Massimo Ferrero: Dalle umili origini romane al controverso impero tra cinema e calcio

Massimo Ferrero, figura poliedrica e spesso al centro di dibattiti, ha tracciato un percorso di vita e carriera che parte dalle vivaci strade del quartiere Testaccio di Roma per giungere a posizioni di rilievo nel mondo del cinema e, soprattutto, del calcio, con particolare riferimento alla Sampdoria. La sua storia è un intreccio di ambizione, successi imprenditoriali e vicende giudiziarie, che lo hanno reso un personaggio indimenticabile nel panorama italiano.

Le Radici Romane e i Primi Passi nel Mondo dello Spettacolo

Nato a Roma, nel popolare quartiere di Testaccio, Massimo Ferrero ha vissuto un'infanzia segnata da un ambiente familiare variegato e da una precoce attrazione per il mondo dello spettacolo. La nonna paterna, soubrette all'Ambra Jovinelli, recitava al fianco di figure note come Macario, mentre il padre Guglielmo e il fratello lavoravano come autisti di autobus. La madre gestiva un banco ambulante nel mercato di piazza Vittorio, all'Esquilino.

Fin da ragazzo, Ferrero mostrava poco interesse per lo studio, preferendo avventurarsi di nascosto a Cinecittà con l'amico Giuliano Gemma, all'epoca acrobata. Fu proprio in questo contesto che, nel 1958, fece la sua prima comparsa cinematografica. Successivamente, ottenne una piccola parte nel film "Liolà" (1963) al fianco di Giovanna Ralli. La sua giovinezza fu caratterizzata anche da lavori umili, come lo scarico delle merci ai Mercati Generali, e da un periodo trascorso nel carcere minorile di Porta Portese, motivato, a suo dire, da avances verso la figlia di una guardia. La sua vita lavorativa precoce vide anche esperienze come corriere per un macellaio, benzinaio (nel 1967) e venditore ambulante di caffè al porto fluviale. Il suo percorso nel cinema continuò con piccole parti in film di Dino Risi, come "Il tigre" e "Il profeta" (entrambi del 1968).

Cinecittà negli anni '50

L'Ascesa nell'Industria Cinematografica e l'Imprenditoria

Il vero salto di qualità per Massimo Ferrero avvenne attraverso le sue attività imprenditoriali. Dopo il matrimonio con Laura Sini, ereditiera dell'azienda casearia "I Buonatavola Sini", situata a Nepi e con esportazioni negli Stati Uniti, Ferrero divenne contitolare di sei caseifici. Dal matrimonio con Laura nacque una figlia, Emma, mentre da un precedente matrimonio aveva già due figlie: Vanessa, che avrebbe assunto un ruolo di primo piano nel business di famiglia, e Michela. Successivamente, adottò altri due figli maschi.

La sua carriera nell'industria cinematografica prese una piega decisiva con la fondazione di società come la Farvem e la gestione di un vasto network di sale cinematografiche a Roma, attraverso il Ferrero Cinemas Group, parte del gruppo Mediaport Cinema. Tra le sue acquisizioni spicca lo storico teatro Adriano. La sua attività nel settore fu segnata anche da un episodio controverso: nel 2006, acquistò i diritti del film "Bye Bye Berlusconi!" di Jan Henrik Stahlberg, presentato al Festival di Berlino, ma il film non venne mai distribuito, ufficialmente per non recare dispiacere a Silvio Berlusconi e forse per difficoltà distributive.

La sua influenza nel mondo del cinema si estese anche alla collaborazione con figure note come Ricky Tognazzi, Simona Izzo, Francesco Venditti e Claudia Gerini. Tuttavia, la gestione della Farvem fu caratterizzata da difficoltà finanziarie, con ingiunzioni di pagamento, cartelle esattoriali e numerose cause legali. L'asset principale della società era un complesso residenziale a Cinecittà, stimato 40 milioni di euro.

Manifesto del film

L'Ingresso nel Mondo del Calcio: La Sampdoria

Il nome di Massimo Ferrero divenne indissolubilmente legato al calcio italiano nel 2014, quando, il 12 giugno, acquisì a titolo gratuito la proprietà della Sampdoria da Edoardo Garrone. L'operazione comportò l'assunzione di circa 15 milioni di euro di debiti. L'acquisizione avvenne tramite la finanziaria "Sport Spettacolo Holding s.r.l.", controllata al 100% dalla Holding Max S.r.l., di cui era proprietaria per l'80% la figlia Vanessa e per il 20% il nipote Giorgio. L'esborso totale di Garrone per garantire la continuità aziendale della Sampdoria era stato di 65,4 milioni di euro.

