Accompagnatori di Trekking in Italia: Tra Remunerazione Equa e Regolamentazione Professionale
L'Italia, con la sua ricca varietà di paesaggi, offre un terreno fertile per il trekking e le attività all'aria aperta. Tuttavia, dietro la bellezza dei sentieri si cela una complessa realtà legata alla professionalità degli accompagnatori, alla loro giusta remunerazione e alla normativa che regola il settore. L'introduzione della legge 21 aprile 2023, n. 49 sull'equo compenso ha segnato un punto di svolta, mirando a garantire una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto. Questa legge, tuttavia, non è un provvedimento generalizzato, ma interviene in specifici contesti in cui vi sia uno squilibrio di potere contrattuale tra il committente e il professionista.
La Nuova Legge sull'Equo Compenso nel Settore Turistico
La legge 21 aprile 2023, n. 49 attua il principio dell'equo compenso, stabilendo che la remunerazione debba essere commisurata alla quantità e qualità del lavoro professionale, nonché al contenuto e alle caratteristiche delle prestazioni. È importante sottolineare che questa normativa non reintroduce minimi tariffari obbligatori o cartelli anticoncorrenziali. Il suo scopo è intervenire unicamente quando sussiste una marcata sperequazione di potere contrattuale tra il committente di un servizio turistico e il professionista incaricato.

La legge non si applica a tutte le tipologie di contratto, ma è circoscritta a casi in cui il committente sia una pubblica amministrazione, un'impresa bancaria o assicurativa, o, in generale, qualsiasi impresa che, nell'anno precedente all'incarico, abbia impiegato più di cinquanta lavoratori o abbia registrato ricavi annui superiori a 10 milioni di euro. In sostanza, quando il soggetto o l'ente che affida l'incarico è considerato, anche per l'elevato numero di clienti gestiti, in grado di imporre condizioni contrattuali inique in termini di remunerazione, la legge interviene per riequilibrare il rapporto contrattuale. Questo si applica, ad esempio, a operatori turistici o poli museali di rilevanza internazionale che potrebbero obbligare i professionisti ad accettare condizioni contrattuali senza possibilità di discussione, specialmente sui termini economici.
La legge sull'equo compenso delega ai Ministeri competenti l'emanazione di decreti attuativi per stabilire le tariffe minime obbligatorie nei casi di disparità di potere contrattuale. In alternativa, le associazioni professionali possono concordare direttamente tariffe minime con imprese o associazioni di categoria per i propri aderenti. Un aspetto cruciale è la nullità per legge di ogni clausola economica inferiore a tali minimi tariffari, qualora non sia stato previsto un compenso equo e proporzionato all'opera, tenendo conto anche dei costi sostenuti dal professionista. Quest'ultimo ha diritto a un indennizzo se pagato al di sotto dei minimi stabiliti.
Si prevede che questa legge darà un impulso fondamentale alle professioni turistiche, promuovendo una giusta remunerazione e rendendo queste carriere più appetibili per i giovani. Il bacino dei potenziali beneficiari nel settore turistico è vasto e include guide turistiche, accompagnatori turistici, professionisti del turismo esperienziale, operatori culturali, professionisti della ristorazione, degli eventi, del trekking e del tempo libero in genere.
L'applicazione di questa legge nel mercato del turismo richiederà un ruolo proattivo da parte degli stessi professionisti del turismo, che dovranno essere i primi custodi dell'equo compenso, fin dalla fase delle trattative precontrattuali con i committenti più potenti. Si auspica la cessazione della deprecabile prassi di presentare contratti con la formula "prendere o lasciare", una modalità considerata assurda e imbarazzante.
La Complessità delle Figure Professionali nel Turismo Outdoor
Parallelamente alla questione della remunerazione, emerge la complessità della definizione e regolamentazione delle diverse figure professionali che operano nel settore del turismo outdoor, in particolare nell'ambito del trekking e dell'accompagnamento in montagna. La distinzione tra Guide Alpine (GA), Accompagnatori di Media Montagna (AMM) e Guide Ambientali Escursionistiche (GAE), spesso associate all'AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche), è fonte di dibattito e di contenziosi legali.

