Assegno Unico Universale e Genitori Non Sposati: Una Guida Completa
L'introduzione dell'Assegno Unico Universale per i figli a carico ha segnato un punto di svolta nel sistema di sostegno alle famiglie italiane. Questa nuova prestazione, operativa dal 1° gennaio 2022, mira a semplificare e potenziare gli interventi a favore della genitorialità e della natalità, sostituendo diverse misure preesistenti come il Premio alla nascita, l’Assegno di natalità, gli ANF e le detrazioni per i figli a carico fino ai 21 anni. Tuttavia, l'applicazione di questa normativa ha sollevato interrogativi, specialmente per quanto riguarda le coppie non sposate e non conviventi, e le modalità di gestione dell'assegno in caso di separazione o divorzio.

La Riforma del Rito Familiare e le Coppie Non Conviventi
La Riforma Cartabia, con l'introduzione del rito unico familiare disciplinato dall'art. 473-bis del Codice di Procedura Civile, ha esteso la sua applicabilità non solo ai coniugi, ma anche ai genitori conviventi non sposati che decidono di interrompere la loro convivenza e hanno figli minori. Questo significa che le procedure per la regolamentazione degli aspetti legati alla prole, quali affidamento, collocamento e mantenimento, sono ora accessibili anche alle coppie di fatto, garantendo una tutela equiparata.
Procedura Giudiziale e Accordo Congiunto
In caso di mancato accordo tra i genitori non sposati e non conviventi riguardo ai figli, è possibile intraprendere un ricorso giudiziale al Tribunale. Un genitore presenta un ricorso ex art. 473-bis del Codice di Procedura Civile, portando le parti davanti al giudice per una conciliazione. Qualora questa non si realizzi, il giudice emetterà un provvedimento vincolante nell'interesse del minore. Alternativamente, se i genitori hanno raggiunto un accordo, possono presentare un ricorso congiunto, che il giudice verificherà e approverà se conforme all'interesse del minore, trasformandolo in un provvedimento esecutivo.
Negoziazione Assistita
Un'altra via percorribile è la negoziazione assistita, disciplinata dagli artt. 6 e ss. del D.L. 132/2014. Questo strumento consente ai genitori, assistiti dai rispettivi avvocati, di raggiungere un accordo che, una volta sottoscritto e valutato dal Pubblico Ministero in presenza di figli minori, diviene vincolante se conforme all'interesse della prole.
L'Assegno Unico Universale: Fruizione e Ripartizione
L'Assegno Unico Universale è una prestazione di carattere universalistico, erogata dall'INPS a favore delle famiglie con figli a carico. La sua quantificazione è parametrata sul reddito familiare, attraverso l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).
Presentazione della Domanda e Tempistiche
La domanda per l'Assegno Unico può essere presentata in qualsiasi momento. Tuttavia, è fondamentale rispettare determinate tempistiche per ottenere il riconoscimento degli arretrati: le domande presentate entro giugno permettono di ricevere gli assegni a decorrere dal primo marzo, mentre quelle presentate a luglio comportano la perdita dell'assegno per il trimestre precedente. Per i nuovi nati, l'Assegno Unico decorre dal settimo mese di gravidanza, con il pagamento degli arretrati dalla prima mensilità erogata dopo la nascita e l'attribuzione del codice fiscale al minore.
Assegno Unico e Genitori Non Sposati/Separati/Divorziati
La normativa prevede specifiche modalità di erogazione dell'Assegno Unico per i genitori separati, divorziati o comunque non conviventi. L'art. 6, comma 4 del D.Lgs. 230/2021 stabilisce che l'assegno è corrisposto dall'INPS al richiedente, oppure, su richiesta anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario.

La Decisione della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. [Numero dell'ordinanza, se disponibile], ha chiarito alcuni aspetti cruciali relativi alla ripartizione dell'Assegno Unico. Nel caso esaminato, un ex marito impugnava l'assegnazione esclusiva dell'assegno unico alla ex moglie, sostenendo che la normativa prevedesse la suddivisione del beneficio in caso di affidamento condiviso. La Corte ha confermato l'interpretazione secondo cui, in caso di affidamento condiviso e collocamento prevalente presso un genitore, il giudice può disporre l'attribuzione del 100% dell'assegno al genitore collocatario, per esigenze di semplificazione e nell'interesse della prole, trattandosi del genitore che convive con il figlio e ne provvede ai bisogni immediati. Questa decisione evidenzia come, pur esistendo una regola generale di ripartizione al 50%, il giudice possa discostarsene in presenza di specifiche circostanze che giustifichino un'attribuzione diversa, sempre nell'ottica del superiore interesse del minore.
Modalità di Pagamento e Scelta della Ripartizione
La scelta della modalità di ripartizione dell'Assegno Unico tra i genitori (100% a un genitore, 50% a ciascuno, o altra ripartizione concordata) può essere effettuata al momento della presentazione della domanda o successivamente. L'INPS consente di modificare tale ripartizione in un secondo momento. Nel caso di genitori separati o divorziati, l'assegno può essere pagato al solo richiedente o diviso in parti uguali. Se il richiedente desidera percepire il 100% dell'assegno, deve dichiarare l'accordo con l'altro genitore. In assenza di accordo, il richiedente può indicare di chiedere solo il 50% per sé. La conferma delle modalità di ripartizione da parte del secondo genitore è opzionale, ma i suoi dati di pagamento potranno essere forniti anche in un momento successivo, con l'effetto della ripartizione al 50% che decorre dal mese successivo alla comunicazione all'INPS.
