Il Lavoro di Cura e Assistenza: Tutele e Sfide per i Caregiver
Il mercato del lavoro di cura e assistenza rappresenta un settore di crescente importanza, caratterizzato da una complessa rete di figure professionali e familiari che si dedicano all'assistenza di persone bisognose. In questo contesto, la figura del "caregiver" assume un ruolo centrale, delineandosi in diverse forme e implicando specifiche tutele giuridiche e lavorative. Questo articolo intende esplorare il panorama del caregiving in Italia, analizzando le tutele riservate dall'ordinamento nazionale alla figura del caregiver, sia esso familiare o professionale, e le sfide che tale ruolo comporta.
La Definizione e le Forme del Caregiving
Il termine "caregiver" (letteralmente "colui che si prende cura") si riferisce alla persona che assiste e si prende cura di un altro individuo non autosufficiente o con disabilità grave. Questa figura può essere un familiare, un parente, un convivente, o un assistente familiare professionale. Le principali attività del caregiver riguardano, quindi, l’assistenza diretta e indiretta alla persona bisognosa di cura.
Il Caregiver Familiare
La prima forma di caregiving, legata alla matrice domestico-familiare, è quella del caregiver familiare. Generalmente, si ritiene che questa attività sia resa "affectionis vel benevolentiae causae", ovvero per affetto o benevolenza, e pertanto sia estranea a ogni vincolo di subordinazione. Il primo riconoscimento giuridico del caregiver familiare è avvenuto con la Legge di bilancio 2018 (L. n. 205/2017), che ha definito tale figura come «persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto […], di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati [dall’art. 33, L. n. 104/1992], di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18». Questa definizione, pur riconoscendo l'importanza del ruolo, ha escluso la figura del caregiver familiare dall'alveo dei lavoratori subordinati, confermando l'impostazione che vede tale attività come prestata principalmente per legami affettivi.

Il Caregiver Professionale
Diversamente dal caregiver familiare, il caregiver "professionale" è un lavoratore specializzato nei servizi di cura e assistenza alla persona. Esso entra in gioco proprio in assenza, o a supporto, del caregiver familiare. Il lavoro del formal carer è retribuito e, di norma, associato a competenze tecniche, sociali, relazionali e psicologiche, connesse all’esercizio delle mansioni attribuitegli. Questo tipo di caregiver si configura come un vero e proprio lavoratore, sottoposto alla disciplina del lavoro subordinato, sebbene il settore del lavoro domestico di cura presenti peculiarità che hanno portato il legislatore ad adottare una tecnica legislativa "sottrattiva", prevedendo la mancata applicazione di alcune tutele riconosciute alla generalità dei lavoratori.
Tutele Giuridiche e Normative per il Caregiver
La legislazione italiana ha introdotto nel tempo diverse misure volte a riconoscere e tutelare la figura del caregiver, sebbene in modo frammentato.
Permessi e Congedi
Tra gli strumenti più significativi a disposizione dei caregiver familiari vi sono i permessi e i congedi lavorativi.
- Permessi Legge 104/1992: L'art. 33 della L. n. 104/1992 regola i permessi fruibili dal caregiver per prestare assistenza nei confronti del parente con disabilità. In particolare, i lavoratori dipendenti che assistono persone con handicap grave (riconosciuto ai sensi dell'art. 3, comma 3, della L. 104/1992) hanno diritto a tre giorni di permessi retribuiti al mese, frazionabili anche in ore. Se il caregiver è un lavoratore part-time, i permessi sono ridotti in proporzione al lavoro prestato. Questa disposizione è stata recentemente novellata dal D. Lgs. n. 105/2022, di recepimento della Direttiva UE sul work-life balance.
- Congedi Straordinari: L'art. 42, comma 5, del D. Lgs. n. 151/2001, come modificato dal D. Lgs. n. 119/2011, prevede la possibilità di usufruire di due anni di congedo straordinario retribuito nell'arco della vita lavorativa per assistere un familiare con disabilità grave. Questo congedo, fruibile anche in modo non continuativo, mira a garantire una presenza continuativa accanto al familiare in condizioni di grave disabilità.
- Congedi Parentali: Sebbene rivolti principalmente ai genitori per l'assistenza dei figli, i congedi parentali (disciplinati dal D. Lgs. n. 151/2001) possono rappresentare un sostegno anche per i caregiver che assistono figli minori.
Flessibilità Lavorativa
Per conciliare le esigenze lavorative con quelle di cura familiare, il legislatore ha introdotto alcune forme di flessibilità spazio-temporale nell'esecuzione dell'attività lavorativa.
- Lavoro Agile (Smart Working): Disciplinato dalla L. n. 81/2017, il lavoro agile consente di svolgere l'attività lavorativa in parte all'interno dei locali aziendali e in parte all'esterno, senza una postazione fissa. L'art. 18, comma 3-bis, della L. n. 81/2017 prevede un diritto di priorità nell'accoglimento delle istanze di lavoro agile per i lavoratori che assistono familiari con disabilità grave.
- Lavoro a Tempo Parziale: Il lavoro a tempo parziale (D. Lgs. n. 81/2015) rappresenta un'altra modalità flessibile di svolgimento della prestazione lavorativa, che prevede un regime dell'orario di lavoro inferiore al tempo pieno. Il caregiver può richiedere la trasformazione del proprio rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, ai sensi dell'art. 8, comma 3, 5 e 6, del D. Lgs. n. 81/2015.