La normativa italiana, in particolare la legge 6 del 1989 e successive modifiche e interpretazioni, cerca di definire i confini di competenza per garantire la sicurezza degli escursionisti. Le Guide Alpine hanno una competenza esclusiva sull'accompagnamento su ghiaccio, neve e roccia, l'insegnamento delle tecniche alpinistiche e sci-alpinistiche, e la formazione di personale operante in quota. Gli Accompagnatori di Media Montagna sono autorizzati ad accompagnare su sentieri di difficoltà "Escursionisti Esperti" (EE), una classificazione definita dal Club Alpino Italiano (CAI). Le Guide Ambientali Escursionistiche, pur non rilasciando titoli con valore legale riconosciuto dallo Stato, sono spesso attive nell'accompagnamento su sentieri di difficoltà "E" (Escursionistica).
Il dibattito si accende spesso sulla definizione dei terreni di esercizio professionale. La delibera della Regione Lombardia, ad esempio, ha cercato di discriminare tra AMM e GAE basandosi sul concetto di sicurezza e pericolosità del percorso, riservando determinate quote o tipologie di sentieri agli AMM. Questo approccio, tuttavia, è contestato dalle associazioni GAE, che lo ritengono discriminatorio e limitante, soprattutto quando l'attività non coinvolge professionisti ma gruppi di amici o volontari.
La questione del "lucro" è centrale in questo dibattito. La legge sembra intervenire quando l'attività di accompagnamento avviene dietro compenso, richiedendo specifici requisiti professionali per garantire la sicurezza. La differenza di costi tra i corsi per diventare AMM (4000-5000€) e quelli per GAE (circa 1500-1600€) gioca un ruolo significativo, spingendo molti a optare per la formazione GAE.
La figura della Guida Alpina è riconosciuta a livello nazionale e internazionale, mentre gli AMM sembrano avere un riconoscimento prevalentemente nazionale. La sentenza costituzionale 459/2005 ha chiarito che le Guide Alpine hanno una riserva di legge non sui terreni montani in generale, ma specificamente sui terreni dove si utilizzano attrezzature alpinistiche. Questo implica che gli AMM operano in un "terreno d'esercizio libero" per l'accompagnamento escursionistico, con una riserva specifica per i terreni classificati EE.
Il CONAGAI (Collegio Nazionale Guide Alpine) ha in passato avanzato proposte per ricondurre tutte le figure operative nell'ambito dell'escursionismo sotto la figura di "Guida escursionistica di Montagna", proposte che sono state presentate in parlamento ma che il CONAGAI attualmente nega di aver voluto. Questo solleva interrogativi sulla reale volontà di definire confini chiari o di esercitare una forma di monopolio professionale.
La "Finta Specializzazione" e la Libertà di Scelta del Consumatore
Un aspetto critico sollevato riguarda la cosiddetta "finta specializzazione" che caratterizza il mercato moderno. Utilizzando una metafora del settore dei fai-da-te, dove un unico tipo di colla si moltiplica in decine di varianti per materiali specifici, si evidenzia come la differenziazione dei prodotti sia spesso più di marketing che di sostanza. Questo fenomeno potrebbe estendersi anche al settore delle guide alpine e degli accompagnatori, dove una proliferazione di corsi e qualifiche potrebbe creare confusione e portare a spese inutili per il consumatore.
La questione si riduce, in ultima analisi, alla remunerazione dell'attività e alla qualifica professionale richiesta. Mentre la legge sull'equo compenso mira a garantire una retribuzione dignitosa per tutti i professionisti del turismo, la definizione dei ruoli e delle competenze nel settore outdoor rimane un terreno di scontro, alimentato da interessi economici e dalla necessità di garantire la sicurezza degli escursionisti.
Assicurazione e Sicurezza per i Professionisti dell'Outdoor
Per chi opera professionalmente nel settore del trekking e delle attività all'aria aperta, la sicurezza e la copertura assicurativa sono aspetti fondamentali. Le compagnie assicurative offrono diverse soluzioni per proteggere sia i professionisti che i loro clienti.
Assilife, ad esempio, propone quattro soluzioni assicurative: "Outdoor Daily", "Outdoor Smart" e "Outdoor 365". La polizza "Outdoor Daily" è pensata per i professionisti che desiderano assicurare i propri clienti durante le attività all'aperto, garantendo loro la massima sicurezza. Per gli appassionati che praticano queste attività saltuariamente, "Outdoor Smart" offre una copertura giornaliera per infortuni, assistenza e responsabilità civile. "Outdoor 365" è invece la soluzione ideale per chi desidera una copertura annuale completa.

Le polizze assicurative per il settore outdoor coprono una vasta gamma di garanzie, tra cui:
- Assistenza: Consulto medico telefonico, segnalazione di specialisti, invio di medici in Italia, trasferimento sanitario, rientro assicurato del convalescente, viaggio di un familiare in caso di ricovero, rientro anticipato, prolungamento del soggiorno, rientro salma, anticipo spese legali e cauzione penale all'estero, rientro dei minori, autista a disposizione.
- Spese mediche: Copertura per spese ospedaliere e chirurgiche in emergenza, spese mediche e farmaceutiche per ricovero in Day Hospital, acquisto di apparecchi ortopedici, cure fisioterapiche, visite specialistiche, accertamenti diagnostici.
- Indennità: Indennità da ricovero ospedaliero, indennità da gesso.
- Infortuni: Copertura in caso di morte o invalidità permanente.
È fondamentale che i professionisti del settore leggano attentamente il set informativo di ogni polizza per comprendere appieno le coperture, i massimali, gli scoperti e i limiti specifici di ogni garanzia. La scelta della polizza adeguata è essenziale per operare in modo sereno e sicuro, sapendo di essere protetti in caso di imprevisti.
La corretta regolamentazione delle professioni, unita a una giusta remunerazione e a adeguate coperture assicurative, è cruciale per lo sviluppo sostenibile del settore del trekking e del turismo outdoor in Italia, garantendo al contempo la sicurezza e la professionalità dei servizi offerti.
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