Palazzo Giustiniani e le Ombre della Massoneria: Un'Analisi Approfondita

Il Palazzo Giustiniani, un edificio storico di Roma, è intimamente legato alla storia della Massoneria italiana, in particolare al Grande Oriente d'Italia. La sua architettura, la sua storia e la sua funzione si intrecciano con le vicende di questa antica istituzione, divenendo teatro e simbolo di dinamiche interne, di potere e di riservatezza. L'organizzazione ispirata e guidata da Licio Gelli, denominata Loggia Propaganda Due, nasce e si sviluppa nell’ambito della maggiore comunione massonica esistente in Italia: il Grande Oriente di Italia di Palazzo Giustiniani. Per comprendere appieno il fenomeno della Loggia P2, è fondamentale analizzare la struttura e le peculiarità delle principali organizzazioni massoniche italiane, tra cui spicca quella legata a Palazzo Giustiniani.

La Struttura Gerarchica della Massoneria di Palazzo Giustiniani

La Massoneria, come comunione massonica esistente in Italia, si articola in organizzazioni con un modello strutturale basato su una scala gerarchica modulata per gradi. Questa gerarchia è suddivisa in due livelli fondamentali: l'Ordine, che comprende i primi tre gradi, e il Rito, che abbraccia i gradi dal quarto al trentatreesimo. È importante sottolineare che tutti coloro che fanno parte del Rito sono necessariamente membri dell'Ordine, ma non vale l'inverso. Si tratta, quindi, di due livelli collegati ma distinti, con il Rito che si pone in una posizione sovraordinata all'Ordine. Questo modello di struttura verticalizzata presiede all'intera organizzazione massonica.

La mobilità degli iscritti all'interno di questa gerarchia è strettamente regolata dal principio di cooptazione, che governa ogni passaggio di grado, così come l'ammissione all'Ordine e, successivamente, al Rito. Gli iscritti sono ulteriormente raggruppati in logge a base territoriale. L'iscrizione a una loggia è un requisito fondamentale per l'ingresso di un "profano" nella Massoneria, il che significa che, in linea di principio, l'appartenenza all'istituzione avviene attraverso il momento comunitario della loggia.

Tuttavia, la Massoneria di Palazzo Giustiniani prevedeva una particolare modalità di accesso all'Ordine: l'iniziazione poteva essere operata direttamente dal responsabile supremo, il Gran Maestro, senza la necessità di una votazione da parte della loggia. I "fratelli" iniziati in questo modo, definiti "sul filo della spada", godevano di una posizione speciale, "all'orecchio" del Gran Maestro. Essi non avevano una loggia di appartenenza formale e la loro iniziazione avveniva al di fuori delle procedure ordinarie previste dagli statuti. La loro appartenenza era nota solo all'organo procedente, il Gran Maestro. Questi iscritti venivano designati come "coperti" e inseriti d'ufficio in una loggia anch'essa "coperta", composta esclusivamente da membri noti solo al Gran Maestro. Questa specifica loggia era denominata loggia "Propaganda", e poiché ogni loggia è contrassegnata da un numero oltre che da un nome, la loggia "Propaganda" avrebbe avuto il numero due. Questa è la spiegazione fornita dai responsabili massonici sull'origine di tale denominazione.

Illustrazione schematica della gerarchia massonica con distinzione tra Ordine e Rito

Le Tecniche di Copertura e la Riservatezza

Il fenomeno della "copertura" non era un'eccezione, ma una pratica diffusa all'interno delle diverse "famiglie" massoniche, interessando sia singoli iscritti che intere logge. La documentazione acquisita dalla Commissione d'inchiesta ha rivelato l'ampia portata di questa pratica, che andava oltre la semplice descrizione iniziale.

