La Questione Rom a Napoli: Segregazione Abitativa e Percorsi di Integrazione
La Città Metropolitana di Napoli (CMN) rappresenta un crocevia complesso e critico per la questione rom in Italia, caratterizzata da profonde problematiche abitative e da una marcata segregazione. Nonostante la presenza storica della comunità rom nel territorio partenopeo, risalente al XV secolo con la nascita dei "napulengre", i rom originari di Napoli distintisi per una profonda integrazione e un contributo significativo alla cultura locale, le condizioni attuali dipingono un quadro allarmante. Un report fondamentale, intitolato "Figli dell'abbandono" e redatto dall'Associazione 21 Luglio, ha censito e analizzato le condizioni di vita dei rom all'interno degli insediamenti formali e informali, evidenziando come la CMN sia un luogo di segregazione e precarietà, soprattutto abitativa.

La Precarietà Abitativa: Un Dato Allarmante
Il vasto territorio della Città Metropolitana di Napoli, che si estende per oltre 1170 km² e comprende 92 comuni, registra le peggiori condizioni abitative a cui è soggetta la comunità rom. A Napoli e nel suo hinterland, si riscontra il tasso più alto di persone di etnia rom che vivono in emergenza abitativa. Si tratta di circa 3000 individui, una cifra che rappresenta lo 0,11% sul totale degli abitanti della CMN, un dato significativamente superiore al tasso nazionale dello 0,03%. Questa emergenza abitativa è il risultato di una lunga storia di marginalizzazione e di politiche abitative inadeguate.
I primi rom giunsero in Italia intorno al XV secolo, stabilendosi in diverse zone, tra cui proprio Napoli e il Sud Italia. Nacque così la comunità dei "napulengre", che si sono distinti per un'integrazione profonda e un contributo significativo alla cultura partenopea. Nei secoli, i napulengre hanno sviluppato una propria identità culturale, distinta da altre comunità rom italiane e internazionali, coltivando abilità artigianali e artistiche che li hanno resi noti e rispettati in città.
Tuttavia, i flussi migratori più recenti, in particolare negli anni '80 e '90, hanno visto un forte afflusso di rom dall'ex Jugoslavia, in fuga dalla guerra. Molti di questi si sono stabiliti in campi, insediamenti che oggi, come detto, sono caratterizzati da condizioni di vita precarie, prive di servizi essenziali come acqua, elettricità e fognature. Queste condizioni generano tuttora tensioni sociali e ostacolano il processo di integrazione.
Censimenti e Stime: Un Quadro Confuso
Ottenere una fotografia attendibile della presenza rom nel napoletano è stato storicamente complesso. Il censimento del 2008, organizzato e eseguito da prefetture, questure e Croce Rossa Italiana, registrò 2.754 persone (di cui 1.419 minori) nei "campi rom" della zona. Fin da principio, tale dato si è rivelato non del tutto affidabile. A partire da tali considerazioni, nel 2016 Francesca Saudino, in un articolo dedicato alla condizione abitativa dei rom nell'area di Napoli, stimava tra le 3.000 e le 4.000 le persone residenti nei diversi insediamenti, formali e informali, del territorio. La fotografia attuale della presenza rom a Napoli è però solo l'ultimo anello di una storia lunga e complessa.
Le Criticità degli Insediamenti: Igiene, Rifiuti e Mancanza di Servizi
L'Associazione 21 luglio ha rilevato gravi criticità relative alle condizioni di vita dei rom in tutti gli insediamenti formali e informali. Le più importanti riguardano senza dubbio le condizioni igienico-sanitarie, rese precarie dall'assenza di un sufficiente accesso all'acqua, che rende scarsi, rispetto al fabbisogno, i servizi igienico-sanitari a disposizione (che spesso risultano anche non funzionanti). Spesso, poi, le baracche in cui vivono i rom si trovano a pochi metri da cumuli di rifiuti, che non possono che esacerbare la situazione. Superare i campi rom e garantire a tutte queste persone un abitare dignitoso è quindi una priorità assoluta.

Storia degli Insediamenti e Tentativi di Riqualificazione
La storia degli insediamenti rom a Napoli e provincia è costellata di interventi, spesso insufficienti o fallimentari, volti a migliorare le condizioni abitative.
- 2000: A Secondigliano nasce il "Villaggio della solidarietà", costituito da 92 container con servizi igienici esterni, fornitura d'acqua, allaccio di gas ed elettricità. Questo rappresenta uno dei primi tentativi di creare un insediamento più strutturato.
- 2005: Viene inaugurata la seconda struttura abitativa del Comune di Napoli dedicata all'accoglienza della comunità rom: il Centro di Prima Accoglienza nell'ex scuola Grazia Deledda, a Soccavo (poi diventato Centro Comunale di Accoglienza e Supporto Territoriale).
- 2008: Diversamente dal caso di Secondigliano, il nuovo progetto insiste su uno spazio già abitato dalle comunità rom da circa 30 anni, evidenziando una continuità e una complessità nella gestione del territorio.
- 2014: Il sindaco Luigi de Magistris approva un progetto preliminare di riqualificazione per la realizzazione di un "Villaggio rom" in località Cupa Perillo. La delibera prevedeva la realizzazione di strutture temporanee per ospitare 409 persone, la metà di quelle presenti all'epoca nell'insediamento, per circa 75 abitazioni su due livelli. Tuttavia, il progetto condivideva con i precedenti la mono-etnicità dell'insediamento, il carattere temporaneo, la localizzazione ai margini del tessuto urbano e l'assenza di un approccio integrato.
