità è un diritto fondamentale che trova la sua disciplina in diverse normative, tra cui la Legge 104 del 1992 e il Decreto Legislativo 151/2001. Recentemente, con il messaggio n. 4143 del 22 novembre 2023, l'INPS ha fornito importanti chiarimenti in materia di congedi straordinari e permessi mensili previsti dalla Legge 104, apportando novità significative che ampliano la platea dei beneficiari e le modalità di fruizione.

Congedo Straordinario: Un Supporto Biennale per l'Assistenza
Il congedo straordinario, disciplinato dal comma 5 dell'art. 42 del D.lgs. 151/2001, rappresenta uno strumento essenziale per coloro che necessitano di dedicare tempo all'assistenza di un parente affetto da grave disabilità. Questo istituto consente al lavoratore di usufruire di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, della durata massima di due anni nell'arco della vita lavorativa, per prendersi cura del familiare disabile.
Per accedere a questo beneficio, è imperativo che il lavoratore conviva con la persona assistita. La normativa prevede un ordine di priorità ben definito per la concessione del congedo. In prima istanza, il diritto spetta al coniuge convivente, alla parte di un’unione civile, o al convivente di fatto, come stabilito dal comma 20 dell’art. 1 della Legge Cirinnà. La ratio di tale disposizione è quella di garantire la massima vicinanza e continuità assistenziale al disabile da parte dei suoi congiunti più stretti.
È importante sottolineare che il congedo straordinario è concesso a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno in una struttura sanitaria. Questa clausola mira a privilegiare l'assistenza domiciliare, promuovendo un ambiente familiare e confortevole per il disabile. Tuttavia, sono previste eccezioni in casi specifici, come ad esempio quando il disabile necessiti di assistenza specifica al di fuori della struttura ospedaliera, purché venga garantita l'assistenza e il lavoratore produca i titoli di viaggio.
L'INPS, con il messaggio n. 4143 del 22 novembre 2023, ha confermato la possibilità di approvare una richiesta di congedo straordinario anche se, per lo stesso periodo, sono già stati concessi i tre giorni di permesso mensile previsti dalla Legge 104. Questa precisazione scioglie un potenziale dubbio interpretativo, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori che assistono familiari con grave disabilità.
Permessi Legge 104: I Tre Giorni Mensili per l'Assistenza Quotidiana
I permessi ex Legge 104, invece, sono concessi ai lavoratori dipendenti per permettere loro di assistere un familiare con grave disabilità. Nello specifico, l'art. 33 della Legge 104 prevede la possibilità di usufruire di tre giorni di permesso retribuito al mese. Questi permessi sono pensati per far fronte alle esigenze quotidiane e più immediate del disabile, garantendo al caregiver la possibilità di essere presente nei momenti di maggiore bisogno.
Una novità fondamentale introdotta dal decreto legislativo n. 105/2022, entrata in vigore a partire dal 13 agosto, ha riguardato proprio la fruizione dei permessi Legge 104. In particolare, è stato eliminato il principio del "referente unico". In precedenza, infatti, la possibilità di usufruire dei permessi per assistere un familiare con handicap grave era riservata esclusivamente a un unico familiare.