Strumenti di Solidarietà e Supporto
- Cessione di Ferie e Riposi: L'art. 4, comma 1, del D. Lgs. n. 151/2015 ha introdotto la possibilità di cessione (gratuita e volontaria) di ferie e riposi fra lavoratori, espressamente finalizzata a consentire l'assistenza a «figli minori che, per le particolari condizioni di salute, necessitano di cure costanti».
- Ferie e Riposi Solidali: Analogamente, i lavoratori possono cedere giornate di ferie o riposo solidali ai colleghi in difficoltà per assistere figli minori che necessitano di cure costanti.

Il Mercato del Lavoro di Cura: Criticità e Tendenze
Nonostante le tutele introdotte, il mercato del lavoro di cura presenta diverse criticità, soprattutto per quanto concerne la figura del caregiver professionale e le dinamiche del lavoro sommerso.
Lavoro Sommerso e Irregolarità Contrattuale
Lo studio evidenzia come, su un totale di circa 2 milioni di caregiver, una percentuale significativa sia costituita da lavoratori irregolari o attratti al lavoro sommerso (52,3%). Questo settore è caratterizzato da una forte presenza di manodopera straniera (70%), soprattutto dall'Est Europa, e da una prevalenza di forza lavoro femminile (85%).
Bassi Salari e Precarietà
Il caregiving professionale è tradizionalmente associato a bassi livelli salariali e a condizioni di impiego precarie. Le forme di irregolarità contrattuale e di sfruttamento non consentono di apprezzare e valorizzare i contenuti professionali di questo lavoro.
Disparità di Genere nell'Occupazione
I dati evidenziano una marcata disparità di genere nella responsabilità di cura e nel suo impatto sull'occupazione. La responsabilità di cura grava principalmente sulle donne (9,4% contro il 5,9% degli uomini). Tra i lavoratori-genitori, il tasso di occupazione delle madri è significativamente inferiore rispetto a quello dei padri, specialmente in presenza di figli in età prescolare. Simili tendenze si osservano anche nell’ambito del caregiving professionale.
L'Evoluzione Giurisprudenziale: Tutela contro le Discriminazioni Indirette
Negli ultimi anni, la giurisprudenza ha ampliato la tutela del caregiver, riconoscendo forme di discriminazione indiretta.
La Sentenza della Corte di Giustizia UE C-38/24
La sentenza C-38/24 dell'11 settembre 2025 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che i caregiver familiari hanno diritto ad "accomodamenti ragionevoli", estendendo la tutela prevista per le persone con disabilità anche a coloro che forniscono assistenza. La Corte ha affermato che il divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità si applica anche a un lavoratore non disabile che subisce uno svantaggio a causa dell'assistenza prestata a un familiare con disabilità. Di conseguenza, i datori di lavoro sono tenuti ad adottare soluzioni ragionevoli per consentire al lavoratore caregiver di conciliare attività lavorativa e assistenza, purché tali soluzioni non comportino un onere sproporzionato.
Chi è il Caregiver e quali sono i diritti previsti per questa figura?
La Cassazione e la Discriminazione "per Associazione"
La Corte di Cassazione, con diverse pronunce, ha iniziato a riconoscere la discriminazione "per associazione", ovvero il trattamento svantaggioso del lavoratore non perché egli stesso disabile, ma in quanto legato a una persona disabile. Questo principio è fondamentale per tutelare i caregiver che subiscono pregiudizi sul lavoro a causa delle esigenze di assistenza familiare. Ad esempio, la Suprema Corte ha sottolineato che, in caso di licenziamento di un lavoratore disabile per superamento del periodo di comporto, il licenziamento sarà illegittimo se il datore di lavoro non dimostra di aver adottato tutti gli accomodamenti ragionevoli che avrebbero consentito al lavoratore di continuare a prestare la propria attività.
La Necessità di un Riconoscimento Organico
Nonostante i progressi giurisprudenziali, in Italia manca ancora una legge quadro nazionale che riconosca e supporti pienamente il caregiver familiare. Le tutele esistenti sono frammentate e spesso insufficienti a coprire le esigenze economiche e previdenziali di chi dedica la propria vita all'assistenza di un familiare fragile.
Proposte Legislative e Sfide Future
Si discute da tempo di una riforma organica che possa prevedere un'indennità economica, la copertura di contributi figurativi pensionistici, servizi di sollievo e formazione, e agevolazioni sul lavoro. Tuttavia, l'iter legislativo è complesso, anche a causa dei costi e delle platee da definire. Le proposte in discussione mirano a un riconoscimento formale e a sostegni concreti, ma l'esito rimane incerto.
La Strategia Europea per l'Assistenza
A livello europeo, la Strategia europea per l'assistenza mira a promuovere un accesso equo e di qualità ai servizi di cura e assistenza, riconoscendo il ruolo fondamentale dei caregiver. L'indagine sulla rispondenza delle normative interne alle indicazioni di fonte sovranazionale è cruciale per garantire un quadro di tutele omogeneo.
Il lavoro di cura e assistenza è un pilastro fondamentale della società, che merita un riconoscimento giuridico e normativo adeguato. La progressiva evoluzione giurisprudenziale e le discussioni legislative in corso rappresentano passi importanti verso una tutela più completa ed efficace della figura del caregiver, sia esso familiare o professionale, garantendo dignità e supporto a chi dedica la propria vita al benessere altrui.
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