ISEE e Assegno Unico per Genitori Non Conviventi
Il calcolo dell'ISEE per le famiglie con figli minori, specialmente quando i genitori non sono conviventi, presenta delle peculiarità. L'ISEE minorenni incrocia dati di persone che potrebbero non costituire lo stesso nucleo familiare anagrafico.
La Struttura dell'ISEE Minorenni
Per i nuclei familiari che comprendono entrambi i genitori, inclusi quelli separati o divorziati o comunque non conviventi, l'art. 5, comma 4 del D.Lgs. 230/2021 definisce la "componente familiare". L'indicatore ISEE è parametrato sul reddito della famiglia. Sebbene sia possibile presentare domanda senza ISEE, ciò comporta la corresponsione di un contributo minimo (25 euro per i minorenni e 50 euro per i maggiorenni).
Genitori Stranieri e Codice Fiscale
Un problema riscontrato riguarda i genitori stranieri non in possesso di codice fiscale italiano, che rende difficoltosa la presentazione della domanda. In questi casi, è necessario verificare le procedure specifiche previste dall'INPS per la gestione di tali situazioni, che potrebbero richiedere l'ottenimento di un codice fiscale provvisorio o l'assistenza di uffici competenti.
Considerazioni Specifiche per Genitori Non Sposati
Le coppie non sposate che decidono di interrompere la convivenza affrontano alcune differenze rispetto ai coniugi, soprattutto per quanto riguarda il mantenimento personale.
Mantenimento Personale e Contratto di Convivenza
A differenza dei coniugi, per i conviventi non sposati non è previsto un mantenimento personale per il partner economicamente più debole. Quest'ultimo non può agire in giudizio per richiederlo, a meno che non sia stato sottoscritto un contratto di convivenza che preveda un sostegno economico, periodico o una tantum.
Assenza di Addebito
L'istituto dell'addebito della separazione, che attribuisce la colpa per la fine della relazione a uno dei coniugi, non trova applicazione tra conviventi non sposati, poiché tale istituto è strettamente legato agli obblighi reciproci derivanti dal matrimonio.
Assegno Unico per Figli Maggiorenni
L'Assegno Unico Universale è riconosciuto anche per i figli maggiorenni, a determinate condizioni. Spetta fino al compimento del ventunesimo anno di età, a condizione che siano fiscalmente a carico, frequentino un corso di studi, svolgano un tirocinio, siano registrati come disoccupati presso un centro per l'impiego, o svolgano un servizio civile universale.
Figli Maggiorenni che Compiiono 21 Anni Dopo il 1° Marzo 2022
Per usufruire dell'Assegno, il maggiorenne non disabile deve compiere il ventunesimo anno di età dopo il 1° marzo 2022. Ad esempio, un figlio che diventa maggiorenne il 15 aprile 2022 e per cui la domanda viene presentata il 15 giugno 2022, continuerà a percepire l'assegno.
Figli Disabili Maggiorenni
Per i figli disabili maggiorenni, l'Assegno Unico è erogato senza limiti di età, a condizione che convivano con i genitori e siano fiscalmente a carico.
Tutorial Assegno Unico
Errori nella Compilazione della Domanda e Gestione del Protocollo
È possibile che vengano commessi errori durante la compilazione della domanda per l'Assegno Unico. In questi casi, è previsto uno strumento di "Rinuncia" che, se scelto con la motivazione "errore di compilazione", permette di annullare la domanda errata senza rinunciare alla prestazione. La protocollazione della domanda non avviene immediatamente, ma poco dopo la presentazione. Per visualizzare il numero di protocollo, è necessario accedere alla sezione "Consulta e gestisci le domande che hai presentato" sul sito INPS.
Compatibilità con Altre Misure
L'Assegno Unico Universale è compatibile con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome e dagli enti locali. È inoltre compatibile con il Reddito di Cittadinanza. I percettori di Reddito di Cittadinanza, per ricevere l'Assegno Unico da marzo 2022, devono presentare apposita domanda, pur continuando a ricevere l'integrazione dell'Assegno temporaneo per le mensilità di gennaio e febbraio 2022.
Conclusioni Parziali sull'Assegno Unico
L'introduzione dell'Assegno Unico Universale rappresenta un passo significativo verso una maggiore equità e semplificazione nel sostegno alle famiglie. Tuttavia, la sua complessa normativa, soprattutto per quanto concerne le situazioni di genitorialità non convenzionale, richiede attenzione e chiarezza. La giurisprudenza, come dimostra l'intervento della Corte di Cassazione, gioca un ruolo fondamentale nell'interpretare e applicare la legge in modo da garantire il superiore interesse dei minori e la corretta distribuzione dei benefici. La corretta comprensione delle procedure di domanda, delle modalità di ripartizione e dei requisiti ISEE è essenziale per poter accedere pienamente a questa importante misura di sostegno.
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