Le Disabilità Sensoriali, Visive, Uditive e Motorie: Comprendere e Affrontare le Sfide

Le disabilità sensoriali, visive, uditive e motorie rappresentano una complessa realtà nella vita di molte persone, influenzando profondamente il loro modo di interagire con il mondo e di partecipare alla società. Comprendere le diverse sfaccettature di queste disabilità è il primo passo fondamentale per promuovere un ambiente più inclusivo e supportivo. Le disabilità possono essere classificate in diverse categorie, tra cui fisica, psichica e sensoriale, ognuna con le proprie caratteristiche e implicazioni.

Disabilità Visiva: Un Mondo da Riscoprire

La disabilità visiva si manifesta quando il sistema visivo è compromesso, impedendo la ricezione e l'elaborazione delle informazioni visive. Possiamo considerare in situazione di disabilità le persone completamente non vedenti o ipovedenti, cioè con una vista così ridotta da non poter essere corretta con dei normali occhiali. Il campo visivo è definito come “la scena visibile dal soggetto con uno o con entrambi gli occhi, quando egli fissa un punto davanti a sé, a grande distanza, nel piano orizzontale”. La disabilità visiva quindi, sia che si tratti di ipovisione che di cecità completa, comporta alterazioni in questi due aspetti che caratterizzano la vista e che possono colpire un solo occhio o entrambi.

È importante fare una distinzione tra una situazione di deficit visivo grave che si instaura al momento della nascita e la cecità che subentra in età adulta, in quanto le ripercussioni psicologiche e gli adattamenti sono completamente diversi.

Conseguenze della Disabilità Visiva nell'Infanzia

Le conseguenze più evidenti nello sviluppo di un bambino non vedente si hanno sul piano della motricità, provocando un rallentamento nello sviluppo psicomotorio. Il bambino in seguito impara ad usare gli altri sensi, udito e tatto, per ricostruire mentalmente la forma e la localizzazione degli oggetti nello spazio. La deambulazione si presenta comunque in ritardo rispetto agli standard e alcuni sostengono che vi sia un lieve ritardo nelle prestazioni tipiche dell’intelligenza senso motoria spiegata da una minore motivazione ad agire. Anche le interazioni sociali presentano alcuni problemi in quanto il bambino si deve affidare completamente al linguaggio verbale. L’iperprotezione dei familiari spesso può impedire l’autonomia e il mancato ampliamento dei rapporti sociali, e per questo è necessario, oltre a fornire un sostegno psicologico alla famiglia, inserire il bambino in contesti sociali progressivamente più allargati.

bambino cieco che impara a suonare il tamburo

Le strategie didattiche che consentono a un alunno con disabilità visiva di vivere un percorso di apprendimento accessibile e inclusivo fanno riferimento a una prospettiva di tipo esperienziale. Più occasioni vengono date, più le percezioni e il bagaglio di conoscenze del bambino non vedente si arricchiscono. Allo stesso tempo, però, la giusta attenzione va riposta nel non generare una condizione di stress data dall’eccesso di informazioni e spiegazioni. Grazie alla competente attivazione e integrazione delle percezioni sensoriali, egli impara a muoversi autonomamente in ambienti conosciuti e a ricercare riferimenti per orientarsi e organizzare i propri percorsi. Con l’inizio della scuola primaria, le richieste - in termini di attenzione e di memoria procedurale - aumentano, mentre diminuiscono il tempo e lo spazio del movimento. Per un bambino con deficit visivo l’attenzione prolungata al compito e l’impossibilità di esplorare l’ambiente circostante sono ostacoli non indifferenti. Le modalità di comunicazione si fanno prettamente verbali e il linguaggio è denso di riferimenti visivi inaccessibili e incomprensibili. Negli anni della scuola primaria il bambino, come i compagni, impara a utilizzare linguaggi strutturati e codici simbolici. Per chi non vede ciò significa apprendere il codice Braille, un sistema di lettura e scrittura in rilievo che risponde alle caratteristiche della percezione tattile.

Quali sono le cause principali della disabilità visiva? Le cause possono essere di tipo congenito o conseguenza di una malattia o di un trauma più o meno grave.

La Disabilità Visiva in Età Adulta

Il problema principale che sorge in età adulta è la non accettazione della patologia. La persona percepisce la perdita della vista con dolorosa intensità e tutti i fenomeni relativi all’elaborazione del lutto si presentano con forza. L’orientamento e la mobilità sono competenze che l’individuo acquisisce gradualmente durante la crescita. Lo sviluppo e l’apprendimento delle suddette capacità sono direttamente correlati alle esperienze di esplorazione dello spazio e di progressiva conquista dello stesso, in età evolutiva. Nella popolazione di persone con deficit visivo, si osservano diversi comportamenti, talora contrastanti, rispetto al desiderio di esercitare la propria mobilità autonoma. L’assenza della vista o la sua parziale compromissione diventano, in alcune persone, il pretesto per assumere abitualmente condotte di dipendenza che, un po’ alla volta, conducono alla rinuncia della propria autonomia. L'orientamento (dispositivi per la mobilità, es. Leonardo ausili) è un aspetto cruciale che richiede strategie specifiche per garantire l'indipendenza.