La gestione Ferrero della Sampdoria fu inizialmente accolta con un certo favore, soprattutto nella stagione 2014-2015, grazie ai buoni risultati sportivi della squadra. Lo stile istrionico e le dichiarazioni pubbliche del presidente contribuirono a renderlo una figura popolare, tanto da essere oggetto di imitazione da parte del comico Maurizio Crozza e da partecipare al Festival di Sanremo nel 2015.

Tuttavia, questo periodo di apparente serenità fu presto offuscato da controversie e problemi legali. Ferrero manifestò interesse per l'acquisto di altre squadre di calcio, come il Lecce e il Cosenza, ma senza successo.

LA NASCITA DELLA SAMPDORIA

Le Vicende Giudiziarie e la Caduta dalla Presidenza

La carriera calcistica di Massimo Ferrero fu segnata da una serie di problematiche legali che ne compromisero la posizione. Il 5 aprile 2017, a seguito di una condanna definitiva a un anno e 10 mesi per il crac Livingston, la FIGC lo fece decadere dalla presidenza della Sampdoria, pur rimanendone proprietario.

Le indagini giudiziarie si intensificarono: il 28 novembre 2018, venne emesso un ordine di sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 2,6 milioni di euro, a seguito della presunta sottrazione di 1,2 milioni di euro dalle casse della Sampdoria, incassati per la cessione del calciatore Pedro Obiang nel 2015.

Il 3 luglio 2020, la Procura di Roma chiese il rinvio a giudizio per Ferrero, accusato di aver sottratto oltre 1,1 milioni di euro dalle casse del club, deviando parte della somma incassata dalla vendita di Obiang sui conti della sua società, la Vici Srl. I capi d'imputazione includevano appropriazione indebita, truffa, autoriciclaggio e dichiarazione fraudolenta.

Simbolo della Sampdoria

Nonostante queste accuse, nell'ottobre 2020, Massimo Ferrero venne prosciolto dalle accuse dal GIP di Roma nell'ambito del procedimento per appropriazione indebita, autoriciclaggio e uso di fatture false. Il giudice non accolse le richieste della Procura e assolse anche gli altri imputati che avevano optato per il rito abbreviato, tra cui la figlia Vanessa.

La situazione precipitò nuovamente il 6 dicembre 2021, quando Ferrero fu arrestato dalla Guardia di Finanza nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Paola per reati societari e bancarotta fraudolenta aggravata. Fu trasferito nel carcere di San Vittore, mentre per altre cinque persone, inclusa sua figlia e un nipote, scattarono gli arresti domiciliari. Le indagini coinvolsero diverse regioni e si basarono su intercettazioni telefoniche e sulla denuncia di un finto furto di un'Audi S8, all'interno della quale sarebbero state custodite documentazioni contabili delle società fallite, al fine di ostacolare i controlli. Tra i capi d'imputazione contestati anche la stipula di un contratto di leasing per una Ferrari F430 Spider, avvenuta mediante distrazione di fondi da una delle sue società fallite.

Nonostante l'arresto, il 23 dicembre 2021, il Riesame di Catanzaro accolse il ricorso di Ferrero, sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il 23 maggio 2022, il GUP presso il Tribunale di Paola dispose il rinvio a giudizio di Ferrero, revocando contestualmente gli arresti domiciliari. Il processo con rito ordinario iniziò il 21 settembre dello stesso anno.

Nel luglio 2023, Ferrero, insieme all'avvocato Antonio Romei e al direttore operativo della Sampdoria Alberto Bosco, venne indagato dalla Procura di Genova per false comunicazioni sociali, emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, in relazione alle compravendite di alcuni giocatori e ai rapporti tra Juventus e Sampdoria, con particolare riferimento alla plusvalenza di Emil Audero. Nell'ottobre 2023, Ferrero fu inoltre denunciato dal Tribunale di Roma per aver manomesso nel 2019 i sigilli a un immobile sequestrato, al fine di impedirne l'accesso alla curatrice giudiziaria.

La parabola di Massimo Ferrero, dalle sue umili origini romane alla gestione di un impero nel cinema e a un controverso periodo alla guida della Sampdoria, rimane una testimonianza della complessità e delle dinamiche spesso inaffidabili del mondo imprenditoriale e sportivo italiano.

Stadio Luigi Ferraris di Genova

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