La Transizione dal Reddito di Cittadinanza all'Assegno Unico: Nuove Misure per il Sostegno Familiare e Lavorativo

La normativa italiana è in continua evoluzione per adattarsi alle mutevoli esigenze sociali ed economiche. Un cambiamento epocale è in atto per quanto concerne le misure di sostegno al reddito, con la legge di Bilancio 2023 che ha stabilito la progressiva sostituzione del Reddito di Cittadinanza (RdC) con nuove forme di supporto. A partire dal 1° gennaio 2024, il RdC cederà il passo a un sistema riformato, incentrato sull'inclusione sociale e sull'attivazione lavorativa. Questa transizione porta con sé importanti implicazioni per le famiglie che attualmente beneficiano del RdC, introducendo l'Assegno Unico Universale (AUU) come pilastro del sostegno ai figli a carico.

La Fine del Reddito di Cittadinanza e le Sue Eccezioni

La fine del Reddito di Cittadinanza, come lo conosciamo, è fissata al 31 dicembre 2023. Tuttavia, la normativa prevede delle eccezioni che consentono a specifiche categorie di nuclei familiari di continuare a percepire questo sussidio fino a tale data. Si tratta principalmente di quei nuclei che includono almeno una persona minorenne, una persona con disabilità, o un componente che abbia compiuto i 60 anni di età.

Per i nuclei familiari privi di tali componenti, la fruizione del Reddito di Cittadinanza è anch'essa limitata al 31 dicembre 2023, ma con ulteriori specificazioni. Sono inclusi coloro che, entro il 30 novembre 2023, sono stati presi in carico dai servizi sociali comunali e valutati come non immediatamente attivabili al lavoro. Questo si applica ai casi in cui l'esito dell'Analisi Preliminare non sia "A" (ovvero sia B, C o D), escludendo quindi coloro che sono stati indirizzati direttamente ai Centri per l'Impiego (CPI).

Un'ulteriore categoria riguarda i componenti tra i 18 e i 59 anni che sono stati indirizzati ai Centri per l'Impiego e, essendo stati giudicati non attivabili, sono stati reindirizzati ai servizi sociali e presi in carico entro il 30 novembre 2023.

È importante sottolineare, come chiarito dalla Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 29 settembre 2023, n. 13254, che i nuclei familiari con componenti affetti da invalidità tra il 45% e il 66%, se in carico ai Centri per l'Impiego, hanno diritto a una valutazione da parte dei servizi sociali entro il 30 novembre 2023. Questa valutazione è finalizzata all'eventuale prosecuzione della fruizione del Reddito di Cittadinanza fino al 31 dicembre 2023, indipendentemente dall'attivazione di misure di politica attiva. La presa in carico da parte dei servizi sociali comunali deve essere comunicata dagli operatori attraverso la Piattaforma GePI.

Nonostante la graduale dismissione, è rimasta aperta la possibilità di presentare nuove domande di Reddito di cittadinanza o domande di rinnovo entro il 30 novembre 2023. Tuttavia, per i nuclei familiari in cui non sono presenti persone minorenni, con disabilità riconosciuta ai fini ISEE, o persone di età pari o superiore ai 60 anni, e che non sono stati presi in carico dai servizi sociali, vige il limite di sette mesi complessivi di fruizione nell'anno solare.

Illustrazione grafica che mostra il calendario con il 31 dicembre 2023 come data di fine del Reddito di Cittadinanza e le eccezioni per specifici nuclei familiari.

Le Nuove Misure di Inclusione Sociale e Lavorativa

Il "Decreto Lavoro 2023" (D.L. 4 maggio 2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla legge 3 luglio 2023, n. 85) ha introdotto due pilastri fondamentali per il nuovo sistema di sostegno: il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) e l'Assegno di Inclusione (ADI).

Dal 1° settembre 2023, i singoli componenti dei nuclei familiari, di età compresa tra i 18 e i 59 anni, con un valore ISEE non superiore a 6.000 euro annui, che non possiedono i requisiti per accedere all'Assegno di Inclusione, possono beneficiare del Supporto per la Formazione e il Lavoro. Questa misura è pensata per coloro che sono considerati "attivabili" al lavoro e mira a fornire strumenti e percorsi per favorire il loro reinserimento nel mercato occupazionale.

Inoltre, i singoli componenti dei nuclei familiari che percepiscono l'Assegno di Inclusione possono decidere di partecipare ai percorsi di politiche attive per il lavoro previsti dal SFL. Questa partecipazione è consentita a condizione che tali componenti risultino esclusi dalla scala di equivalenza utilizzata per calcolare il beneficio spettante e dagli obblighi di attivazione previsti per l'ADI.

L'Assegno Unico Universale: Un Nuovo Paradigma per il Sostegno ai Figli

L'introduzione dell'Assegno Unico Universale (AUU) segna una svolta decisiva nel sostegno alle famiglie con figli. Questa misura, entrata in vigore in modo capillare, mira a semplificare e universalizzare il supporto economico per ogni figlio a carico, sostituendo una serie di precedenti bonus e assegni familiari.

Chi ha Diritto all'Assegno Unico Universale?

L'Assegno Unico Universale è attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni d'età, e senza limiti di età per i figli riconosciuti con disabilità. I requisiti fondamentali per accedervi includono la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione Europea, o il possesso di un permesso di soggiorno di lunga durata o per motivi specifici in Italia, oltre alla residenza in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, prima della presentazione della domanda.

Diagramma che illustra le fasce d'età e le condizioni (disabilità, studente, lavoratore a basso reddito) per la percezione dell'Assegno Unico Universale.

Importi e Calcolo del Beneficio

L'importo dell'Assegno Unico Universale varia in base all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare. Per chi possiede un ISEE fino a 15.000 euro, l'importo massimo è di 175 euro mensili per figlio, corrispondenti a 2.100 euro annui. Per redditi superiori a 40.000 euro annui, l'importo minimo scende a 50 euro per figlio. L'ISEE viene aggiornato annualmente, e l'INPS provvede automaticamente ad adeguare le somme spettanti sulla base delle certificazioni acquisite.

È importante notare che l'AUU è una misura universale e può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con un ISEE superiore alla soglia massima (46.582,71 euro per l'anno 2026). In questi casi, si applica l'importo minimo previsto.

Pagamento e Modalità di Erogazione

Per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza, l'erogazione dell'Assegno Unico Universale avviene d'ufficio da parte dell'INPS, direttamente sulla Carta RdC. Questo avviene a condizione che l'ente previdenziale sia già in possesso di tutte le informazioni necessarie per verificare la sussistenza dei requisiti. L'accredito avviene generalmente insieme alla rata del RdC, o in una ricarica separata nell'arco della stessa decade mensile. I pagamenti sono iniziati a partire da marzo 2022 per le domande presentate tra gennaio e febbraio dello stesso anno, con accrediti a partire dal 16 marzo.

Per chi non percepisce il RdC, la domanda di Assegno Unico può essere presentata dal 1° marzo di ogni anno al 28 febbraio dell'anno successivo.

In caso di figli minorenni che raggiungono la maggiore età mentre il nucleo familiare beneficia sia dell'Assegno Unico che del Reddito di Cittadinanza, il riconoscimento d'ufficio dell'AUU si interrompe dal mese successivo al compimento della maggiore età.

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Integrazione con il Reddito di Cittadinanza e Assegno Temporaneo

Per i percettori di Reddito di Cittadinanza, il beneficio complessivo dell'Assegno Unico Universale viene determinato sottraendo dall'importo teorico spettante la quota di RdC relativa ai figli che fanno parte del nucleo familiare, calcolata sulla base della scala di equivalenza. L'Assegno Temporaneo per i figli minori, introdotto nel 2021 per chi non aveva diritto agli assegni familiari, veniva assegnato d'ufficio ai nuclei percettori di RdC come quota supplementare, pagato congiuntamente nella Carta RDC.

Con il messaggio n. 3669 del 27 ottobre, l'INPS ha fornito chiarimenti dettagliati su importi, requisiti, incompatibilità e modalità di pagamento dell'integrazione relativa all'assegno temporaneo. La misura complessiva del nuovo sussidio mensile era determinata sottraendo dall'importo spettante dell'Assegno Temporaneo (AT) la quota di RdC relativa ai figli minori presenti nel nucleo, calcolata sulla base della scala di equivalenza. L'INPS precisava che l'Assegno Temporaneo non veniva conteggiato per la determinazione del reddito familiare ai fini del RdC.

Gli assegni venivano incrementati ulteriormente per i nuclei con almeno tre figli minori a carico e maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità media, grave o non autosufficiente. In caso di affido condiviso del minore, il 50% dell'importo complessivo veniva erogato al secondo genitore affidatario non facente parte del nucleo familiare beneficiario del RdC (genitore non convivente). È importante notare che l'integrazione RdC per l'assegno figli veniva erogata per intero anche qualora il nucleo beneficiario fosse soggetto a decurtazioni per mancato rispetto degli obblighi di lavoro.

Verifica dei Requisiti e Specificità per i Beneficiari RdC

L'INPS ha chiarito che, per l'accesso all'Assegno Temporaneo, i requisiti relativi alla residenza e al soggiorno sono assorbiti da quelli più restrittivi previsti per il RdC. Anche il requisito del pagamento dell'IRPEF in Italia è soddisfatto automaticamente, dato che i beneficiari di RdC sono tenuti alla residenza in Italia e quindi soggetti al pagamento dell'IRPEF. L'Istituto verifica d'ufficio il carico fiscale dei minori sulla base dei dati dichiarati nella DSU e da altri archivi, cancellando l'integrazione RdC qualora il requisito venga meno.

Modello Rdc-Com/AU: Integrazione Dati Necessaria in Alcuni Casi

In determinate circostanze, l'INPS potrebbe non disporre di tutte le informazioni necessarie per il corretto riconoscimento dell'Assegno Unico Universale, soprattutto in relazione alla composizione del nucleo familiare e alla presenza di figli maggiorenni o con disabilità. In questi casi, è necessario integrare i dati attraverso il Modello Rdc-Com/AU, compilabile e inviabile esclusivamente in modalità telematica tramite il sito dell'INPS o gli istituti di patronato.

Non devono presentare il Modello Rdc-Com/AU i nuclei familiari in cui sono presenti entrambi i genitori, di cui uno è il dichiarante della DSU ai fini ISEE, con uno o più figli a carico che siano minorenni o maggiorenni con disabilità. Tuttavia, anche questi nuclei devono presentare il modello se sono presenti altri figli dai 18 ai 20 anni per cui spetta l'AUU, o se si intende accedere a maggiorazioni dell'importo (genitori entrambi lavoratori, o percettori nell'anno precedente dell'assegno per il nucleo familiare).

Devono invece presentare il Modello Rdc-Com/AU i nuclei familiari in cui sono presenti figli dai 18 ai 20 anni, il richiedente l'ISEE non corrisponde al genitore, entrambi i genitori lavorano e si ha diritto alla maggiorazione, compare in DSU un solo genitore, o un componente del nucleo ha percepito l'assegno per il nucleo familiare nell'anno precedente in presenza di figli minori.

In caso di nucleo composto da un solo genitore, per ricevere l'intera quota dell'Assegno Unico, che altrimenti verrebbe corrisposta al 50%, è necessario specificare le motivazioni della mancanza dell'altro genitore nel modello Rdc-Com/AU (es. decesso, allontanamento, affido esclusivo, genitore sconosciuto, accordo con l'altro genitore). Se l'altro genitore non presente nel nucleo beneficiario del RdC intende richiedere la quota di integrazione a lui spettante, dovrà inoltrare domanda di Assegno Unico secondo le regole ordinarie.

Schema che illustra chi deve presentare il modello Rdc-Com/AU e chi ne è esentato.

Tempi di Erogazione e Limiti di Prelievo

Le prime erogazioni dell'integrazione RdC/AU spettante avvengono a partire dal mese successivo alla data di presentazione del modello. Se il modello viene presentato il 15 ottobre 2022, nel mese di novembre verrà riconosciuta la rata di RdC di ottobre dello stesso anno, maggiorata dell'integrazione spettante, oltre alle mensilità arretrate a decorrere da marzo. Gli esiti delle integrazioni RdC/AU sono consultabili sul sito dell'INPS.

Un aspetto importante riguarda i limiti di prelievo sulla Carta RdC. Il limite mensile di prelievo in contanti presso gli sportelli automatici (ATM), pari a 100 euro mensili per un singolo individuo (incrementato in base al numero di componenti del nucleo), non viene applicato alla quota di Assegno Unico. Pertanto, il prelievo di tali somme è soggetto solo al limite giornaliero di 600 euro previsto per tutte le Carte "PostePay".

Riferimenti Normativi

La disciplina dell'Assegno Unico Universale è delineata dal Decreto legislativo 29 dicembre 2021, n. 230. Ulteriori chiarimenti e istruzioni operative sono state fornite dall'INPS tramite diverse circolari e messaggi, tra cui la Circolare INPS n. 23 del 9 febbraio 2022 (assegnazione d’ufficio ai beneficiari RdC), il Messaggio INPS n. 1714 del 20 aprile 2022 (maggiorazioni per figli maggiorenni e genitori separati), la Circolare INPS n. 53 del 28 aprile 2022 (istruzioni specifiche per il pagamento), e il Messaggio INPS n. 2261 del 30 maggio 2022 (introduzione del Modello Rdc-Com/AU).

La normativa è in continua evoluzione, con aggiornamenti che includono, ad esempio, l'inclusione dei titolari di permesso per protezione temporanea nella misura, come comunicato con la circolare n. 41 del 7 aprile 2023. La gestione e l'interpretazione di queste norme richiedono attenzione costante alle comunicazioni ufficiali degli enti preposti.

La transizione dal Reddito di Cittadinanza all'Assegno Unico Universale e alle nuove misure di inclusione sociale e lavorativa rappresenta una riorganizzazione profonda del sistema di welfare italiano, con l'obiettivo di fornire un sostegno più mirato ed efficace alle famiglie e promuovere attivamente l'inserimento lavorativo dei cittadini.

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