Riconoscere di essere in prossimità di un incrocio - Corso Ierfop "Orientamento e mobilità"

Disabilità Uditiva: Ascoltare il Mondo in Modo Diverso

La disabilità uditiva compromette la capacità di percepire i suoni, influenzando la comunicazione, lo sviluppo del linguaggio e l'interazione sociale. Nel caso della disabilità uditiva, risulta danneggiato il sistema che permette di ricevere le onde sonore, di trasformarle in impulsi neurali e la successiva trasmissione di tali impulsi alla parte di corteccia cerebrale che li elabora. Una perdita dell’udito totale è definita sordità, mentre una perdita parziale si definisce ipoacusia. La sordità o l’ipoacusia possono essere di due tipi in relazione alle strutture danneggiate.

Conseguenze della Disabilità Uditiva nei Bambini

La conseguenza più rilevante della sordità o dell’ipoacusia, a causa della difficoltosa o impossibile percezione dei suoni, riguarda una limitata percezione del linguaggio e di conseguenza anche lo sviluppo intellettivo ne risente. Il linguaggio infatti, oltre ad avere una funzione comunicativa, ha anche una funzione regolativa del comportamento e una funzione cognitiva. Per imparare a parlare, il bambino infatti viene sottoposto ad una terapia logopedica che può durare anche 10 anni e nonostante questa terapia, hanno comunque difficoltà a comunicare e a integrarsi con il mondo circostante. I deficit uditivi in un neonato hanno anche delle conseguenze sul piano dello sviluppo affettivo e sociale. I deficit uditivi lievi possono essere compensati con efficacia e non pregiudicano lo sviluppo.

Quali sono le tipologie di ipoacusia e le loro cause? Le ipoacusie possono essere di tipo trasmissivo, neurosensoriale o misto, a seconda delle strutture dell'orecchio coinvolte. Le cause possono essere genetiche, infettive, traumatiche o legate all'esposizione a rumori intensi.

bambino che impara la lingua dei segni

Disabilità Motoria: Movimento e Autonomia

La disabilità fisica, o motoria, implica una limitazione a livello fisico per la persona che ne sia affetta, con la conseguente compromissione o impossibilità del movimento. Può avere origine congenita, oppure essere acquisita in seguito a una malattia o ad un trauma. La persona con disabilità fisica presenta una riduzione delle capacità motorie e tale condizione ne limita inevitabilmente la partecipazione alle principali attività del quotidiano. Spesso si tende a dare per scontato il rapporto di causa-effetto tra la menomazione (ad esempio, l’impossibilità di utilizzare gli arti inferiori) e l’handicap (ossia lo svantaggio che ne deriva). Tuttavia, lo svantaggio legato a una menomazione non dipende soltanto dalla presenza o dalla gravità di quest’ultima, ma anche - e in misura molto consistente - dal contesto di vita della persona. Le barriere che incidono sull’entità degli svantaggi possono essere infatti sia strutturali (architettoniche e ambientali) sia sociali, quali: il pregiudizio e lo stigma nei confronti delle diversità, gli atteggiamenti di imbarazzo o di timore nei confronti di chi ne è portatore. Il compito di ridurre tali effetti individuali della menomazione è in capo alle professioni sanitarie, psico-pedagogiche e sociali, fondamentali quando alla disabilità fisica si associ anche una disabilità psichica.

La Classificazione Moderna della Disabilità: Un Approccio Olistico

Negli ultimi vent’anni, a partire in particolare dalla “Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Salute e della Disabilità” (ICF) pubblicata nel 2001 dall’OMS, si è pervenuti ad una nuova classificazione della disabilità che tenesse conto anche degli aspetti ambientali nei quali è vissuta. La correlazione tra stato di salute e ambiente ha permesso di definire la disabilità come una condizione di salute in un contesto sfavorevole. Il termine disabilità ha così assunto il significato di “fenomeno multidimensionale” risultante dall’interazione tra persona e ambiente fisico e sociale. Solo considerando ogni aspetto della vita delle persone con disabilità si possono fornir loro gli strumenti necessari volti ad acquisire una buona autonomia, con un conseguente miglioramento della qualità di vita che garantisca una sempre maggiore inclusione sociale.

