Pazienza, Pertini e la Repubblica: Un Dialogo tra Satira e Mito

La figura di Sandro Pertini, Presidente della Repubblica amato e indimenticabile, ha trovato un interprete d'eccezione nel genio dissacrante e affettuoso di Andrea Pazienza. Nonostante i due non si siano mai incontrati personalmente, il legame tra il Presidente e il fumettista, scomparsi rispettivamente nel 1990 e nel 1988, è stato profondo e nutrito da una stima reciproca, spesso ignota ai più. Questo sodalizio, nato dall'ammirazione di Pazienza per l'integrità morale e il coraggio di Pertini, si è manifestato attraverso una serie di opere grafiche che hanno trasformato un'icona politica in un mito, su cui si poteva scherzare senza mai mancare di rispetto.

Andrea Pazienza ritratto con pipa

L'Inizio di un Rapporto: La Copertina de "Il Male"

Tutto ebbe inizio nel 1979, quando Andrea Pazienza realizzò una copertina per la rivista satirica "Il Male". In questo disegno, Pertini veniva ritratto in un momento di profonda preoccupazione per il rapimento del cantautore Fabrizio De André. Sorprendentemente, questa rappresentazione toccò profondamente il vero Presidente, che non solo apprezzò enormemente il lavoro, ma chiese personalmente il disegno in regalo al giovane artista. Questo episodio segnò l'inizio di un interesse reciproco, che avrebbe portato a ulteriori collaborazioni grafiche e a un legame che trascendeva la mera rappresentazione artistica.

Fu in seguito a questa copertina che Vincenzo Sparagna, uno dei collaboratori de "Il Male", fu invitato, insieme ad altri colleghi come Vincino e Forattini, a un pranzo al Quirinale con il Presidente Pertini. Sebbene Pazienza non partecipasse a quell'occasione, rimanendo all'oscuro dell'invito secondo alcune testimonianze, l'episodio evidenziava già la volontà del Presidente di instaurare un rapporto diretto e informale con gli artisti che interpretavano la realtà del paese con la loro satira. Il racconto di quel pranzo, con il Presidente che scherzosamente invitava i suoi ospiti a tornare, definendo il ristorante del Quirinale "il migliore d’Italia ed inoltre è gratis", e offrendo il suo aiuto in caso di guai legali legati alle loro pubblicazioni, testimonia un lato umano e protettivo di Pertini che risuonava con la sua immagine pubblica di uomo del popolo e difensore delle libertà.

"Pertini il Partigiano": Un Eroe tra Mito e Realtà

La produzione più significativa del rapporto tra Pazienza e Pertini si concretizzò nella serie di tavole dedicate al Presidente partigiano, raccolte in diverse pubblicazioni nel corso degli anni. La più nota è forse quella del 1983, edita da Primo Carnera, che raccoglieva la maggior parte dei disegni di Pazienza su Pertini. Questa raccolta, successivamente ampliata e ripubblicata nel 2018 da Coconino e Fandango, offriva un ritratto a tutto tondo del Presidente, esplorando diverse sfaccettature della sua vita e del suo carattere attraverso la lente ironica e graffiante di Pazienza.

Copertina del volume

Le storie di "Pertini il partigiano", in particolare, vedono il personaggio di Paz, alter ego dell'artista, affiancare il "Pert" (come Pazienza affettuosamente soprannominò Pertini) in avventure surreali e dissacranti. Un esempio emblematico è la storia intitolata "Pertini partigiano alle Maldive", dove il Presidente, chiamato in soccorso da guerriglieri in un paradiso tropicale, si appresta a divertirsi quando viene raggiunto da una telefonata di Paz che lo informa di aver fatto esplodere una casa con una caffettiera. Questo tipo di narrazione, che mescola l'eroismo della Resistenza con situazioni comiche e impreviste, riflette la visione di Pazienza di Pertini non come un rito intoccabile, ma come un mito vivo, capace di essere protagonista di imprese straordinarie ma anche di situazioni quotidiane e ironiche.

La Satira Politica e la Critica della "Prima Repubblica"

Attraverso le vignette e le storie dedicate a Pertini, Pazienza non si limitò a celebrare il Presidente, ma utilizzò la sua figura per commentare e criticare la complessa realtà politica della cosiddetta "Prima Repubblica". In una delle sue incursioni satiriche, Pertini appare indignato di fronte alla moltitudine di voltagabbana che negano il loro passato fascista, con l'amara constatazione: "Eravamo 4 gatti, mò siamo 30 milioni". Questa vignetta, che vede Pertini tentato di riprendere le armi contro i "comizianti" ma che invece ripone l'intero arsenale in un cassetto, si conclude con una riflessione potente: se non avesse agito con tale moderazione, sarebbe finito insieme a personaggi come Curcio e compagni, ma proprio grazie alla sua scelta di non cedere alla violenza, è diventato Presidente della Repubblica.