Parallelamente, in altri comuni della provincia si sono sviluppate diverse realtà abitative:
- Caivano: Negli anni '90, l'Amministrazione locale ha realizzato un "campo nomadi" attrezzato in cui abitano ancora circa 80 persone.
- Casoria: In località Cantariello, da circa 40 anni sorge un insediamento autocostruito ormai riconosciuto dalle autorità e dunque effettivamente formale.
- Afragola: Nel 2018, è stato realizzato l'ultimo insediamento per soli rom del Paese che ospita ad oggi circa 50 persone.
- Giugliano in Campania: In seguito al grande sgombero di un insediamento informale nel 2011, è stato inizialmente predisposto un villaggio attrezzato per l'accoglienza di 224 persone, mentre altre 400 si sono disperse. Nel marzo 2013 è stato istituito il campo rom di Masseria del Pozzo, dove sono state allocate 384 persone di cui 218 minori. Nel 2016, a seguito di una denuncia per violazione dei diritti umani, l'insediamento è stato sgomberato e alle famiglie è stata offerta come unica soluzione quella di insediarsi in una ex fabbrica di fuochi d'artificio in località Ponte Riccio, una proposta definita da Amnesty International «un'alternativa gravemente inadeguata».
Campo rom di Giugliano: bambini tra fango e spazzatura - Ore 14 del 28/11/2025
Nuovi Progetti e Speranze di Integrazione
Negli ultimi anni, tuttavia, qualcosa sembra essere cambiato, almeno nelle intenzioni e nei buoni propositi. L'Amministrazione Regionale della Campania e quelle comunali della Città Metropolitana di Napoli hanno presentato una serie di nuovi progetti per la comunità rom.
Tra questi, spicca il Progetto Abramo, definito dalla Regione Campania "un percorso di integrazione abitativa, lavorativa e sociale delle popolazioni Rom, Sinti e Camminanti presenti sul territorio di Giugliano in Campania". Il progetto, nato nel 2015, prevedeva lo stanziamento di 864.000 euro per garantire a 480 famiglie l'accesso ai diritti fondamentali, come abitazione, assistenza sanitaria e inclusione sociale.
Come spesso purtroppo accade, un'apparente svolta si è potuta registrare dopo il verificarsi di una tragedia: il 13 gennaio 2024, Michelle, una bambina rom di 6 anni, è morta folgorata dalla corrente elettrica nel campo informale di via Carrafiello, a Giugliano. Su tali presupposti, nel marzo 2024 è stato pubblicato sul sito del Comune di Giugliano in Campania un Bando per l'assegnazione temporanea di immobili a nuclei familiari di etnia Rom, che prevede la messa a disposizione di sei immobili confiscati ad altrettanti nuclei familiari.
La Giunta Comunale di Napoli ha a sua volta approvato il Piano per il superamento dell’insediamento Rom a viale della Resistenza, Scampia. Il progetto, il cui investimento totale è pari a oltre 8 milioni di euro, prevede la ristrutturazione di beni confiscati alla criminalità organizzata da riassegnare a nuclei familiari rom. Questi interventi rappresentano un segnale di cambiamento, puntando a superare la logica dei campi e a promuovere un'integrazione abitativa, lavorativa e sociale più profonda.
Comunità Alloggio per Anziani e Persone con Disabilità a Poggioreale e Dintorni
Oltre alle problematiche della comunità rom, il territorio di Napoli, e in particolare l'area di Poggioreale, offre anche servizi dedicati all'accoglienza di anziani e persone con disabilità. Le comunità alloggio per anziani sono luoghi dove i nostri anziani possono trascorrere momenti piacevoli all'interno di strutture organizzate per l'assistenza dei nostri cari. Informarsi sui servizi, sulla disponibilità e sui costi del centro per anziani è il primo passo da compiere. Il costo della retta mensile dipende sia dai servizi erogati, sia dal grado di autosufficienza.
Tra le strutture dedicate, si segnala:
- Il Castagno: Questa è la prima Comunità alloggio e Centro diurno in Campania specificamente pensata per persone disabili e anziani. La struttura accoglie anche persone che necessitano di brevi soggiorni. Si tratta di una grande villa di tre piani (850 mq) immersa nel verde in un'area di 7.500 metri quadri, circondata da alberi di mele, melograni e castagne, da cui prende il nome. La comunità, aperta nel 2006, è gestita da ERA cooperativa sociale del Gruppo imprese Sociali Gesco e si trova ad Arpaia, in provincia di Benevento. Al suo interno sono allestiti locali per attività laboratoriali, una sala polifunzionale e una palestra. Come centro residenziale, in convenzione con privati ed enti pubblici, può ospitare fino a 12 persone, 24 ore su 24.
Queste strutture operano in contesti sia pubblici che privati, gestendo servizi residenziali e semiresidenziali. Tra questi rientrano i Servizi Intermedi Residenziali (SIR) e i Centri Diurni Riabilitativi (CDR), che operano nell'Area Psichiatrica, nell'Area Dipendenze, nelle Comunità di Accoglienza e nei Centri Diurni per Anziani.
La ricerca di una casa di riposo a Poggioreale o dintorni richiede un'attenta valutazione dei servizi offerti, della disponibilità e dei costi, elementi che variano in base alle necessità individuali e al livello di assistenza richiesto. La scelta di una struttura adeguata è fondamentale per garantire il benessere e la qualità della vita degli anziani e delle persone con disabilità.
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