L'Incontinenza Fecale: Cause, Diagnosi, Gestione e l'Uso dei Pannoloni
L'incontinenza fecale, definita come la perdita involontaria di feci e gas, è una condizione che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita degli individui. Contrariamente a quanto si possa pensare, non colpisce esclusivamente la popolazione anziana; la forbice dell'età oscilla infatti dai 18 ai 70 anni. In Italia, la Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati (FAIS) si impegna a fornire supporto e informazioni a chi affronta questo disturbo.

Comprendere l'Incontinenza Fecale
Per incontinenza fecale si intende un disturbo caratterizzato dalla perdita involontaria di feci e gas, secondaria all'incapacità di controllare l'evacuazione o di ritardarla, come nel caso dell'urgenza defecatoria. Si tratta di una condizione che colpisce circa l'1-2% della popolazione, con una maggiore prevalenza nel sesso femminile, attribuita alla maggiore lassità dei muscoli pelvici. Sebbene possa essere considerata una condizione fisiologica nell'anziano, dovuta alla naturale perdita del controllo sfinteriale, nell'adulto essa assume un carattere patologico. È un disturbo invalidante che compromette e limita i rapporti sociali, poiché impatta in maniera importante sulla qualità di vita della persona.
Sintomi e Manifestazioni
La sintomatologia dell'incontinenza fecale può variare, ma i sintomi principali includono la perdita involontaria di feci e gas. Spesso, quando si parla di incontinenza fecale, si tende a tralasciare che anche le emissioni involontarie di gas intestinale ne costituiscono un sintomo caratteristico. Oltre alla flatulenza, l'incontinenza fecale si distingue per la fuoriuscita di modeste - talvolta cospicue - quantità di materiale fecale, la cui consistenza varia in base alla causa che l'ha favorita. La mancanza di avvertire lo stimolo defecatorio porta all'incontinenza passiva. Altri sintomi che possono comparire nei casi di incontinenza fecale sono il gonfiore addominale, le ulcere anali e il prurito anale.
Molti adulti, nell'arco della loro vita, dichiarano di aver avuto un singolo episodio di incontinenza fecale, spesso nel contesto di diarrea: in simili circostanze, l'incontinenza non dev'essere interpretata come un sintomo pericoloso, né tantomeno come spia accesa di patologie gravi. Uno o due episodi d'incontinenza fecale non devono suscitare allarmismi inutili, anche se il parere del medico si rivela sempre e comunque consigliato. Discorso differente quando l'incontinenza fecale si ripresenta più e più volte nell'arco di pochi giorni.
È bene distinguere l'incontinenza fecale propriamente detta dalla pseudo-incontinenza. Alcuni sintomi, infatti, potrebbero inizialmente far supporre ad una simile condizione, quando invece si tratta di ben altro. La presenza di secrezioni anali mucose e/o giallastre e la percezione di umidità anale potrebbero infatti essere spia accesa di malattie anali differenti (es. infezioni, prolasso rettale, fistola anale, emorroidi ecc.) o, più semplicemente, sinonimo di cattiva igiene intima personale.

Fattori Eziologici e Cause dell'Incontinenza Fecale
Le ragioni per cui l'incontinenza intestinale può verificarsi sono molteplici. Se il muscolo che controlla l'apertura e la chiusura dell'ano (sfintere anale) è indebolito o danneggiato, le perdite fecali diventano un rischio. Anche altre condizioni, come diarrea o costipazione di lunga durata o danni ai nervi, possono aumentare il rischio. Le perdite fecali sono state associate a malattie come il diabete, la sclerosi multipla, le emorroidi e la demenza.
Anche il deterioramento cognitivo può essere un rischio, in quanto può rendere difficile ricordare la strada per il bagno o persino riconoscere il bisogno di andarci. Altri fattori possono essere la mancanza di liquidi durante il giorno, che può provocare stitichezza e irritazione della vescica, con conseguente sensazione di urgenza e perdite fecali. L'urina ben idratata è di colore giallo pallido. Un'urina scura o di volume ridotto potrebbe indicare la necessità di assumere più liquidi.
Alterazioni dell'Alvo e Condizioni Mediche
Alterazioni dell'alvo come stipsi o diarrea acuta e cronica (anche causata da lassativi) sono tra i fattori eziologici. Le infezioni intestinali sono frequenti, di diversa eziologia e spesso sono contraddistinte dal carattere temporaneo (infezioni virali, dieta inadeguata, stati di forte tensione e stress). La manifestazione più comune di un'infezione intestinale è la diarrea, con formazione di feci abbondanti e liquide. Alcune patologie croniche dell'intestino causano diarrea persistente (es. colite).
Gli interventi chirurgici ano-rettali possono causare il danneggiamento di nervi e sfinteri. Tra gli interventi più comuni: rimozione di emorroidi, polipectomia trans-rettale, dilatazione anale terapeutica. I lassativi, specie quelli di massa e i lassativi osmotici, aumentano considerevolmente la massa fecale e la presenza di acqua all'interno dell'intestino. Una leggera incontinenza fecale post parto è più comune di quanto si pensi. Un parto molto rapido, che non permetta alla muscolatura di distendersi gradualmente, neonati con peso superiore ai tre chilogrammi, strumenti utilizzati per velocizzare il parto (come la ventosa o il forcipe, oggi sempre più in disuso) o la pratica dell'episiotomia (incisione che permette di aumentare l'ampiezza del canale del parto, anch'essa sempre meno in uso), possono stirare o lacerare gli sfinteri compromettendone la funzionalità. Diverse patologie neurologiche possono influire sulla corretta defecazione; non sono infatti solo le strutture pelviche a intervenire nel contenimento delle feci, ma anche strutture nervose e cerebrali.
Cosa fare in caso di incontinenza fecale?
Diagnosi dell'Incontinenza Fecale
La diagnosi d'incontinenza fecale inizia con un'accurata anamnesi medica: in questa sede, il medico porrà al paziente specifiche domande riguardanti la frequenza d'evacuazione, le abitudini alimentari, la presenza di eventuali patologie, l'utilizzo di farmaci ed i sintomi. L'anamnesi è importante per inquadrare il paziente e porre una prima ipotesi diagnostica sulla causa dell'incontinenza fecale. Difatti, solo risalendo alla causa sarà possibile curare il disturbo alla radice.
Gli esami diagnostici possono includere:
- Esame rettale digitale: Indispensabile per analizzare eventuali difetti sfinterici e prolasso rettale. Il medico introduce un dito (protetto da un guanto e lubrificato) nello sfintere anale del paziente per valutare la forza dei muscoli della zona ed eventuali anomalie nella sede rettale.
- Test dell'espulsione del palloncino: Il medico introduce uno speciale palloncino riempito di acqua nel retto del paziente, a cui viene chiesto di espellerlo. In questa sede, il medico valuta il tempo necessario al paziente per espellere il palloncino: un tempo superiore ad un minuto può venir interpretato come un'anomalia/disturbo della defecazione.
- Manometria anorettale: Test utile per valutare la pressione esercitata dagli sfinteri anali a riposo e durante la contrazione.
- Proctografia o cine defecografia: Questo test si avvale dell'utilizzo di raggi X per stimare la quantità di materiale fecale che il retto può contenere, valutando nel contempo come vengono espulse le feci. Per eseguire il test, un speciale liquido di contrasto viene introdotto nel retto e nella vescica per opacizzare gli organi del pavimento pelvico: in questo modo, attraverso una video-registrazione, è possibile osservare i movimenti intestinali del soggetto durante l'espulsione delle feci, consentendo così un'analisi globale della dinamica espulsiva intestinale.
- Proctosigmoidoscopia: Esame che prevede l'inserimento di un endoscopio nel canale anale, nel sigma e nel retto per visualizzare l'intestino e rilevare eventualmente segni patologici (come infiammazione) o tessuto cicatriziale.
- Test elettromiografici: Utili per accertare o smentire possibili alterazioni a carico del sistema nervoso.
- Ecografia anorettale: Esame indicato per valutare la pervietà strutturale degli sfinteri anali.
- Defecografia e Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) della zona pelvica: Possono essere indicate a discrezione del medico per una valutazione più approfondita.
I test diagnostici appena descritti possono dunque far chiarezza sulla causa dell'incontinenza fecale e sulla gravità della condizione.

Trattamento e Gestione dell'Incontinenza Fecale
Poiché le patologie che risultano associate all’incontinenza fecale sono molte e diverse tra loro, per poter approntare un trattamento è importante capire quale sia la causa dell’incontinenza e agire su questa. È consigliabile quindi consultare il proprio medico di fiducia che saprà consigliare i rimedi adeguati. Se, infatti, in alcuni casi e per alcuni pazienti è indispensabile far ricorso a un intervento chirurgico per risolvere il problema, in molti altri casi (colite, stitichezza) sarà sufficiente modificare l’alimentazione.
Terapie Conservativa e Riabilitativa
Solitamente è necessario un trattamento riabilitativo specialistico per trattare l’incontinenza fecale e rinforzare lo sfintere anale. Oltre al rafforzamento dello sfintere anale possono essere indicati alcuni accorgimenti dietetici se la causa dell’incontinenza sono la stipsi o la diarrea. In caso di stipsi ad esempio può essere utile aggiungere fibre all’alimentazione e garantire un adeguato apporto idrico: circa un litro e mezzo di acqua al giorno. Affidarsi a un buon nutrizionista, in grado di stilare un piano alimentare personalizzato, è senza dubbio la scelta migliore.
Sulle forme lievi di incontinenza fecale si può intervenire rafforzando la muscolatura pelvica di sostegno, prevenendo o migliorando così il prolasso del retto. Particolarmente efficaci, per l'irrobustimento della pelvi, gli Esercizi di Kegel.
Terapia Farmacologica
Farmaci anticolinergici possono essere prescritti per ridurre le secrezioni intestinali e regolare la peristalsi. Se è necessario trattare la stitichezza con lassativi, iniziare sempre con la misura più delicata.
Terapia Chirurgica
Nei casi in cui la terapia conservativa fallisca o nei casi in cui ci siano difetti certamente identificati può essere necessario ricorrere alla terapia chirurgica. La sfinteroplastica, utilizzata per riparare lo sfintere anale se danneggiato, è una delle opzioni. La terapia chirurgica viene presa in considerazione solo in assenza di buone risposte alla terapia medica o fisica.

L'Uso dei Pannoloni nella Gestione dell'Incontinenza
Il pannolone è un ausilio adottato per gestire l’incontinenza urinaria e fecale. È progettato per contenere i prodotti organici senza creare disturbi alla cute, quali macerazioni ed eritemi, controllare se possibile gli odori e rendere più autonomo il paziente. Questi sistemi di assorbenza sono di differenti tipi e forme a seconda dell’uso che se ne deve fare. Esistono pannolini salvagoccia da uomo e da donna, pannoloni a mutanda o strisce con e senza elastico.
Possiedono alcuni svantaggi (fuoriuscita di materiale organico) e possono creare disturbi (macerazione della cute, su pelli delicate possono causare ferite). Per l’incontinenza urinaria nel maschio si impiegano fogge particolari che assorbano solo in prossimità del pene, mentre nella donna l’assorbenza deve essere in zona centrale (perineo). L’incontinenza fecale deve essere trattata mediante l’impiego di pannoloni a mutanda.
Tipologie di Pannoloni e Presidi Assorbenti
- Pannolini: Concepiti per persone con lieve incontinenza urinaria e fecale. Sono costituiti da pura cellulosa con un velo filtrante in “tessuto non tessuto” che viene a contatto con la cute e sono ricoperti esternamente da un foglio in materiale sintetico che ha lo scopo di trattenere il materiale organico ed evitarne fuoriuscite. Possiedono anche un adesivo che aderisce alle mutande per evitarne la dislocazione accidentale. La loro funzione è di assorbire piccole quantità di urina o lievi perdite intestinali. I pannolini sono presidi monouso e possono causare irritazione cutanea o allergie ai componenti che li costituiscono.
- Pannoloni sagomati: Hanno forma rettangolare, cioè “sagomata”, per adeguarsi alla normale conformazione anatomica. Al loro interno contengono cellulosa e al loro esterno hanno un foglio di materiale sintetico per trattenere i residui. Si fissano con mutande preferibilmente a rete e alcuni possiedono elastici interni per trattenere le perdite. Sono concepiti per perdite urofecali medio-gravi che, a causa delle dimensioni, possono creare lesioni a livello inguinale e allergie, se mal posizionati. Se il paziente ha piaghe da decubito, è necessario decidere sul loro utilizzo dopo un consulto con il medico o l’infermiere.
- Pannoloni a mutanda: Hanno la forma di una mutanda e sono dotati di ali laterali adesive per tenerli fermi. Non necessitano di mutande a rete per il loro fissaggio. Sono anch’essi dotati di sostanze assorbenti, filtranti e di un foglio esterno sintetico per il contenimento del materiale organico. Le ali esterne sono dotate di adesivo e possono essere attaccate e staccate più volte. Il loro utilizzo è consigliato nelle incontinenze urofecali gravi e sono anch’essi presidi monouso. Ne esistono di differenti taglie: small, medium, large, extra large. Questi presidi sono in grado di creare lesioni a livello inguinale e sono controindicati in caso di lesioni cutanee, se non opportunamente trattate; i pannoloni a mutanda, inoltre, favoriscono in alcuni casi le macerazioni cutanee, soprattutto se il paziente non viene cambiato dopo le evacuazioni. Alcuni individui possono essere allergici. TENA Flex sono sicuri, facili da usare ed estetici. Le feci vengono trattenute all'interno, riducendo enormemente le perdite di feci. TENA Flex è indicato per l'incontinenza fecale, in particolare per la diarrea, in quanto offre una vestibilità stretta, confortevole e sicura che impedisce le perdite acquose. TENA Flex è facile da applicare e da rimuovere dalla parte anteriore a quella posteriore, per evitare che i batteri fecali si diffondano nell'uretra.

Applicazione e Cura della Pelle
L'applicazione di pannolini e pannoloni richiede un minimo di esperienza. Solitamente, dopo un breve periodo di addestramento, i pazienti sono in grado di indossarli e di rimuoverli da soli. Se sono privi di forza o il livello cognitivo non lo consente, allora questa procedura viene svolta da parenti o assistenti.
Paziente Autonomo
Se il paziente riesce ad applicare autonomamente il pannolone, dovrà porre particolare attenzione alla parte deputata all’assorbimento dell’urina e a quello delle feci, infatti i pannoloni presentano una parte più stretta e una più larga. La zona più stretta deve essere adagiata in prossimità della zona di uscita delle urine (zona anteriore), mentre quella più larga deve essere posta vicino all’ano (zona posteriore). Se si tratta di un pannolone a mutanda, gli adesivi devono essere collocati dietro alla schiena e devono attaccarsi sulle ali anteriori: ne possiedono due per ogni lato.
Paziente Non Autonomo
La procedura per l’applicazione da parte di un operatore si svolge come segue:
- Preparare il materiale e indossare i guanti.
- L’operatore può fare indossare il pannolone con il paziente in piedi oppure a letto.
- Se il soggetto è a letto procedere nel modo seguente: preparare il materiale e indossare i guanti. Verificare che il letto sia dotato di traversa monouso. Chiedere al paziente di girarsi sul lato destro o aiutarlo a posizionarsi su di esso. Aprire il pannolone completamente in modo da avere le due ali con l’adesivo rivolte verso la testa del paziente e quelle senza adesivo verso i piedi. Sistemare metà pannolone sotto il gluteo appoggiato sul letto facendo attenzione ad avere le ali con l’adesivo in prossimità della schiena. Far ruotare il paziente in posizione supina, in questo modo il pannolone si ritroverà per metà sotto il fianco destro. Chiedere o aiutare la persona a girarsi lievemente sul lato sinistro e stendere l’ala che si trovava sotto il gluteo. Riportare il paziente in posizione supina, a questo punto il pannolone è posizionato. Portare davanti al pube una parte del pannolone. Liberare le ali posteriori dall’adesivo e incollarle sulle ali anteriori. Controllare che non si siano formate pieghe tra l’inguine destro e sinistro e non allacciare troppo forte gli adesivi.
Incontinenza e Salute della Pelle
Quando l'incontinenza intestinale è un problema, una corretta cura della pelle è essenziale per evitare la dermatite associata all'incontinenza (IAD), un tipo di infiammazione cutanea causata dall'esposizione prolungata all'urina o alle feci. Le feci contengono enzimi e composti corrosivi che possono degradare rapidamente la pelle, provocando arrossamenti, secchezza, prurito, gonfiore, vesciche o dolore. Il danno lascia la pelle vulnerabile alle infezioni.
Una buona routine igienica, studiata per la pelle fragile degli anziani, può aiutare a prevenire irritazioni e infezioni. Assicuratevi che la pelle non sia esposta alle feci più del necessario. Quando si verificano incidenti, è importante rimuovere tempestivamente le feci. Dopo ogni episodio di incontinenza, utilizzare la Soluzione cutanea in 3 fasi TENA ProSkin per promuovere la salute della pelle e prevenire l'IAD.
Consigli pratici:
- Assicurarsi che il degente vada in bagno quando è necessario per prevenire costipazione e perdite fecali.
- Una buona posizione in bagno, con supporto per i piedi, facilita lo svuotamento intestinale.
- Mantenere la pelle pulita e asciutta. Pulire e asciugare sempre accuratamente i glutei e le gambe quando si cambiano gli assorbenti usati.
- Utilizzare prodotti senza risciacquo (ad es. TENA Wash cream) per pulire, idratare e proteggere la pelle delicata intorno ai genitali e alla zona perineale.
- Asciugare con cura. Non strofinare.
- Utilizzare prodotti per l’incontinenza con una superficie morbida e un materiale traspirante.
- Applicare un sottile strato di crema barriera sulla pelle "a rischio" per proteggerla da sostanze irritanti come urina, feci e sudore.
Quando si verifica un incidente fecale, le feci incontrano inevitabilmente la pelle. Poiché le feci contengono enzimi che rompono la pelle, devono essere prontamente rimosse e la pelle deve essere pulita. Quando si sceglie un prodotto per l’incontinenza intestinale, è importante che il prodotto sia adatto a soddisfare le esigenze individuali. TENA offre diversi tipi di prodotti, in diverse misure, che possono essere adattati alle esigenze dell’individuo e aiutarlo a sentirsi sicuro e protetto.
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