Era consuetudine, sia a livello centrale che periferico, l'uso di denominazioni fittizie per occultare la presenza di strutture massoniche al mondo esterno, il mondo "profano". Ad esempio, i contratti di affitto per i locali delle logge venivano spesso intestati a generici "Centri studi". Gli statuti di tali organismi non facevano alcun riferimento alla Massoneria o alle sue attività, pur riscontrandosi una perfetta identità tra gli iscritti al Centro studi e i membri della loggia. Licio Gelli stesso utilizzò questa tecnica, intestando le sedi della Loggia P2 a un Centro studi di storia contemporanea, che fungeva da copertura, anche per la corrispondenza tra gli affiliati.

Accanto alla copertura rivolta verso l'esterno, esisteva una seconda forma di occultamento, parziale o totale, rivolta verso l'interno dell'organizzazione stessa. Sono state rinvenute prove documentali di logge coperte periferiche, di una loggia coperta nazionale numero uno (presso l'organizzazione di Piazza del Gesù) e di un Capitolo nazionale riservato (presso il Rito Scozzese Antico ed Accettato di Palazzo Giustiniani). Sono stati inoltre acquisiti registri di appartenenti a logge (piedilista) in cui gli iscritti erano elencati con soprannomi o pseudonimi anziché con i propri nomi.

La documentazione, seppur frammentaria, testimonia un modus procedendi all'interno delle organizzazioni massoniche improntato a una profonda riservatezza. L'obiettivo era salvaguardare le attività degli iscritti, o di specifici settori, dall'indiscrezione e dall'interesse non solo degli estranei all'istituzione, ma anche di una parte degli stessi affiliati. I massimi responsabili massonici hanno rivendicato questa riservatezza come una caratteristica intrinseca dell'istituzione, motivata dai contenuti esoterici della dottrina massonica e dalla necessità storica di proteggere gli affiliati da persecuzioni.

Questi fenomeni di copertura erano ampiamente diffusi nella vita delle varie famiglie massoniche nel periodo precedente allo scioglimento della Loggia P2. Traevano alimento non solo da ragioni storiche, ormai superate, ma anche dall'assenza di un preciso quadro normativo che attuasse la norma costituzionale sulla libertà di associazione.

Mappa concettuale che illustra le diverse forme di copertura massonica

L'Interesse per il Mondo "Profano" e la Solidarietà Massonica

Un'altra peculiarità dell'organizzazione massonica, che merita un'indagine approfondita, è il marcato interesse delle varie comunità massoniche verso le attività del mondo "profano". Sebbene uno dei principi fondamentali della massoneria inglese originaria vieti l'occuparsi di questioni politiche, una vasta documentazione dimostra che l'attività delle logge non si limita allo studio di questioni esoteriche. Essa abbraccia un ampio spettro di interessi, unificati dalla pratica massonica della solidarietà tra "fratelli".

La solidarietà si manifesta a sostegno delle attività degli affiliati nel mondo "profano", arrivando fino all'appoggio esplicito per i fratelli candidati in occasione di consultazioni elettorali, formalizzato tramite circolari tra gli iscritti. Un esempio significativo di questo modello organizzativo è rappresentato dalle "camere tecniche professionali" verificate presso la comunione di Piazza del Gesù. Questi organismi settoriali, promossi dal centro, riuniscono gli iscritti in base alla loro professione. Accanto al modello delle logge territoriali e interprofessionali, si affianca un sistema parallelo di raggruppamento degli affiliati, organizzato su base nazionale, con interessi e attività "profane" come momento unificativo. In questo schema si trovano medici, professori universitari e militari. Quest'ultimo esempio è particolarmente degno di nota, poiché la relativa "camera" aveva carattere di riservatezza.

La propensione all'intervento nelle attività "profane" è una delle ragioni della pluralità di famiglie massoniche esistenti, oltre a divergenze di opinioni e interessi in materie estranee al profilo esoterico. Da questa propensione nasce e trova ragione di esistere l'istituto tipicamente massonico della "solidarietà" tra gli affiliati, ovvero la mutua assistenza che essi si garantiscono nell'esercizio delle loro attività professionali e nelle vicende personali estranee alla vita associativa.

La solidarietà tra fratelli rappresenta un'estensione del vincolo associativo al di fuori della comunione, con un'efficacia di rilevante portata e di difficile valutazione, data la riservatezza che gli affiliati mantengono nel mondo "profano" sull'esistenza di tale rapporto. La solidarietà massonica, sancita solennemente al momento dell'iniziazione, potrebbe apparire legittima e naturale, poiché è logico che individui che condividono gli stessi convincimenti morali ed esistenziali si sentano legati da un forte vincolo "fraterno".

Ciò che suscita perplessità nell'osservatore esterno è la marcata riduzione in termini pratici e concreti di questo affratellamento e la sua coniugazione con un radicato costume di riservatezza. Non è la solidarietà in sé a destare riserve, quanto piuttosto la sua scarsa avvertibilità sociale.

LA MASSONERIA SPIEGATA AI PROFANI

La Dimensione Internazionale della Massoneria e i Legami con Palazzo Giustiniani

Un'ulteriore connotazione di ordine generale è la rilevanza dell'aspetto internazionale della Massoneria. Essa si configura come un contesto di organizzazioni nazionali strettamente legate tra loro, identificabili in Europa in due schieramenti principali: uno a primazia britannica, verso cui è orientata la comunione di Palazzo Giustiniani, e uno di orientamento latino, egemonizzato dalla massoneria francese, a cui si ispira la famiglia di Piazza del Gesù.

Un dato particolarmente significativo ai fini di questa analisi è la connessione tra la massoneria statunitense e la comunione di Palazzo Giustiniani. Tracce di questi legami si riscontrano nella presenza di Frank Gigliotti in momenti cruciali della storia recente della comunione di Palazzo Giustiniani. Gigliotti, già agente della Sezione italiana dell'OSS e successivamente della CIA, fu l'artefice del primo riconoscimento del Grande Oriente d'Italia da parte della prestigiosa Circoscrizione del Nord degli USA nel 1947. Il riconoscimento da parte della Gran Loggia Unita di Inghilterra avverrà solo nel 1982.

Successivamente, Gigliotti presiedette il "Comitato di agitazione" costituito negli Stati Uniti per rispondere all'appello lanciato dai fratelli del Grande Oriente impegnati nella contestata opera di riappropriazione della casa massonica di Palazzo Giustiniani, confiscata durante il periodo fascista. Il compromesso tra il Grande Oriente e lo Stato italiano, patrocinato dai fratelli americani, fu siglato il 7 luglio 1960. L'atto di transazione fu sottoscritto dal ministro delle finanze Trabucchi e dall'allora Gran Maestro Publio Cortini, con la presenza dell'ambasciatore americano al tavolo della firma.

Sempre nel 1960, i fratelli americani intervennero, tramite Gigliotti, nell'operazione di unificazione del Supremo Consiglio della Serenissima Gran Loggia degli ALAM del principe siciliano Giovanni Alliata di Montereale (figura legata al golpe Borghese, alla "Rosa dei Venti" e a organizzazioni mafiose) con il Grande Oriente. Sembra che questa unificazione, con una forte accentuazione conservatrice, sia stata la condizione posta da Gigliotti in cambio dell'intervento americano nelle trattative con il Governo italiano riguardanti Palazzo Giustiniani. L'unificazione comportò l'estensione al Grande Oriente del riconoscimento già accordato alla Serenissima Gran Loggia di Alliata dalla Circoscrizione Sud degli USA, oltre a numerosi elementi di prestigio nell'ambiente massonico.

Questi eventi suggeriscono che il progetto di unificazione della massoneria italiana potesse corrispondere a interessi non esclusivamente autoctoni. Inoltre, è degno di nota il fatto che la comparsa di Licio Gelli sulla scena coincide con la scomparsa di Gigliotti, con una successione di tempi e un'identità di funzioni che non mancano di colpire.

