La Riforma Previdenziale: Tra Promesse Elettorali e Realtà dei Numeri

Mentre il Paese attendeva segnali concreti su una riforma previdenziale capace di superare davvero la legge Fornero, il confronto tra governo e sindacati dello scorso 10 ottobre ha invece confermato il peggiore dei sospetti: di pensioni non si è parlato. Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulle reali intenzioni del governo di varare una vera riforma previdenziale, l’incontro con i sindacati di venerdì 10 ottobre dovrebbe aver sciolto ogni dubbio. Nonostante sul tavolo ci fosse la legge di bilancio, della previdenza non si è proprio parlato. Nonostante gli slogan e le promesse elettorali di superamento della legge Fornero.

L'Adeguamento Automatico dell'Età Pensionabile: Un Obbligo Legale

Senza correttivi, dal 2027 l’età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 3 mesi, e nel 2029 a 67 anni e 5 mesi. Per la pensione anticipata serviranno invece 43 anni 1 mese di contributi nel 2027 e 43 anni e 3 mesi nel 2029. Insomma, commenta Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil, “si va in pensione più tardi e con assegni sempre più bassi. Il silenzio sulle pensioni rivela grande confusione nella maggioranza. Anche l’idea di utilizzare il parametro dei 64 anni per “bloccare” solo parzialmente l’aumento è illusoria: “Quasi 200 mila lavoratrici e lavoratori ne resterebbero esclusi, e non ci sarebbe alcuna salvaguardia per chi è già uscito con accordi di scivolo, isopensione o fondi di solidarietà.

Dal 2027 l’età per andare in pensione salirà, come previsto dalla legge Fornero, a 67 anni e 3 mesi, in linea con l’aumento della speranza di vita certificato dall’Istat. Un adeguamento automatico di tre mesi che, secondo i calcoli della Ragioneria generale dello Stato, vale circa 3 miliardi di euro l’anno a regime e che il governo sta valutando di modulare, per non gravare su alcune categorie di lavoratori. La misura sarà inserita nella prossima Legge di Bilancio, che dovrà chiarire tempi, costi e platee coinvolte. Il tema resta uno dei più delicati della manovra. Nel Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri la parola «pensioni» non compare nemmeno una volta. Eppure l’adeguamento dell’età pensionabile resta un passaggio obbligato: la legge Fornero, infatti, lega il requisito anagrafico alla speranza di vita, che nel 2024 ha toccato 21,6 anni per un sessantacinquenne, il valore più alto dal 2019. Per mantenere l’equilibrio, l’età della pensione dovrebbe così salire di tre mesi.

Grafico che mostra l'aumento dell'aspettativa di vita in Italia negli ultimi anni

I Conti e il Nodo della Sostenibilità: L'Impatto della Demografia

Bloccare del tutto l’adeguamento costerebbe, secondo le stime del Tesoro, fino a tre miliardi di euro all’anno, una cifra difficilmente compatibile con i vincoli di finanza pubblica fissati da Bruxelles e con la necessità di mantenere il deficit sotto controllo. La presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Lilia Cavallari, ha ricordato che il meccanismo di adeguamento non serve solo a riequilibrare la spesa pensionistica, ma anche a garantire assegni più alti nel lungo periodo: «In un sistema contributivo», ha chiarito, «il trattamento dipende dai contributi versati. L’allungamento della vita lavorativa aiuta a migliorare i trattamenti e a rendere più solido il sistema». Rinunciare all’adeguamento significherebbe, al contrario, allungare il periodo medio di erogazione senza aumentare i versamenti, con il rischio di assegni più bassi e di squilibri futuri.

Le tendenze demografiche e la precarietà del lavoro rendono urgente un ripensamento del sistema. “Questo governo - commenta Ghiglione - continua a ignorare la realtà sociale del Paese, fatta di salari bassi, discontinuità lavorativa e precarietà diffuse. Di qui le proposte della Cgil: “È indispensabile - prosegue la sindacalista - costruire una pensione contributiva di garanzia per i più giovani e per chi ha carriere discontinue, e introdurre una vera flessibilità in uscita che metta al centro le donne, riconosca pienamente il peso dei lavori gravosi e usuranti e valorizzi il lavoro di cura.

Carlo Cottarelli ci spiega come funzionano le PENSIONI | Classroom #5

Le Reazioni: Accuse di Ambiguità e Richieste di Tutele

Le opposizioni e i sindacati accusano il governo di ambiguità. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha parlato di un «paradosso»: «Sono andati al governo dicendo che avrebbero cancellato la Fornero, e invece stanno peggiorando le pensioni. Viene da dire: ridatecela». Dall’altra parte, la Lega insiste sulla necessità di «proteggere» i lavoratori più anziani: il vicepremier Matteo Salvini ha definito «inaccettabile» qualsiasi aumento dell’età pensionabile che non tenga conto della vita reale di chi lavora nei cantieri o nei turni notturni.

Anche le proposte estive del governo sull’utilizzo del Tfr per raggiungere l’importo soglia mostrano bene, secondo la Cgil, l’approccio sbagliato con cui si continua ad affrontare il tema delle pensioni. Il futuro? Non solo si va in pensione più tardi, ma lo si farà con assegni più bassi. Dal 2025, infatti, i coefficienti di trasformazione sono stati ridotti, determinando un taglio generalizzato degli assegni pensionistici. Si tratta in ogni caso, aggiunge il responsabile previdenza della Cgil, “di strumenti temporanei e marginali che coinvolgeranno appena 20 mila persone. D’altra parte, anche nel Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpfp) non c’è traccia di una vera riforma delle pensioni. Non solo: il tavolo tecnico con le parti sociali è fermo dal 18 settembre 2023, segno evidente della volontà del governo di rinviare ogni confronto.

Il Precedente e lo Scenario Futuro: Il Rischio dello "Scalone"

L’ultimo adeguamento automatico risale al 1° gennaio 2019, quando era scattato l’incremento legato all’aspettativa di vita (+5 mesi). Il successivo adeguamento, previsto per il 2021, era stato sospeso a causa dell’impennata dei morti causati dal Covid e il conseguente stop della speranza di vita registrato in quel biennio. Ora che l’Istat ha registrato un nuovo aumento della longevità, il meccanismo previsto dalla legge 214 del 2011 si riattiva automaticamente. Bloccarlo, segnalano gli esperti, porta il rischio del cosiddetto «scalone»: rinviare oggi potrebbe portare a un incremento cumulato più consistente nel 2029, quando scatterà la revisione successiva legata alle aspettative di vita aggiornate.

Diagramma che illustra il meccanismo di adeguamento automatico dell'età pensionabile alla speranza di vita

Previdenza Complementare e Generazioni Future: Un Dibattito Aperto

Senza trascurare chi è già in pensione, “perché i pensionati non possono essere trattati come un bancomat dello Stato. “È tempo di rimettere la giustizia sociale al centro delle politiche del Paese, restituendo a lavoratrici, lavoratori e pensionati ciò che è stato tolto e costruendo finalmente un sistema previdenziale più giusto, inclusivo e sostenibile, capace di guardare al futuro con equità e solidarietà.

In parallelo, Giorgetti ha rilanciato l’idea di rafforzare la previdenza complementare per ridurre il «pension gap» e garantire un reddito più equilibrato a chi avrà carriere discontinue. In pensione a 64 anni con Tfr, quali sono gli ostacoli: soglie, retribuzione minima e contributi. “In dieci anni 6,1 milioni di italiani usciranno dal lavoro”.

Infografica che confronta i sistemi pensionistici di diversi paesi europei

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