L'Eliminazione del Referente Unico: Un Diritto Ampliato
Con la modifica del comma 3 dell’art. 33 della Legge 104, il principio del referente unico è stato abrogato. Questo ha comportato un allargamento significativo del diritto, consentendo a più familiari di usufruire, alternativamente tra loro, dei permessi per assistere lo stesso familiare con disabilità grave certificata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della Legge 104. La fruizione rimane comunque entro il limite massimo dei tre giorni mensili complessivi per ciascuna persona assistita.
Prima di questa modifica, l'alternanza tra familiari era consentita solo ai genitori che assistevano un figlio. Ora, invece, la possibilità è stata estesa a tutti gli aventi diritto, promuovendo una condivisione più equa del carico assistenziale.
Un Esempio Concreto: Immaginiamo una situazione in cui due fratelli, entrambi lavoratori dipendenti, assistano la madre che ha ottenuto il riconoscimento della Legge 104 con articolo 3, comma 3. Grazie alla nuova normativa, i due fratelli possono richiedere i permessi alternandosi. Ad esempio, un fratello può assentarsi dal lavoro per tre giorni in un mese, e il mese successivo l'altro fratello può usufruire dei suoi tre giorni di permesso, garantendo così una copertura assistenziale continua alla madre senza che uno dei due debba farsi carico dell'intera responsabilità.
Questo cambiamento normativo riconosce la complessità delle dinamiche familiari e la necessità di un supporto condiviso nell'assistenza a persone con grave disabilità.
PERMESSI 104 - IL TUTORIAL
Ampliamento della Platea dei Beneficiari: Unioni Civili e Convivenze di Fatto
Oltre all'eliminazione del referente unico, il decreto legislativo n. 105/2022 ha ulteriormente ampliato la platea dei beneficiari dei permessi Legge 104. La normativa ora include esplicitamente la parte di un'unione civile, ai sensi dell'articolo 1, comma 20, della legge 20 maggio 2016, n. 76, e i conviventi di fatto, ai sensi dell'articolo 1, comma 36, della stessa legge.
Questo riconoscimento giuridico sancisce l'importanza delle diverse forme di unione e convivenza nel contesto dell'assistenza familiare, equiparando, in termini di diritto ai permessi, queste unioni a quelle matrimoniali tradizionali.
Ordine di Priorità e Gradi di Parentela per i Permessi
Ricapitolando, hanno diritto a usufruire dei 3 giorni di permessi lavorativi previsti dalla Legge 104 per assistere un familiare con riconoscimento di disabilità in stato di gravità (legge 104, articolo 3 comma 3):
- Genitori
- Coniuge
- Parte di un'unione civile
- Convivente di fatto
In caso di mancanza, decesso, patologie invalidanti o età superiore ai 65 anni dei soggetti sopra elencati, il diritto si estende ai parenti o affini entro il terzo grado della persona con disabilità in situazione di gravità. Questo significa che, se i familiari più stretti non possono garantire l'assistenza, il diritto viene riconosciuto a una cerchia più ampia di parenti, assicurando che il disabile riceva il supporto necessario.
Assistenza a Più Familiari Disabili
È importante sottolineare un ulteriore aspetto chiarito dalla normativa: un lavoratore ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone con disabilità in situazione di gravità. Tuttavia, questa possibilità è soggetta a specifiche condizioni. Il lavoratore deve essere il coniuge, la parte di un'unione civile, il convivente di fatto, oppure un parente o affine entro il primo o secondo grado.
In particolare, per i parenti o affini entro il secondo grado, è necessario che i genitori o il coniuge della persona con disabilità in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età, siano anch'essi affetti da patologie invalidanti, o siano deceduti o mancanti. Questa disposizione mira a garantire che l'assistenza a più persone con disabilità sia effettivamente necessaria e che non vi siano familiari più prossimi in grado di fornirla.
Impatto dei Permessi su Altri Benefici
Un aspetto spesso fonte di incertezza riguarda l'influenza dei permessi Legge 104 sul calcolo di altri istituti retributivi. Si ricorda, infine, che i permessi ex Legge 104 non influenzano il calcolo di ferie, tredicesima o quattordicesima. Questo significa che i giorni di permesso fruiti per assistere il familiare non comportano una decurtazione di queste importanti voci retributive, garantendo al lavoratore di non subire penalizzazioni economiche per l'esercizio del suo diritto di assistenza.
Modalità di Richiesta dei Benefici
Per richiedere sia il congedo straordinario sia i permessi Legge 104, è necessario presentare apposita domanda. L'INPS ha reso disponibili diverse modalità per inoltrare tali richieste, al fine di facilitare l'accesso ai benefici.
È possibile presentare la domanda attraverso il portale telematico dell’INPS, accedendo alla propria area riservata con le credenziali SPID, CIE o CNS. In alternativa, i lavoratori possono avvalersi dell’assistenza gratuita dei Patronati, enti che offrono consulenza e supporto nella compilazione e nell’inoltro delle domande. È inoltre possibile contattare il Call Center dell’INPS per ricevere informazioni e assistenza telefonica.
La presentazione di una specifica istanza è fondamentale per ottenere il riconoscimento dei diritti previsti dalla Legge 104 e dal D.lgs. 151/2001, garantendo così il supporto necessario sia al lavoratore che al familiare con disabilità.

Considerazioni Finali e Implicazioni
Le recenti chiarificazioni dell'INPS e le modifiche legislative apportate dal decreto legislativo n. 105/2022 rappresentano un passo avanti significativo nel riconoscimento e nel sostegno ai caregiver familiari. L'eliminazione del principio del referente unico e l'estensione dei benefici a nuove tipologie di unioni e convivenze dimostrano una maggiore sensibilità verso le mutate realtà sociali e familiari.
L'abbattimento delle barriere che in precedenza limitavano la fruizione dei permessi a un solo familiare per persona assistita, e l'inclusione delle unioni civili e delle convivenze di fatto, ampliano notevolmente le possibilità di assistenza, promuovendo una ripartizione più equa delle responsabilità e del carico emotivo e fisico che l'assistenza a un disabile grave comporta.
La possibilità di cumulare, in certi casi, il congedo straordinario con i permessi mensili, e la certezza che questi ultimi non intacchino altri diritti retributivi come ferie e mensilità aggiuntive, offrono un quadro di maggiore sicurezza e prevedibilità per i lavoratori che si trovano ad affrontare queste delicate situazioni.
L'importanza di queste normative risiede nella loro capacità di bilanciare le esigenze lavorative con quelle assistenziali, garantendo al disabile il diritto a ricevere cure e supporto adeguati, e al lavoratore la possibilità di adempiere ai propri doveri familiari senza compromettere la propria posizione lavorativa. La semplificazione delle procedure di richiesta, attraverso il portale INPS, i Patronati e il Call Center, mira a rendere questi diritti accessibili a tutti coloro che ne hanno diritto.
In definitiva, le disposizioni in materia di congedi e permessi Legge 104, così come interpretate e aggiornate, si confermano strumenti essenziali per la tutela della dignità e del benessere delle persone con disabilità e per il sostegno alle loro famiglie.
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