ANDREA PAZIENZA Vita, eccessi e fumetti di un genio senza regole

L'invettiva è il tono dominante di molte delle 35 tavole che compongono la saga, dove il giovane Pertini viene immaginato alle prese con un futuro popolato dalla "peggiore fauna politica", con figure come Bettino Craxi e Giulio Andreotti in primo piano. Pazienza, attraverso le parole e le azioni del suo personaggio, esprimeva un profondo disprezzo per la politica fatta di opportunismo e trasformismo, contrapponendola alla rettitudine e all'integrità di Pertini.

Pertini: "L'Ultimo Esemplare di una Razza di Uomini Duri ma Puri"

La visione di Andrea Pazienza su Sandro Pertini emerge con chiarezza nella sua descrizione del Presidente come "L’ultimo esemplare di una razza di uomini duri ma puri come bambini". Questa definizione racchiude l'essenza del legame tra i due: la capacità di Pertini di mantenere una profonda umanità e semplicità, anche nelle più alte cariche dello Stato, e la sua incorruttibile integrità morale. Pazienza vedeva in Pertini un faro di speranza in un'epoca segnata dalla corruzione e dal malaffare che avevano compromesso la "Prima Repubblica".

Il fumettista, noto per il suo stile grafico rivoluzionario e per la sua capacità di affrontare temi complessi con audacia e originalità, trovò in Pertini un personaggio ideale per esplorare le contraddizioni e le aspirazioni della società italiana. La sua opera su Pertini non fu solo una celebrazione, ma anche un modo per riflettere sul valore della dignità politica e sull'importanza di lasciare un contributo valido, un segno, piuttosto che cedere al mero presenzialismo o alla propaganda. La dichiarazione di Pertini, riportata nel materiale di studio, secondo cui "la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente", risuona ancora oggi come un monito sulla gestione dell'immagine pubblica e sull'uso dei mezzi di comunicazione di massa.

Oltre Pertini: Un Affresco della "Prima Repubblica"

La collaborazione tra Pazienza e le riviste satiriche come "Il Male", "Frizzer", "Tango" e "Zut" ha permesso di creare un vasto affresco della "Prima Repubblica", popolato da numerose figure politiche e mediatiche. Oltre a Pertini, le vignette di Pazienza hanno ritratto, spesso in chiave critica e ironica, personaggi del calibro di Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, Bettino Craxi, Aldo Moro, Pietro Longo, Luigi Natta, Giorgio Almirante, Maurizio Costanzo, Licio Gelli, Marco Pannella, Amintore Fanfani, Francesco Cossiga, Ciriaco De Mita, Gianni De Michelis, Carlo Martelli e Achille Occhetto.

Vignetta satirica di Andrea Pazienza su politici italiani

Dal punto di vista grafico, le produzioni di Pazienza su Pertini, insieme a quelle dedicate a "Pippo" (un'altra sua reinterpretazione disneyana), sono considerate tra le più "disneyane" dell'artista. Tuttavia, anche in queste opere apparentemente più leggere, si cela una profonda critica sociale e politica. La capacità di Pazienza di mescolare il linguaggio del fumetto con la satira più pungente ha reso le sue opere su Pertini e sulla politica italiana un documento storico e culturale di inestimabile valore, capace di far riflettere e divertire generazioni di lettori.

L'Eredità di un Dialogo Unico

La mostra "PAZ e PERT", organizzata in occasione dei vent'anni dalla scomparsa di Sandro Pertini e a 35 anni dalla morte di Andrea Pazienza, ha messo in luce la profondità e l'originalità di questo rapporto. Curata da Vincenzo Mollica e Mariella Pazienza, la mostra ha presentato una ricca selezione di opere originali di Andrea Pazienza, inediti, bozzetti, copertine, sagome e filmati, affiancati da una cospicua documentazione proveniente dall'Associazione Nazionale Sandro Pertini.

Foto di Sandro Pertini con la Coppa del Mondo

Questo percorso espositivo ha offerto un punto di vista stimolante e originale, consentendo soprattutto alle nuove generazioni di avvicinarsi e conoscere meglio la figura indimenticabile del Presidente Sandro Pertini, attraverso gli occhi acuti e irriverenti di uno dei più grandi fumettisti italiani. La mostra, divisa in due ampie sezioni, ha esplorato sia il periodo della resistenza e dell'antifascismo di Pertini, sia la sua presidenza, durante la quale seppe reinventare il protocollo per essere sempre vicino alla gente.

L'opera di Andrea Pazienza su Sandro Pertini rimane un esempio luminoso di come l'arte possa dialogare con la storia, trasformando figure pubbliche in miti accessibili e comprensibili, capaci di ispirare riflessione e dibattito. La "pazienza" del Presidente, unita al "Pazienza" del disegnatore, ha dato vita a un dialogo unico tra la politica e la satira, lasciando un'eredità indelebile nel panorama culturale italiano.

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