Mappa che evidenzia le connessioni internazionali della Massoneria italiana

Palazzo Giustiniani: Storia e Ruolo nella Massoneria

Palazzo Giustiniani, situato in Via della Dogana Vecchia 29, vanta una storia architettonica e artistica di notevole pregio, intrecciata indissolubilmente con le vicende del Grande Oriente d'Italia. La struttura originaria risale al 1585, quando monsignor Pietro Vento, su progetto dei fratelli Fontana, inglobò alcune case preesistenti. Nel 1590, l'edificio fu venduto ai Giustiniani, una famiglia genovese che aveva perso l'Isola di Scio a causa dei Turchi.

I Giustiniani fecero ampliare l'edificio secondo un progetto di Francesco Borromini del 1653, sebbene l'esecuzione finale sia stata probabilmente opera di altri. I lavori si conclusero nel 1677, dieci anni dopo la morte di Borromini, sotto la direzione del capomastro Sebastiano Fonti e Domenico Legendre.

Una delle opere più celebri ospitate nel palazzo era la statua della Minerva (o Atena) Giustiniani, acquistata dal marchese Vincenzo Giustiniani e ammirata da Johann Wolfgang von Goethe. Questa copia romana in marmo del II secolo d.C. di un originale attico in bronzo del V secolo a.C. fu rinvenuta nel XVII secolo. La statua, dopo essere stata acquistata da Luciano Bonaparte nel 1805 e successivamente venduta a Papa Pio VII nel 1817, fu collocata nei Musei Vaticani. Nonostante il testamento del marchese Giustiniani stabilisse che nulla dovesse essere venduto, la preziosa collezione subì dispersioni e spoliazioni nell'Ottocento.

Nel 1859, il palazzo passò di proprietà ai Grazioli, che nel 1898 lo affittarono al Grande Oriente d'Italia della Massoneria. L'acquisizione formale da parte del Grande Oriente avvenne nel febbraio 1911, consolidando il legame tra l'edificio e l'istituzione massonica, tanto da dare il nome alla "Massoneria di Palazzo Giustiniani". Il palazzo venne soprannominato dagli adepti il "Vaticano Verde" o il "Vaticano dei 33".

Con l'ascesa del fascismo, nel 1925, l'attività massonica fu dichiarata illegale e il Grande Oriente d'Italia fu sciolto. L'edificio fu acquisito al demanio pubblico e concesso in uso al Senato, pur rimanendo in contenzioso per circa cinquant'anni.

Dopo la Liberazione nel giugno 1944, gruppi di massoni occuparono alcuni locali del palazzo, convivendo con gli uffici del Senato. La rinascita istituzionale della Massoneria e l'incremento del numero delle logge posero la questione della necessità di maggiore spazio. Nel 1947, il Grande Oriente d'Italia rivendicò la proprietà del Palazzo Giustiniani con un atto di citazione nei confronti del Demanio dello Stato. Questo iter amministrativo irrisolto portò all'abbandono forzato del palazzo da parte della Massoneria nel 1985. Da allora, nessun Gran Maestro, in veste ufficiale, ha varcato la soglia della storica sede. Attualmente, il palazzo è sede della Presidenza del Senato.

Fotografia storica di Palazzo Giustiniani

Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (R.S.A.A.) e il Legame con Palazzo Giustiniani

Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (R.S.A.A.) è un Sovrano Ordine Iniziatico, organizzato in Giurisdizioni territoriali nazionali e operante sotto la "Gloria del Grande Architetto dell'Universo". Si articola in trentatré gradi, a partire dal quarto, poiché i primi tre gradi massonici, detti simbolici, rientrano sotto la giurisdizione esclusiva delle Grandi Logge o Grandi Orienti.

In ogni Giurisdizione, il R.S.A.A. è governato da un Supremo Consiglio (S.C.) dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 33° ed ultimo Grado, che esercita poteri legislativi, amministrativi e rituali. Possono essere ammessi al R.S.A.A. solo Massoni Maestri, appartenenti al Grande Oriente d'Italia.

Il R.S.A.A. rappresenta il risultato di una complessa riforma di vari sistemi altograduali sviluppatisi nel corso del XVIII secolo. Il primo S.C. madre del mondo fu fondato a Charleston (USA) il 31 maggio 1801. Il S.C. d'Italia, con la denominazione completa "Supremo Consiglio dei Sovrani Grandi Ispettori Generali del 33° ed Ultimo Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Libera Muratoria per la Giurisdizione Italiana Grande Oriente d'Italia - Palazzo Giustiniani", fu fondato e installato ritualmente a Milano il 16 marzo 1805 dal Conte Alexandre Francois Auguste De Grasse Tilly.

Nello stesso atto costitutivo del S.C. d'Italia è dichiarato che esso "crea e costituisce di sua sovrana autorità una Gran Loggia Generale in Italia sotto la denominazione di G.'. O.'". Il Grande Oriente d'Italia venne quindi installato ritualmente il 20 giugno 1805 dagli stessi fondatori del S.C. del R.S.A.A. La separazione tra le giurisdizioni del Grande Oriente d'Italia e del S.C. fu sancita nel 1922.

A seguito di uno scisma verificatosi nel 1908, nacque un secondo S.C. detto di "Piazza del Gesù". Il ventennio fascista interruppe il problema di questa duplicazione. Alla ripresa delle attività massoniche nel 1943, dopo falliti tentativi di riunificazione, i detentori del Supremo Grado del R.S.A.A. ricostituirono i due S.C. di "Palazzo Giustiniani" e di "Piazza del Gesù". Tra il 1960 e il 1973, le incomprensioni si ricomposero, e da allora, nonostante altri tentativi scismatici, il S.C. di Palazzo Giustiniani rappresenta la legittimità, la regolarità e l'esclusività territoriale sulla Giurisdizione Italiana.

Il R.S.A.A. fa propri gli scopi della Libera Muratoria Universale, attingendo elementi dalle più nobili dottrine come l'Alchimia, la Cabala, l'Ermetismo, il Rosacrocianesimo e il Templarismo. L'obiettivo principale è il perfezionamento interiore e dell'umana Famiglia, attraverso una ricerca che tende al conseguimento della consapevolezza delle più alte problematiche relative alla Vita, alla Morte, alla Società, all'Universo e al Divino.

Per essere ammessi al R.S.A.A., è necessario essere Maestri Massoni, membri attivi e quotizzanti di una Loggia del Grande Oriente d'Italia. È sufficiente farne richiesta alla Camera Rituale del IV grado (o alla Camera Capitolare) del proprio Oriente.

La Massoneria Italiana: Strutture e Peculiarità

La Massoneria italiana si compone di due principali organizzazioni o "famiglie", comunemente identificate con i riferimenti alle loro sedi storiche: Palazzo Giustiniani e Piazza del Gesù. Quest'ultima si configura come una emanazione della prima, a seguito di una scissione avvenuta nel 1908 a causa di contrasti sull'atteggiamento da tenere riguardo alla legislazione sull'insegnamento religioso nelle scuole.

Accanto a questi due gruppi nazionali, la cui consistenza è stimata tra i 15.000 e i 20.000 iscritti per Palazzo Giustiniani e tra i 5.000 e i 10.000 per Piazza del Gesù, esistono altri gruppi locali minori, ciascuno con alcune centinaia di iscritti.

La struttura di queste organizzazioni è caratterizzata da una scala gerarchica modulata per gradi, con una divisione fondamentale tra Ordine (primi tre gradi) e Rito (dal quarto al trentatreesimo). La mobilità gerarchica è governata dal principio di cooptazione. Gli iscritti sono raggruppati in logge territoriali, e l'iscrizione a una loggia è prerequisito per l'ingresso nella Massoneria.

L'organizzazione ispirata e guidata da Licio Gelli, denominata Loggia Propaganda Due, nasce e si sviluppa nell’ambito della maggiore comunione massonica esistente in Italia: il Grande Oriente di Italia di Palazzo Giustiniani. La sua emergenza e le sue modalità operative sono inestricabilmente legate alle dinamiche interne e alle peculiarità strutturali della Massoneria italiana, in particolare di quella legata a Palazzo Giustiniani.

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