Disabilità Intellettiva e Approcci Terapeutici

La disabilità intellettiva è un disturbo del neurosviluppo che emerge nei primi anni di vita del bambino e interessa diverse competenze (cognitive, motorie, linguistiche, sociali e affettive). Causa una compromissione del funzionamento personale, sociale e scolastico del bambino, influisce sulla sua qualità di vita e impedisce il raggiungimento delle normali tappe di sviluppo. Il disturbo può variare da lieve a grave e comporta deficit delle capacità mentali generali. Possono sorgere difficoltà nell’apprendimento, la presenza di un pensiero concreto in cui è assente l’astrazione, modalità rigide di comportamento e difficoltà nella risoluzione dei problemi. Qualche volta si assiste alla compresenza di deficit nella comunicazione, legati all’aspetto linguistico e pragmatico, e deficit motori, che influenzano la coordinazione, il movimento e l’esecuzione delle abilità motorie. Emerge una difficoltà nella funzione adattiva, che interferisce sulla comunicazione, sull’attività sociale e sull’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane.

Le cause della disabilità intellettiva possono essere di 3 tipi: Prenatali (alterazioni cromosomiche, malformazioni congenite, malattie dismetaboliche, gravi complicanze durante la gravidanza), Perinatali (complicanze presenti da una settimana prima della nascita fino al primo mese di vita) e Post-natali (patologie, infezioni, traumi, epilessia).

Attraverso un approccio multidisciplinare, l’equipe crea un progetto terapeutico integrato, personalizzato e dinamico. L’obiettivo è quello di incrementare il benessere psicofisico del bambino e favorirne il raggiungimento del suo potenziale di sviluppo, a partire dalle sue risorse personali. Affinché ciò avvenga, è importante un lavoro di stimolazione sensoriale, che aiuti ad integrare le diverse sfere del bambino, agendo in modo armonico e globale sul suo percorso di crescita.

Tra le terapie che fanno proprio questo principio, la musicoterapia è una delle più efficaci. Utilizza i vari aspetti collegati al canale sonoro-musicale, così il bambino entra in contatto con un’esperienza che tiene conto dell’unità sensoriale. Il bambino viene quindi coinvolto in esperienze motorie, cognitive e affettive, in cui ogni vissuto senso-motorio incide sul suo assetto neuronale, emotivo e cognitivo. La musicoterapia permette al bambino di consolidare le competenze presenti e acquisirne di nuove.

strumenti musicali utilizzati in musicoterapia

Da recenti studi di neuroscienze risulta che la musica abbia un forte impatto psiconeurobiologico sull’essere umano, incidendo sul suo stato neuro-ormonale. La musica, che coinvolge varie competenze della persona e dunque del bambino, è utilizzata in musicoterapia al fine di supportare il raggiungimento e il consolidamento di un’abilità in modo graduale e progressivo. L’ascolto e la produzione musicale attivano infatti una moltitudine di strutture cerebrali coinvolte nell’elaborazione cognitiva, senso-motoria ed emotiva. Attività come suonare, ballare e cantare richiedono la maturazione e l’integrazione di diverse competenze dell’individuo. La musicoterapia offre così, all’interno di uno spazio ludico ed edonico, la possibilità di assimilare in modo del tutto spontaneo una competenza che risulta essere potenzialmente raggiungibile, ma a cui da solo il bambino avrebbe difficoltà ad accedere. In questo modo, all’interno dello spazio musicoterapeutico, il cervello crea e rafforza nuove connessioni neuronali, migliorando le sue competenze e la qualità della vita del bambino.

I genitori occupano un ruolo fondamentale, perché è importante creare un ambiente supportivo e ricco di opportunità, a partire dall’ambiente familiare. In famiglia il bambino ha modo di sperimentarsi, apprendere con motivazione, agire creativamente e crescere in armonia. I bambini imparano giocando e i genitori li accompagnano nelle loro scoperte. I giochi che vengono loro proposti devono contenere elementi chiari e diretti che tengano conto delle capacità e dei tempi del bambino. La canzone è tra i primi elementi proponibili e permette di intervenire sull’integrazione della percezione uditiva, visiva e motoria, rafforzando al tempo stesso capacità quali attenzione e memoria. Tra le attività proposte, il bambino può essere invitato a completare le parole o rafforzare i vocalizzi, così da incrementare le produzioni vocali. Si possono anche associare dei gesti semplici e chiari da fare insieme. È importante ripetere l’esperienza nel tempo, per permettere al bambino di assimilare le competenze richieste. Si aggiungeranno quindi gradualmente degli elementi nuovi, ma sempre nel rispetto dei tempi del bambino. Ricordatevi che per il bambino condividere un momento piacevole con i propri genitori fa sì che l’esperienza vissuta divenga più di un semplice gioco.

Quando lo sviluppo del bambino sembra avere dei significativi rallentamenti, è importante che avvenga una diagnosi tempestiva del problema.

tags: #disabilita #sensoriali #visive #uditive #e #motorie

Post popolari: